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	<title>#piera &#8211; Aida Mele Magazine</title>
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		<title>Cento donne. Piera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2021 17:15:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Un altro Natale. Uff! Di nuovo il solito refrain: «Con chi passi il 25? &#160;Vai dai tuoi parenti? Sei da sola?». «Ma che importa a voi cosa faccio, dove vado e con chi sto a Natale!» pensò fra sé. La verità è che Piera non voleva essere “l’opera buona” di nessuno, “il piatto in più” [&#8230;]</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-large"><img loading="lazy" width="350" height="233" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2021/12/Stelle-di-Natale-1.jpg" alt="Stelle rosse di Natale" class="wp-image-4278" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2021/12/Stelle-di-Natale-1.jpg 350w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2021/12/Stelle-di-Natale-1-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></figure></div>



<p>Un altro Natale. Uff! Di nuovo il solito refrain: «Con chi passi il 25? &nbsp;Vai dai tuoi parenti? Sei da sola?». «Ma che importa a voi cosa faccio, dove vado e con chi sto a Natale!» pensò fra sé.</p>



<p>La verità è che <strong><a href="https://www.aidamelemagazine.com/chi-sono-le-mie-cento-donne/">Piera</a></strong> non voleva essere “l’opera buona” di nessuno, “il piatto in più” alla tavola di chi per tutto l’anno nemmeno si ricordava se fosse viva o morta. Era sola. Come tanti in queste città affollate di gente anonima.</p>



<p>«<em>O è Natale ogni giorno o non è Natale mai!</em> Sante parole &nbsp;&#8211; si disse &#8211; dunque non è Natale mai… Il 25 è il giorno di Gesù? Bene, me ne andrò alla mensa della parrocchia e darò una mano per servire i pasti a chi, come me, non ha o non ha più una famiglia propria.»</p>



<p>Piera capiva perché in questo periodo dell’anno in tanti si sentissero depressi o addirittura disperati. La solitudine per alcuni è come una malattia infetta, che tiene lontani gli altri. Come una sorta di menomazione, un karma che suscita compassione, ma la solitudine non è nulla di tutto questo, semmai è una delle peggiori paure che l’essere umano abbia e che esorcizza a volte mettendo distanza fra sé e chi “ne è affetto”.</p>



<p>La &#8220;bontà natalizia&#8221; spesso sa di compassione e chi vuol essere compatito? Questo era il senso della frase “o è Natale ogni giorno o non è Natale mai”: «o per te quella persona esiste sempre o non esiste mai, non puoi ricordartene un giorno su 365! Anche perché allora quel giorno lo fai per te stesso, per compiacerti della tua stessa bontà, non per l’altro», pensò a voce alta Piera.</p>



<p>Dunque la presenza, la coerenza, ecco i veri nemici dell’indifferenza verso il prossimo.</p>



<p>Ma poi l’altro chi è? Lo aveva spiegato nell’omelia il sacerdote proprio la domenica appena trascorsa: l’altro è appunto il mio prossimo e chi è più prossimo di colui che è nella propria famiglia? Eppure i legami sono ormai sempre più laschi, si fatica a tenere insieme la famiglia nucleare, figuriamoci andare oltre! E Piera era decisamente “oltre”, dunque era sola, perché la solitudine ha molte forme e la peggiore è quella di chi ha congiunti. Basti pensare ai tanti genitori anziani che hanno figli, che di loro però non si curano. Esiste una solitudine peggiore? </p>



<p>Piera pensò che era stata sola a sufficienza in quei lunghi Natali ed era tempo di festeggiare quel 25 di Dicembre non “a traino” di qualcuno, ma come protagonista in un giorno di gioia sinceramente condivisa.</p>



<p>Prese il telefono e chiamò, precedendo il solito invito dell’ultima ora, e disse che il giorno di Natale sarebbe stata impegnata in parrocchia. Sentì dall’altra parte una sorta di sollievo malcelato o forse così le sembrò. Del resto anche i gesti che nascono come generosi, quando sono cadenzati, finiscono per diventare obblighi gravosi per chi li compie.</p>



<p>Poi chiamò il parroco e diede la propria disponibilità. Altro entusiasmo salutò quella sua telefonata e chiuse la chiamata, felice.</p>



<p>Si guardò intorno e si accorse che a pochi giorni dal Natale nessun segno di festa addobbava il suo piccolo appartamento. Prese le chiavi e scese in cantina: avrebbe fatto l’albero e anche il presepe.</p>



<p>Quest’anno il Natale avrebbe avuto un senso nuovo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="350" height="233" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2021/12/Addobbi-di-Natale-1.jpg" alt="Addobbi natalizi" class="wp-image-4289" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2021/12/Addobbi-di-Natale-1.jpg 350w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2021/12/Addobbi-di-Natale-1-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></figure></div>
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