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	<title>#mostre &#8211; Aida Mele Magazine</title>
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		<title>Amedeo Nazzari. Ritratto d&#8217;attore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2020 22:56:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema & Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Amedeo Nazzari. Ritratto d’attore, questo il titolo della mostra fotografica e documentaria allestita da Giulio D&#8217;Ascenzo ed Elisabetta Centore, inaugurata alla Casa del Cinema il 21 settembre scorso, che si concluderà domenica 18 ottobre. Se non l&#8217;avete ancora fatto, potendo, vi invito a visitarla. Si tratta di un’occasione, fra l&#8217;altro gratuita, per un “viaggio” nella [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img loading="lazy" class="wp-image-3782 size-full alignleft" title="Amedeo Nazzari. Ritratto d'attore | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Nazzari-3.jpg" alt="" width="300" height="410" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Nazzari-3.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/10/Nazzari-3-220x300.jpg 220w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Amedeo Nazzari. Ritratto d’attore</strong>, questo il titolo della mostra fotografica e documentaria allestita da Giulio D&#8217;Ascenzo ed Elisabetta Centore, inaugurata alla <strong>Casa del Cinema</strong> il 21 settembre scorso, che si concluderà domenica 18 ottobre.</p>
<p>Se non l&#8217;avete ancora fatto, potendo, vi invito a visitarla. Si tratta di<span id="more-3778"></span> un’occasione, fra l&#8217;altro gratuita, per un “viaggio” nella carriera di uno straordinario attore e divo del nostro cinema.</p>
<p>Amatissimo dal pubblico, Amedeo Nazzari è scivolato in disparte com’è accaduto a tanti grandi, trascurato oggi da critici e studiosi molto presi da altro, dove a volte questo altro si riduce ad una rosa di nomi e di temi, su cui si è scritto e disquisito oltre ogni reale interesse.</p>
<p>Definito <strong>l’Errol Flynn italiano</strong>, a parer mio sarebbe dovuto essere l&#8217;inverso nel senso cioè di considerare noi quest’ultimo l’Amedeo Nazzari americano, tali furono il successo presso il pubblico e il carisma che accompagnarono Nazzari per tutta la vita, anche negli anni in cui il cinema aveva preso altre strade e la sua personale ritrosia e “pigrizia” favorirono il suo defilarsi, per quanto non può dirsi che la sua carriera cessò mai se non con la sua scomparsa.</p>
<p>Bello e con un’eleganza innata, apparteneva a quegli uomini fortunati, che gli anni fanno ancora più belli e affascinanti.</p>
<p>Divo per eccellenza del cinema del Ventennio, trovò un forte rilancio presso il grande pubblico nella stagione d’oro del Melodramma, fra la fine degli anni Quaranta e la metà degli anni Cinquanta.</p>
<p>Una serie di grandi successi al botteghino che finirono però per legarlo ad un genere da cui <a href="https://www.aidamelemagazine.com/amedeo-nazzari-oltre-il-melodramma/">affrancarsi non fu poi facile</a>. A tutt&#8217;oggi nell&#8217;immaginario collettivo Nazzari resta quell&#8217;interprete, complice anche la continua riproposta televisiva di quei suoi film di allora a discapito di innumerevoli altri.</p>
<p>Amedeo Nazzari arrivò al cinema dal teatro, non fu un attore improvvisato: fu il cinema a chiamarlo. Dopo il debutto in <em><strong>Ginevra degli Almieri</strong></em> (di Guido Brignone, 1935), arrivò subito al grande successo col suo secondo film, <em><strong>Cavalleria</strong></em> (di Goffredo Alessandrini, 1936). Due anni dopo sempre per Alessandrini girò il film che lo consacrò primo divo del firmamento italiano: <em><strong>Luciano Serra pilota</strong></em>, film vincitore alla Mostra del Cinema di Venezia e campione d&#8217;incassi dell&#8217;anno.</p>
<p>La mostra di Roma è fatta solo di originali: locandine, articoli, fotobuste e soprattutto belle foto, che ricordano alcuni dei tanti titoli della sua lunghissima filmografia.</p>
<p>Non so quanti film di Amedeo Nazzari conosciate oltre ai &#8220;soliti&#8221; ovvero quelli <em>stappalacrime</em> girati in coppia con <strong>Yvonne Sanson</strong>. I più belli non li ho trovati, la rete offre poco e male, così ne ho scelti altri. Rappresentano gli anni dal cinema di regime a un nuovo cinema italiano.</p>
<p>Il primo è una commedia romantica deliziosa con riprese all&#8217;aperto per allora notevoli; il secondo è un tipico esempio di molto cinema di quel tempo, nato da opere letterarie più o meno note al grande pubblico; il terzo è una commedia brillante con grandi attori caratteristi nonché celebri doppiatori e con protagonista <strong>Lilia Silvi</strong>, beniamina in quegli anni. La canzone di chiusura è da dimenticare: capirete perché; il quarto è una commedia con la divina <strong>Alida Valli</strong>. Qui Amedeo Nazzari interpreta se stesso; il quinto film è drammatico, coprotagonista un altro divo del nostro cinema, <a href="https://www.aidamelemagazine.com/auguri-massimo-girotti-ovunque-tu-sia/"><strong>Massimo Girotti</strong></a>.</p>
<p>Ve li lascio, guardateli con gli occhi del tempo altrimenti ve ne sfuggirà il valore. Cliccate sui titoli e buona visione!</p>
<ol>
<li><strong><a href="https://www.youtube.com/watch?v=nTih-e7ksKs">Cavalleria</a></strong> (di Goffredo Alessandrini, 1936)</li>
<li><a href="https://www.youtube.com/watch?v=B-6rpzgba2M"><strong>I Mariti</strong></a> (di Camillo Mastrocinque, 1941)</li>
<li><a href="https://www.youtube.com/watch?v=FuPd9oJ8scg"><strong>La Bisbetica domata</strong></a> (di Ferdinando Maria Poggioli, 1942)</li>
<li><a href="https://www.youtube.com/watch?v=6fEMeOls18M"><strong>Apparizione</strong></a> (di Jean De Limur, 1944)</li>
<li><a href="https://www.youtube.com/watch?v=29dxf9KgwE8"><strong>Fatalità </strong></a>(di Giorgio Bianchi, 1946)</li>
</ol>
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		<title>Celeblueation. Renato Balestra in mostra</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 22:16:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Moda & Modi]]></category>
		<category><![CDATA[#fondazionezeffirelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Renato Balestra potremmo definirlo un superstite (eccellente) del vero Made in Italy. L&#8217;epoca d&#8217;oro delle nostre maison è finita, restano pochissime firme dell&#8217;eleganza italiana. La maggior parte dei marchi che fecero volare in alto la nostra moda nel mondo, portando lustro al Bel Paese, è finita con la scomparsa dei loro fondatori o quando questi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="wp-image-3429 size-full alignleft" title="Celeblueation. Renato Balestra in mostra | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/01/Celeblueation-mia-5.jpg" alt="" width="350" height="263" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/01/Celeblueation-mia-5.jpg 350w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/01/Celeblueation-mia-5-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" />Renato Balestra potremmo definirlo un superstite (eccellente) del vero Made in Italy. L&#8217;epoca d&#8217;oro delle nostre <em>maison</em> è finita, restano pochissime firme dell&#8217;eleganza italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">La maggior parte dei marchi che fecero volare in alto la nostra moda nel mondo, portando lustro al Bel Paese, è finita con la scomparsa dei loro fondatori o quando questi si sono ritirati e hanno<span id="more-3416"></span> venduto a stranieri, che nella vita fanno affari e che di moda, ma soprattutto di eleganza e alta sartoria, generalmente non capiscono un&#8217;acca.</p>
<p style="text-align: justify;">Il guaio è che a volte i loro direttori creativi, spesso italiani, sono più geni del marketing che <em>couturier</em>, grandi comunicatori al passo con la mancanza di stile dei tempi più che grandi sarti o stilisti, colti ed eleganti. Perché la moda è cultura, senza questa l&#8217;eleganza zoppica.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="wp-image-3425 size-full alignright" title="Celeblueation. Renato Balestra in mostra | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/01/Renato-Balestra.jpg" alt="" width="300" height="450" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/01/Renato-Balestra.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/01/Renato-Balestra-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Renato Balestra è dunque &#8220;patrimonio&#8221; di questo sgangherato Paese, che io adoro e che spesso mi sconcerta.</p>
<p style="text-align: justify;">Un uomo colto ed elegante che alla moda proprio non pensava. Amante della musica e delle buone letture, divenne ingegnere, ma &#8211; come dico sempre &#8211; la vita ci supera in fantasia e così fu la moda che trovò lui e divenne <strong><a href="https://www.renatobalestra.it/">uno stilista</a></strong>. Sul campo, per sua stessa ammissione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;amicizia col Maestro Zeffirelli e la stima reciproca lo portarono a realizzare i costumi dell&#8217;allestimento di <strong><em>Così è (se vi pare)</em></strong>. Alla luce di questo la Fondazione Zeffirelli non poteva che essere la sede ideale di una delle tappe di questa mostra itinerante a lui dedicata: <strong>Celeblueation</strong>, appunto.</p>
<p style="text-align: justify;">In verità più ricca che altrove, la tappa fiorentina &#8211; inaugurata contestualmente a Pitti Uomo &#8211; è visitabile fino a questo weekend, purtroppo (o per fortuna per le altre città che l&#8217;ospiteranno), termina infatti domenica 2 Febbraio.</p>
<p style="text-align: justify;">Bozzetti, abiti e schermi compongono l&#8217;esposizione. Il video più bello è una sua interessante intervista.</p>
<p style="text-align: justify;">Allestita nella Sala Musica della Fondazione è un&#8217;emozione al solo varcare la soglia, colpisce infatti la luce &#8220;blu Balestra&#8221; che avvolge una parte della sala e gli abiti lì esposti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene sì, coloro che non si occupano di moda sappiano che oltre al &#8220;rosso Valentino&#8221; esiste questo punto di blu, che definisce questo creativo, che lo creò un giorno <em>pasticciando coi colori</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="wp-image-3428 size-full alignleft" title="Celeblueation. Renato Balestra in mostra | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/01/Celeblueation-mie-3.jpg" alt="" width="300" height="400" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/01/Celeblueation-mie-3.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/01/Celeblueation-mie-3-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Balestra è uno stilista quindi può piacere o meno in base al proprio gusto e stile, ma che i suoi abiti siano un magnifico esempio di cosa sia la vera sartoria italiana di alto livello è indubbio.</p>
<p style="text-align: justify;">Con l&#8217;avvento di questa nuova e selvaggia economia, che sovverte gli ordini di un&#8217;equa concorrenza, con questa affannosa corsa al minor prezzo, con l&#8217;invasione di queste catene di moda in serie a costi stracciati (la cosiddetta <em>fast fashion</em> che fa giustamente il paio col fast food!) ci siamo ormai abituati a vedere montagne di abiti in fibre sintetiche, tagliati male e cuciti peggio, ci siamo rassegnati a vedere anche marchi medi precipitare in qualità per rimanere competitivi e ci sorbiamo le sfilate-show dei nuovi guru di una società senza forma né grazia e sempre troppo sopra le righe, abbiamo dimenticato ormai il gusto di un abito che valorizzi, un abito ben fatto, dalle proprorzioni corrette, un abito che non ci omologhi.</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto anche la moda è un fenomeno culturale, attraverso gli abiti raccontiamo sempre i tempi e le epoche. In quanto a cosa si dirà di questi, è meglio non pensare.</p>
<p style="text-align: justify;">Se siete a Firenze o non siete così lontani da non potervi concedere una gita, fatevi questo regalo: andate a vedere da vicino cos&#8217;è il vero Made in Italy, andate a conoscere un Signore della moda italiana, tanto più che con lo stesso biglietto potrete visitare il Museo Zeffirelli, una meraviglia che mi emoziona ogni volta che ci metto piede (gli allestimenti subiscono alcune rotazioni e cambiamenti, perché il materiale è tantissimo nonostante il grande spazio e così il Museo resta dinamico).</p>
<p style="text-align: justify;">Di cosa sia <a href="https://www.aidamelemagazine.com/il-maestro-e-la-fondazione-franco-zeffirelli/"><strong>ve ne ho parlato qui</strong></a>, non perdetevelo, perché è un assoluto viaggio nella bellezza, nel talento e nella cultura di un vero Maestro. Oggi si abusa di questa parola, si usa a sproposito, quando per meritarsela davvero ci vogliono anni di genio indiscusso.</p>
<p style="text-align: justify;">Avviso i miei lettori del Friuli: la prossima tappa è per voi, al Castello di San Giusto a Trieste.</p>
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		<title>Totò Genio, una mostra che continua</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Feb 2018 11:13:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema & Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>120 anni oggi dalla nascita di Totò, tanti se considerati in termini di tempo eppure sembrano svanire se pensiamo a quanto questo artista sia presente nell&#8217;immaginario e nel cuore di noi tutti. Lo scorso anno ne abbiamo ricordati i 50 anni dalla scomparsa, avvenuta il 15 aprile del 1967, e tanti sono stati gli eventi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="alignleft wp-image-1159" title="Totò Genio, una mostra che continua | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/02/01_preview-300x224.jpg" alt="Totò Genio, una mostra che continua" width="350" height="262" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/02/01_preview-300x224.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/02/01_preview.jpg 400w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" />120 anni oggi dalla nascita di Totò, tanti se considerati in termini di tempo eppure sembrano svanire se pensiamo a quanto questo artista sia presente nell&#8217;immaginario e nel cuore di noi tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scorso anno<span id="more-1147"></span> ne abbiamo ricordati i <a href="https://www.aidamelemagazine.com/cinquantanni-senza-toto/">50 anni</a> dalla scomparsa, avvenuta il 15 aprile del 1967, e tanti sono stati gli eventi che lo hanno celebrato, fra questi di certo il più importante è stata la mostra <strong>Totò Genio</strong> a Napoli fra il Palazzo Reale, il Museo Civico di Castel Nuovo e il Convento di San Domenico Maggiore, dal 13 aprile al 9 luglio scorso.</p>
<p style="text-align: justify;">Con allestimenti diversi e peculiari, questa mostra ha però viaggiato, toccando prima Lugano, poi Roma e ora Catania.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="alignright wp-image-1162 size-full" title="Totò Genio, una mostra che continua | Aida Mele Magazine" src="http://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/02/03_preview.jpg" alt="" width="300" height="386" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/02/03_preview.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/02/03_preview-233x300.jpg 233w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Una volta conclusasi la mostra a Napoli, fra tutte la più grande e ricca, gli allestimenti successivi hanno rimandato da uno all&#8217;altro, aprendo quando l&#8217;altro non era ancora concluso, quasi in un simbolico passaggio di consegne.</p>
<p style="text-align: justify;">E così nella capitale ha aperto al Museo di Roma in Trastevere il 20 ottobre scorso mentre era ancora visibile a Lugano, dove era stata inaugurata il 23 settembre a Villa Ciani per concludersi il 10 dicembre scorso, mentre Catania ha accolto la mostra il 28 gennaio alla Galleria Moderna, essendo ancora visibile a Roma fino al 18 di questo mese. Nella città siciliana rimarrà invece aperta fino al primo maggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Non si conosce ancora la prossima tappa, ma non si esclude possa essere oltre oceano, essendo grandissimo l&#8217;amore per Totò fra le comunità di connazionali all&#8217;estero.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo <strong>Napoli</strong> &#8211; sua città natale, che lo ha stretto in un abbraccio-tributo degno di un figlio davvero prediletto e amatissimo &#8211; <strong>Lugano</strong> è stata scelta come sede perché città cara a Totò negli ultimi anni della sua vita e <strong>Roma</strong> perché qui abitò dai primi veri successi fino alla sua morte. <strong>Catania</strong> è invece una tappa in omaggio alle origini siciliane della madre, Anna Clemente, nata a Palermo, ma che l&#8217;amministrazione comunale catanese ha fortemente voluto in città.</p>
<figure id="attachment_1163" aria-describedby="caption-attachment-1163" style="width: 350px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" class="wp-image-1163 size-full" title="Totò Genio, una mostra che continua | Aida Mele Magazine" src="http://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/02/11_preview-e1550304985365.jpg" alt="" width="350" height="277" /><figcaption id="caption-attachment-1163" class="wp-caption-text">Totò con Franca Faldini</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Dietro <strong>Totò Genio</strong> vi è l&#8217;<strong>Associazione Antonio de Curtis in arte Totò</strong> e il <strong>Comune di Napoli</strong>, una mostra promossa da <strong>Roma Capitale</strong> con la coproduzione dell’<strong>Istituto Luce Cinecittà</strong>, in collaborazione con <strong>Rai Teche</strong> e <strong>Siae</strong>. L’esposizione è stata organizzata da <strong>Alessandro Nicosia</strong> e curata insieme a <strong>Vincenzo Mollica</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Personalmente mi sento di dire che ci sono mostre, come questa, che non si vogliono &#8220;lasciar andare&#8221; e allora in soccorso arriva il catalogo e <strong>Totò Genio</strong> ne ha uno bellissimo, che potrete trovare o ordinare anche in libreria.</p>
