Cento donne. Raffaella

31 Dicembre. Raffaella si strinse nel piumino e si calò il berretto, sentiva intorno a sé il via vai delle persone affannate nelle ultime commissioni, il traffico convulso, ma era come se tutto fosse attutito dal rumore dei propri pensieri.

Si fermò davanti all’edicola, fu tentata dal comprare un giornale di oroscopi, chissà se vi avrebbe trovato qualche conforto. E se avesse invece scoperto che l’anno alle porte sarebbe stato peggiore di questo agli sgoccioli? Meglio tenersi in tasca il denaro e comprare un paio di paste golose, quelle sì un sicuro conforto!

Che anno questo 2019, non le era andato bene nulla. Beh, proprio nulla no: era rimasta in piedi nonostante il licenziamento e la separazione da Simone, che alle difficoltà economiche aveva risposto con un cambio di vita e di compagna.

E così Raffaella si era ritrovata in quella città estranea, scelta solo per seguire Simone. Per fortuna che quel buchino di casa era un tetto sicuro: l’aveva comprato lei, lui ci aveva messo solo il divano, che aveva provveduto a riprendersi.

Il Natale lo aveva passato in compagnia della sua Mimì, una gattina trovatella minuta come lei.

Si ritrovava ora con pochi soldi e senza amici, perché quelli che aveva erano di Simone e si era ripreso anche quelli, così si chiese che ne avrebbe fatto di quella serata in cui le solitudini di tutto il mondo urlano alla luna.

Camminando svogliata senza meta finì contro chi invece camminava spedito. Troppo spedito. Barcollò. Due braccia ferme e pronte l’afferrarono.

«Ciao!» Raffaella lo guardò chiedendosi di chi fosse quel bellissimo sorriso, non le era completamente sconosciuto, ma non riusciva a ricordare.

«Sono Massimo, il dirigente di Simone. Siete stati a cena da me per lo scorso Ferragosto. So che non state più insieme e… posso essere franco? Congratulazioni! Mi sono sempre chiesto come fosse accaduto che una ragazza bella e in gamba come te fosse finita con… beh, un tipo simile. Troppo brutale?»

Raffaella lo guardava come avrebbe guardato E.T. se solo gli fosse finito in giardino.

«So del tuo licenziamento, Simone ha la bocca larga. Perché non ti presenti in azienda da mia cugina? Cerca proprio un’impiegata amministrativa.»

Raffaella continuava a fissarlo, inespressiva, e pensava: «Adesso mi dice che è uno scherzo, Simone sbuca fuori da quell’angolo e insieme finiscono a sbellicarsi sul marciapiede».

«Ti senti bene?» Bum!

«Raffaella, ehi, mi senti?» Raffaella aprì gli occhi, non era possibile: era svenuta! Scoppiò a piangere. Non sapeva più se di vergogna, di frustrazione o di rabbia.

Massimo l’aiutò a rimettersi in piedi. Lei lo guardò, si asciugò gli occhi e… scoppiò a ridere. Mio Dio, se era esaurita!

Si soffiò il naso, cercando di ricomporsi: doveva essere un disastro, pensò.

Quel che non sapeva era che Massimo la trovava deliziosa, le era piaciuta dal primo momento che l’aveva vista e davvero pensava di Simone tutto quello che le aveva detto. E anche qualcos’altro, che ritenne più opportuno non dire.

«Vieni, andiamo a prenderci un caffè, ti farà bene.»

«Fa lo stesso se ordino una cioccolata?»

«Tutto quello che vuoi, qui ne fanno una deliziosa. La prenderò anch’io.»

Si sedettero a un tavolo in un angolo tranquillo e prima che arrivassero anche i pasticcini Raffaella andò in bagno a sistemarsi un po’.

Tornò al tavolo e si accorse che Massimo la guardava con dei magnifici occhi verdi, le erano sempre piaciuti gli occhi chiari con i capelli scuri e Massimo aveva dei bei capelli neri con qualche filo d’argento ai lati.

Capperi, ma era bello!

Rimasero a quel tavolo a chiacchierare e chiacchierare. Intanto avevano ordinato qualcos’altro, questa volta di salato. Poi arrivarono al tavolo due flute, questa volta omaggio del bar: erano per il brindisi.

Mancavano pochi minuti alla mezzanotte e loro non se ne erano accorti. L’ultimo rintocco li trovò così: occhi negli occhi, difronte a un anno nuovo carico di promesse.

Non smettete di sognare, perché la Vita ha fantasia, molta fantasia e può usarla per fare magnifiche e inaspettate sorprese.

Condividi

2 thoughts on “Cento donne. Raffaella

  1. Grazie per questo racconto, che ricorda le belle favole a lieto fine, quelle che piacciono a me. la storia giusta per iniziare bene l’Anno, con una data importante 2020. Buon inizio Anno anche a te. Buona serata da Flavia

  2. Carissima Flavia, ricambio gli auguri e ti ringrazio per l’apprezzamento e per essere una lettrice così assidua.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *