L’inverno era stato lungo e più grigio e silenzioso del solito, forse perché sempre più Marina sentiva il vuoto che la sua amica del cuore, Daniela, aveva lasciato trasferendosi col marito in Portogallo. Giusto in tempo ad evitare di incappare nella riforma, per cui non è più il Paese europeo paradiso esentasse per pensionati in fuga.
Ora toccava a lei andare in pensione, ma riforma o non riforma, al Portogallo proprio non ci pensava. Lei era sola e non le andava di fare l’eterna appendice. A Milano era diverso, ma in un Paese straniero pensava che Daniela avrebbe sentito il dovere di coinvolgerla sempre o quasi e la sola idea le pesava. