Un matrimonio elegante. La sposa

La vera protagonista di un matrimonio è di certo la sposa. Consiglio, una volta decisa la data, di acquistare un bel quadernetto e segnare tutto ciò che c’è da fare a riguardo. Il passo successivo sarà quello di far corrispondere a ogni impegno una scadenza e di redigere una realistica scaletta. Fatto ciò, si potrà procedere con un minimo di organizzazione.

Posto quanto scritto a proposito del concordare con lo sposo il tono delle proprie nozze e confermata l’assoluta ampiezza nella scelta che la sposa ha per il proprio abito, io credo che sia bene tener presenti alcuni punti fermi per meglio orientarsi.

Comincerei dal capo: le finte coroncine da principessa io le lascerei in negozio, capisco che spesso – fra tanto tulle e pizzo – possa far capolino la bimba che è in noi e che ha a lungo fantasticato su quell’abito, ma tutto ciò che fa “travestimento” sarebbe da evitare. I diademi vanno bene per coloro che hanno una ragione familiare e sociale per indossarne uno, vero.

Ricordo una famosa modella che indossò un delizioso diadema, regalatole dal fidanzato (milionario), mi chiedo cosa ne abbia poi fatto. Dei fiori freschi o di seta saranno un magnifico ornamento per il capo di qualunque sposa.

Per i capelli posso solo dire che le tinte dai forti contrasti a tre o quattro toni e dalle ciocche vistose proprio andrebbero escluse. Ricordate che tutto ciò che corre lungo il volto invecchia e che al contrario qualunque pettinatura allontani i capelli dal viso, portandoli in fuori o in alto crea una sorta di lifting ottico. Questo ovviamente vale per le future spose ormai non più giovanissime.

Per il trucco va fatta qualche precisazione in più. Se non siete una fanatica del make up, perché farvi fare un trucco da palcoscenico? Memore di una amica appena truccata la mattina delle nozze, che mi disse “mi sento mascherata”, io, che nella vita di tutti i giorni ne faccio scarsissimo uso,  al mio matrimonio mi truccai da sola.

Certo, bisogna tener presenti anche in questo caso alcune regolette: 1) il fotografo dovrà dire la sua sul vostro trucco per capire se è “fotogenico” (gli ombretti molto perliscenti non lo sono mai così come i rossetti madreperlati) quindi fate una prova e passate dal suo studio; 2) se vorrete fare da sole, dovrete conoscere un minimo di basi nell’arte del trucco da set, perché anche un trucco naturale deve poter essere reso in foto e in video e deve giovarvi; 3) lasciate perdere tutto ciò che è eccessivamente colorato, perché non è questa l’occasione.

Consiglio comunque anche a chi si affiderà a mani altrui di tenere presenti questi tre punti, a meno che non ci si affidi a una truccatrice di comprovata esperienza in questo tipo di trucco e comunque almeno una prova io la consiglio sempre, per evitare spiacevoli sorprese.

Andateci piano con le lampade abbronzanti, se non potete proprio farne a meno. Ricavatene un colorito sano e non un effetto rosolatura. Se prima delle nozze andrete al mare, procurate di non scottarvi e spellarvi ed evitate abbronzature caraibiche, mai elegantissime.

Se non avete una pelle curata, lasciate perdere le ampie scollature.

I trattamenti di bellezza vanno programmati con anticipo per non arrivare al giorno delle nozze con arrossamenti o reazioni cutanee.

La manicure sia sobria e quanto mai neutra, meglio se non colorata affatto.

Chi si ostina nella french manicure ricordi che le unghie quadrate non valorizzano nessuna mano, tutte appariranno più tozze e le mani quel giorno saranno decisamente in primo piano. In quanto a quelle manicure fantasiose, oggi ahimè molto in voga, io le lascerei davvero perdere, soprattutto se sfoggiano uno smalto di diverso colore all’anulare o brillantini e disegnini.

Per i tatuaggi non c’è rimedio, se anche voi avete arabeschi colorati o disegni tribali che vi corrono lungo le più varie parti del corpo (visibili), allora direi di rinunciare ai vestiti principeschi e alla cerimonia bon ton e opterei per un matrimonio festoso e informale, scegliendo un abito disinvolto: l’armonia delle cose è sempre una scelta giusta.

La sposa elegante non indossa gioielli, l’unica eccezione, se ha i fori alle orecchie, sono proprio gli orecchini: preziosi e discreti. Niente pietre colorate. Anche l’anello di fidanzamento va lasciato a casa.

In alcuni luoghi dopo la cerimonia la sposa riceve dei gioielli in dono, ma sarebbe bene che non li indossasse alla festa. Avrà mille altre occasioni per sfoggiarli. In molte zone si regalano le perle, se la sposa segue invece l’altra tradizione, per cui non vanno regalate in quanto portano lacrime, procurerà di far arrivare alle giuste orecchie il desiderio di non riceverle.

Sull’abito posso solo dire tre cose: 1) se la cerimonia è in chiesa, rispettate la sacralità del luogo e lasciate perdere le scollature da pin up, le schiene nude e i pizzi vedo-non vedo; 2) scegliete un abito che vi valorizzi e non vi ostinate sul modello che avete sempre sognato, perché il risultato finale potrebbe non giovarvi; 3) se siete già madri o alle seconde e terze nozze o avete il pancione, lasciate perdere il bianco immacolato e optate per una versione anche solo champagne o in qualunque altro colore tenue. Il rosso e il nero sono davvero da escludere, tanto in chiesa che in municipio, anche se quest’ultimo vi lascia maggiore libertà di scelta, ma il vistoso e l’eccentrico ugualmente non si addicono.

Cercate di rincorrere il buon gusto e l’appropriato più che le fantasie infantili, per non fare come una donna famosa, che si presentò all’altare accompagnata dai figli grandicelli, in un vaporoso abito immacolato con un lungo e altrettanto vaporoso velo come fosse una fanciulla: il risultato non fu dei migliori e anziché apparire una giovane sposa dimostrò tutti i suoi 51 anni, perché alcune mise enfatizzano maggiormente l’età raggiunta e si rischia di apparire francamente ridicole. Purtroppo anche in questo le soap opera americane sono risultate delle cattive maestre: si è visto ormai di tutto.

Dovrei aggiungere che nella scelta dell’abito non dovrete dimenticare che lo indosserete per lunghe ore e quindi dovrà avere anche una sua praticità.

Il giorno delle nozze è il vostro giorno e per quante regole esistano l’ultima parola resta la vostra, però è corretto che vi ricordi che per le nozze civili sarebbe più opportuno un abito corto. Ce ne sono di bellissimi e di elegantissimi e non sareste meno sposa di un’altra che ne sfoggi uno lungo. La scelta sarebbe più appropriata e il matrimonio più elegante. Un tempo ci si presentava in tailleur, ma oggi non è più d’obbligo, avendo l’abito da sposa perso tutti i suoi significati simbolici.

Il velo è solo un’opzione, più indicato per una cerimonia religiosa, può essere sostituito da un’acconciatura più ricca, se la sposa non è al suo primo matrimonio. La moda al momento non predilige cappelli in abbinamento, tanto in voga negli anni Ottanta, ma un ornamento grazioso potrà accompagnare l’abito scelto per una cerimonia civile.

Le calze non devono mancare, una sposa elegante non se ne va a gamba nuda, ma niente giarrettiere in vista con lanci plateali e foto sexy. Quel che indosserete sotto sarà solo affar vostro e del vostro sposo. Ho detto calze e non collant, perché più fresche e femminili. In base alle vostre abitudini potrete preferire anche delle autoreggenti e lasciar perdere il reggicalze. A voi la scelta.

Le scarpe dovranno essere a tono con l’abito scelto, possibilmente rivestite di seta e comode. Non mettete scarpe che avreste poi voglia di lasciare sotto il tavolo da pranzo. Le spose scalze non hanno nessuna aria poetica e l’argomento mal di piedi non è dei più eleganti. I sandali non sono contemplati per un abito elegante e un matrimonio classico.

Riguardo ai guanti, devo dire che ormai raramente appaiono a corredo di un abito, ma la sposa dovrebbe entrare in chiesa indossandoli e uscirne senza.

Per il bouquet regolatevi secondo il vostro gusto, ma fate in modo di non trascinarvene dietro uno grande quanto un centrotavola e che si accordi con i fiori scelti per gli addobbi. Non intendo che sia composto con gli stessi fiori, ma che vi si armonizzi. E’ cosa graziosa sceglierne uno che contenga un richiamo a un ricordo o a un simbolo, fosse un fiore o un nastro o delle foglie particolari.

Personalizzare è sempre una buona scelta, per rendere quel giorno solo vostro, ma con sobrietà e discrezione. Gli eccessi sono tali anche nella creatività.

Una sposa sia fresca e avvolta da un profumo delicato e discreto: le fragranze da maliarda non si addicono all’occasione.

Sarà utile alla sposa, tutta presa dall’evento e da mille emozioni, delegare a una persona cara – sorella, cognata, amica – una serie di cose pratiche che possano starle a cuore, ma che potrà non essere in grado di seguire personalmente quel giorno.

Io sono ferma ai testimoni di nozze, ma vedo ancora una volta che Beautiful docet e che cominciano ad apparire qua e là damigelle, non saprei che suggerire, è una tradizione che non ci appartiene, nasce da tutta un’altra visione della cerimonia.

E’ un po’ come Halloween, molti lo festeggiano e alcuni non hanno nemmeno idea di che cosa sia veramente e da dove nasca. Capisco però che sia difficile negarlo ai propri figli. Mi aspetto comunque quanto prima di vedere famiglie italiane festeggiare il Giorno del Ringraziamento, del resto è da almeno un paio di anni che circolano su giornali e in televisione ricette tipiche americane per la circostanza, non appena si avvicina la ricorrenza. Questo villaggio globale a volte mi confonde.

In conclusione, alla futura sposa dico: fai una lista di ciò che davvero hai sempre sognato per le tue nozze, chiediti come ti sentiresti a vederti nei panni di quella donna che immagini e aggiusta il tiro, cominciando proprio col provare l’abito sempre sognato. Molto spesso conserviamo fantasie che non vanno più d’accordo con la donna che siamo diventate e può succedere che l’enorme abito a meringa dei tuoi sogni sia proprio quello che non indosseresti mai.

Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *