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	<title>#antonellalualdi &#8211; Aida Mele Magazine</title>
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	<title>#antonellalualdi &#8211; Aida Mele Magazine</title>
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		<title>Cara Antonella, oggi leggo di te</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Aug 2023 17:37:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[#antonellalualdi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Antonella Lualdi ci ha lasciati da poco e la curiosità degli internauti porta a galla molti articoli a lei dedicati. Un mio amico mi ha chiamato oggi per segnalarmene uno, a me sfuggito. Contenuto nella rivista on line Arabeschi. Leggo a firma di Federica Piana, una ricercatrice universitaria, che si dedica allo studio e all&#8217;analisi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="https://www.aidamelemagazine.com/conversando-con-antonella-lualdi/"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-4574 alignleft" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2023/08/Autobiografia-Antonella-Lualdi-215x300.jpg" alt="Cara Antonella, oggi leggo di te" width="215" height="300" />Antonella Lualdi</a></strong> ci ha lasciati da poco e la curiosità degli internauti porta a galla molti articoli a lei dedicati. Un mio amico mi ha chiamato oggi per segnalarmene uno, a me sfuggito. Contenuto <a href="http://www.arabeschi.it/antonella-lualdi/"><strong>nella rivista on line Arabeschi</strong></a>. Leggo a firma di <strong>Federica Piana</strong>, una ricercatrice<span id="more-4573"></span> universitaria, che si dedica allo studio e all&#8217;analisi delle autobiografie delle attrici.</p>
<p>Posto che ognuno è libero di fare le proprie considerazioni e tirare le proprie somme, trovo che l&#8217;autrice non abbia colto nulla di ciò che in questa autobiografia è stato scritto.</p>
<p>Da quello che ho letto pare non conoscere appieno nemmeno la carriera di Antonella e sicuramente non ha mai conosciuto la persona, perché altrimenti non avrebbe ribadito con insistenza e per ben cinque volte che con questo libro la Lualdi non ha inteso altro che soddisfare il proprio desiderio di autoaffermazione, essendo una &#8220;diva mancata&#8221;.</p>
<p>Ribatterò così ad un articolo tanto sgradevole e fuorviante.</p>
<h2>Punto 1</h2>
<p>Antonella Lualdi non è mai stata una diva mancata, è stata un&#8217;attrice che ha goduto di un grande successo, ha avuto anni d&#8217;oro invidiabili ed è entrata nel cinema senza dover fare anticamera e questo forse le ha tolto quel mestiere che ha poi dovuto recuperare con l&#8217;esperienza.</p>
<p>Semmai non è stata né ambiziosa né combattiva, aveva un temperamento mite per l&#8217;ambiente del cinema e non ha saputo muoversi con determinazione, ma questo non fa di lei una diva mancata. Ha attraversato tanto nostro cinema e tanto cinema francese, lavorando con grandi nomi, la figurina di contorno non l&#8217;ha mai fatta per nessuno.</p>
<h2>Punto 2</h2>
<p>Antonella era lontana anni luce dalla classica psicologia di chi ha bisogno di autocelebrarsi per sentirsi qualcuno, era una donna che aveva vissuto pienamente una vita fuori dal comune, con le fragilità di chi è dovuta crescere in fretta in un Italia dove dalla patria potestà si passava a quella maritale. Ha vissuto, sofferto, imparato. La chiusura del libro dice molto della persona Antonella.</p>
<h2>Punto 3</h2>
<p>Franco Interlenghi non è stata l&#8217;ombra, ma l&#8217;amore della sua vita. Ciò non toglie che la loro storia abbia avuto una crisi profonda. Da una donna mi aspetto l&#8217;empatia di chi comprende che allora era difficile crescere, riconoscere se stesse, quando la morale del tempo non dava spazio alle donne per maturare una coscienza di sé, strette com&#8217;erano fra la famiglia di origine e quella prontamente costruita. Tutto questo nell&#8217;ambiente del cinema, così fuori dagli schemi.</p>
<p>Erano due bravi ragazzi, provenienti da due famiglie solide, chiuse come lo era la stragrande maggioranza nel Paese di allora. Nessuna famiglia irregolare alle spalle, nessuna tappa bruciata, nessun grillo per la testa. Il cinema era per entrambi il proprio lavoro, non la fiera delle vanità e delle ambizioni che per molti è stato ed è.</p>
<p>Che Franco poi fosse il suo punto di riferimento lo dimostra il titolo, che non voleva preludere ad un&#8217;autobiografia della coppia, ma a ciò che Antonella sentiva come definizione di sé, tant&#8217;è che mai divorziarono, mai si diedero le spalle.</p>
<h2>Punto 4</h2>
<p>Il libro, scritto a quattro mani con <strong>Diego Verdegiglio</strong>, non celebra una carriera mancata, ma racconta con la semplicità e il candore propri di Antonella come andarono le cose. Quando io lo lessi non avevo ancora conosciuto Antonella, dunque non potevo essere stata influenzata dalla sua amabilità, e non vi trovai niente di ciò che l&#8217;autrice ripete e ripete, come se la cosa servisse a dar fede ad un concetto che non combina né con la carriera né con la persona, dunque né con Antonella Lualdi né con Antonietta Maria De Pascale.</p>
<h2>Punto 5</h2>
<p>Certamente l&#8217;autrice dell&#8217;articolo è persona preparatissima nel proprio ambito, ma temo non altrettanto nella storia del cinema italiano.</p>
<p>Non me ne voglia.</p>
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		<title>Conversando con Antonella Lualdi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Dec 2019 13:19:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[#antonellalualdi]]></category>
		<category><![CDATA[#attriciitaliane]]></category>
		<category><![CDATA[#autobiografie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per chi come me è cresciuta a pane e cinema, incontrare i protagonisti di quelle pellicole è una grande emozione. Sono persone che conosco da sempre, a cui voglio inevitabilmente bene, che mi hanno intrattenuta per un&#8217;intera vita e che oggi studio, perché senza di loro non ci sarebbe la storia stessa della nostra cinematografia, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="wp-image-3186 size-full alignleft" title="Conversando con Antonella Lualdi | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2019/12/Antonella-e-Franco-2.jpg" alt="Conversando con Antonella Lualdi | Aida Mele Magazine" width="300" height="367" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2019/12/Antonella-e-Franco-2.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2019/12/Antonella-e-Franco-2-245x300.jpg 245w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Per chi come me è cresciuta a pane e cinema, incontrare i protagonisti di quelle pellicole è una grande emozione.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono persone che conosco da sempre, a cui voglio inevitabilmente bene, che mi hanno intrattenuta per un&#8217;intera vita e che oggi studio, perché senza di loro non ci sarebbe la storia stessa della nostra cinematografia, che tanto mi appassiona.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono artisti che hanno portato il nostro cinema in giro per il mondo. Sono testimoni di un&#8217;altra Italia, quella che<span id="more-3161"></span> rivorremmo. Figure per me tanto familiari e nello stesso tempo figure immateriali, fatte di sogni e fotogrammi.</p>
<p style="text-align: justify;">Incontrarle è come vederle uscire da uno schermo, finalmente raggiungibili, ma allo stesso tempo avvicinarle è come ritrovare qualcuno che appunto si conosce da tutta una vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Meglio non saprei spiegarlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Antonella Lualdi è fra queste ed è una signora nella vita oltre che del cinema. Deliziosa, con uno spirito che davvero va oltre la sua età. Io non faccio mai domande personali nelle mie interviste, mi imbarazza curiosare nel privato altrui, mi sembra sempre che trascenda il mio campo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="wp-image-3187 size-full alignleft" title="Conversando con Antonella Lualdi" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2019/12/COP.-LUALDI.jpg" alt="" width="300" height="419" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2019/12/COP.-LUALDI.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2019/12/COP.-LUALDI-215x300.jpg 215w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Deve parlarmene il mio interlocutore per azzardare, ma in questo caso non potevo non partire dal titolo della sua biografia: <em><strong>Io Antonella, amata da Franco</strong></em>. Franco Interlenghi. E così lascio che Antonella Lualdi decida cosa raccontarmi.</p>
<p style="text-align: justify;">Straordinaria la loro storia d&#8217;amore, che appassionò i fan e i rotocalchi di allora. Un amore travolgente e tenace, che è sopravvissuto alla separazione. Durato un&#8217;intera vita. Davvero alcuni grandi amori <em>fanno dei giri immensi e poi ritornano</em> (cit. Antonello Venditti). Del resto non divorziarono mai.</p>
<p style="text-align: justify;">E proprio per salvarsi dal dolore della sua morte, Antonella ha iniziato a scrivere: è stato terapeutico &#8211; mi confessa &#8211; l&#8217;ha aiutata ad affrontare questa vita senza il suo Franco.</p>
<p style="text-align: justify;">Insieme hanno attraversato il cinema italiano dal dopoguerra quasi fino ai giorni nostri. E il suo Franco, suo marito &#8211; così lo menziona nel libro &#8211; corre lungo queste belle pagine che scorrono sotto una lettura gradevolissima: non è così frequente che una biografia si legga d&#8217;un fiato, che sia così ben scritta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricca, ma non densa al punto da annoiare. Tutt&#8217;altro. Dietro c&#8217;è <strong>Diego Verdegiglio</strong>, storico e saggista, ma anche attore e doppiatore, che in un anno e mezzo ha raccolto gli innumerevoli appunti sparsi fra altrettanti innumerevoli fogli vergati a penna, spesso di notte, da Antonella Lualdi. Ne ha trovato la sintesi e il filo narratore, con passione e maestria.</p>
<p style="text-align: justify;">Un libro ben fatto anche nell&#8217;impaginazione, intervallata da belle foto, che raccontano di un&#8217;attrice che ha messo la propria vita reale e familiare davanti a qualunque ambizione. Disciplinata, seria, di grande carattere ha attraversato buona parte dei generi cinematografici sotto la guida di illustri registi italiani e stranieri, con una professionalità che sa di serietà e rettitudine.</p>
<p style="text-align: justify;">Le chiedo cosa pensi dei film italiani di oggi e mi risponde candidamente che non pensa nulla: non esistono, nulla la colpisce, niente rimane nella sua memoria. Qualcuno ha definito questo nostro cinema contemporaneo &#8211; salvo rare eccezioni &#8211; <em>da tre camere e cucina</em> ovvero angusto, ripiegato su se stesso, che nulla ha da raccontare al mondo e forse è davvero così.</p>
<p style="text-align: justify;">Converso con questo mito così umano e così affascinante e trovo conferme sulle mie convinzioni riguardo al nostro <em>star system</em>, fatto di gente di temperamento e frequentemente di spessore. Il cinema italiano che ci siamo lasciati alle spalle racconta molto della vita non solo dell&#8217;arte. Quello che innanzitutto colpisce di questi attori è la personalità. Lo <em>star system</em> hollywoodiano è stato ed è tutt&#8217;ora spesso rappresentato da creature in bilico fra la nevrosi e l&#8217;inconsistenza, non così il &#8220;firmamento&#8221; del nostro miglior cinema.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi nemmeno si immagina che forza di volontà e che temperamento abbiano avuto soprattutto queste attrici. Discorro con questa amabilissima signora del libro e delle mie curiosità e viaggio nel tempo in un cinema che non c&#8217;è più.</p>
<p style="text-align: justify;">In un&#8217;epoca, oggi, in cui bastano trasmissioni di basso livello e, incredibilmente, di alta <em>audience</em> per credersi arrivati quando non si è altro che inconsistenti bolle di sapone, fuffa, una raffica di selfie o quello che volete, incontrare invece artisti che con umiltà e serietà hanno costruito una lunga carriera, partendo a volte semplicemente da un incontro, da un bel volto, da un concorso, è qualcosa che non può non affascinare.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono artisti vissuti in epoche complicate, in cui sapersi gestire era di pochi e con grande carattere. Ancora più complicato era farsi largo per le donne e non certo per &#8220;il sofà del produttore&#8221; &#8211; prerogativa di Hollywood non del nostro cinema, dato l&#8217;alto tasso di competitività, ambizione e di un certo sistema produttivo americano &#8211; quanto per i tempi.</p>
<p style="text-align: justify;">Eppure proprio queste signore l&#8217;hanno reso famoso nel mondo insieme ai grandi registi che le hanno dirette. Ubbidienti alle ferree direttive dei produttori, più o meno accondiscendenti a un doppiaggio loro imposto, hanno lasciato che questi stessi registi le guidassero, imparando sul campo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ha molto senso che io vi faccia un resoconto pedissequo di quella che è stata la mia meravigliosa conversazione con Atonella Lualdi, in fondo serve più che altro al mio lavoro di studiosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ciò che invece voglio dirvi è che il suo libro è sì una preziosa fonte diretta per chi si occupa della storia della nostra cinematografia, ma è anche una gradevolissima lettura per chi semplicemente è curioso, appassionato o anche solo interessato, perché è un libro pensato per ogni lettore che voglia conoscere il cinema da chi lo ha fatto e confrontarsi con l&#8217;Italia di allora, sull&#8217;onda dei ricordi di chi ha una <em>verve</em> che molto ha da raccontare a questi tempi di rassegnazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua testimonianza è di per sé già una lezione di vita.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.aidamelemagazine.com/conversando-con-antonella-lualdi/">Conversando con Antonella Lualdi</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.aidamelemagazine.com">Aida Mele Magazine</a>.</p>
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