C’è aria di Natale

C’è aria di Natale. Quello serio, non quello che porta i pandori sugli scaffali a ottobre! Oggi è la prima Domenica d’Avvento e il tempo fatato inizia a farsi sentire davvero.

Ciò che prima mi arriva sono i ricordi d’infanzia e tutta la dolcezza di quell’età, i volti cari e le tradizioni.

Fuori stagione non noto nulla. Deliberatamente. Non i pandori, che arrivano prima dei panettoni, perché appetibili da un pubblico più vasto a cominciare dai bambini, subito seguiti dai torroni, non le luminarie, che spuntano a novembre, né i Presepi decisamente fuori tempo liturgico.

Come invece inizia l’Avvento, inizio a vedere… rosso natalizio!

Allora faccio mille proponimenti per addobbi e menu. Non sono tipo da casa americana, tutta lucine, candele e fiocchi, ma il Natale lascio che entri in casa a portare gioia e la dolcezza dei ricordi.

È un momento dell’anno che non può lasciare indifferente nessuno, in cui tutto si amplifica: la gioia come la solitudine, lo scoramento come il senso di famiglia.

Il Natale attraversa la vita di tutti noi e lo viviamo con ciò che siamo, prima ancora che con ciò che abbiamo.

“O è Natale tutto l’anno o non è Natale mai” dovrebbe essere sacrosanto, perché non ci si può accorgere del prossimo solo in questo arco di tempo, ma è pur vero che meglio poco che nulla, quindi lasciamo che ognuno faccia ciò che sente e pensiamo a viverlo noi con coerenza questo tempo speciale.

Non c’è Natale senza regali e in questi tempi difficili, in cui il benessere è sempre meno diffuso, non è sbagliato recuperarne il senso profondo della sobrietà e della condivisione.

Premesso che questo è il tempo dei bambini e che i loro doni vengono prima, pensare anche alle altre sorprese da mettere sotto l’albero può creare delle difficoltà.

Perché non fare allora come una volta, quando erano tanti i regali realzzati in prima persona?

Oggi poi, in cui corriamo tutti, usare parte del poco tempo libero che abbiamo per creare con le nostre mani un dono rende questo stesso dono ancora più prezioso.

Chi ci regala qualcosa fatto apposta per noi, ci dona anche le ore impiegate e l’impegno profuso: la nostra gratitudine dovrebbe essere dunque doppia.

Un maglione, un oggetto in legno, un ricamo, una cesta piena di bontà fatte in casa sono solo un esempio di ciò che potrebbe essere un regalo da lasciare sotto l’albero.

Il Natale ha senso se dà gioia, se è un affanno dovrebbe essere saltato a pie’ pari. Spesso è solo un periodo fatto di doveri: devo invitare, devo andare, devo comprare… Giorni di obbligi e convenzioni.

Lo so, è difficile ribellarsi, ma si può sempre provare a dare un ritmo nuovo a questi giorni speciali.

 

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