<p style="text-align: justify;">Una nota a parte merita l&#8217;iniziativa del <strong>Gioco del Lotto</strong>, che per l&#8217;occasione ha stampato <strong>una Smorfia dedicata a Totò</strong>: preziosissima per i collezionisti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni allestimento ha le proprie peculiarità in riferimento al luogo che lo accoglie e, necessariamente, allo spazio espositivo disponibile, io ho avuto modo di vedere quello di Roma ed è stata un&#8217;assoluta emozione.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="alignright wp-image-1164 size-full" title="Totò Genio, una mostra che continua | Aida Mele Magazine" src="http://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/02/06_preview.jpg" alt="" width="400" height="305" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/02/06_preview.jpg 400w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/02/06_preview-300x229.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" />Prima di ogni cosa voglio dire a chi, come me, che oltre ad amare studia questo artista, che vi troverete una preziosa bacheca in cui sono esposti i libri pubblicati su Totò, davanti alla quale fare il &#8220;ce l&#8217;ho, ce l&#8217;ho, mi manca&#8221;. Non sono esposti gli ultimissimi, ma potrete trovarne indicazione <a href="https://www.aidamelemagazine.com/gli-ultimi-regali-in-libreria/">qui</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Per rispetto non ho nemmeno sfiorato gli abiti esposti, ma di fronte al più classico abbigliamento della maschera Totò confesso che avrei voluto abbracciare il manichino che lo sorreggeva.</p>
<p style="text-align: justify;">La stanza dedicata ai suoi quasi 100 film è davvero la scatola delle meraviglie per colori ed evocazioni e le teche sono uno sguardo su tanti documenti interessanti, attraverso cui per cenni rimandare soprattutto alla sua carriera, ma anche alla sua passione per l&#8217;araldica.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="alignright wp-image-1165 size-full" title="Totò Genio, una mostra che continua | Aida Mele Magazine" src="http://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/02/02_preview.jpg" alt="" width="300" height="378" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/02/02_preview.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/02/02_preview-238x300.jpg 238w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />C&#8217;è molto altro, ma personalmente mi sono commossa &#8211; e sono certa di non essere stata la sola &#8211; nella saletta dedicata alla sua morte e ai tre funerali. Lì c&#8217;è l&#8217;uomo de Curtis, perché Totò è immortale, infatti &#8211; come diceva Sordi &#8211; questo è il privilegio concesso agli attori e ancor più a Totò &#8211; aggiungo io &#8211; a guardare come la sua popolarità resista al passare delle generaioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa mostra è un’esperienza forte, per i tanti che amano il Principe. Un percorso espositivo fra foto, oggetti personali, video, ritagli di giornale e documenti, a ripercorrere una vita straordinaria, per umanità e talento: un binomio niente affatto scontato, che in Antonio de Curtis è sublimato attraverso una personalità ricca di aspetti, tutti profondamente umani, anche nelle debolezze, che ce lo rendono ancora più caro, perché più vicino.</p>
<p style="text-align: justify;">A chi come me non ha l’età per essere suo contemporaneo è persona cara quanto un familiare, fa parte del nostro vissuto, le sue battute sono ormai entrate da tempo nel nostro linguaggio. I giovani lo scoprono, ma al contempo, lo sentono come già noto.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Totò &#8220;è nell&#8217;aria&#8221;</strong>, fa capolino quando meno te l&#8217;aspetti e non necessariamente da un dvd, basta un &#8220;lei non sa chi sono io&#8221;, una campagna elettorale ed ecco un <strong>#votantonio</strong> spuntare da tante bacheche e potrei continuare.</p>
<p style="text-align: justify;">A volte i giovanissimi lo citano senza nemmeno rendersene conto o conoscono sketch famosi pur non sapendo da quale film sono tratti, ma non importa, <strong>Totò è così: Patrimonio Immateriale dell&#8217;Umanità</strong>.</p>
<figure id="attachment_1166" aria-describedby="caption-attachment-1166" style="width: 300px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" class="wp-image-1166 size-full" title="Totò Genio, una mostra che continua | Aida Mele Magazine" src="http://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/02/12_preview.jpg" alt="" width="300" height="416" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/02/12_preview.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/02/12_preview-216x300.jpg 216w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-1166" class="wp-caption-text">Totò in un disegno di Federico Fellini</figcaption></figure>
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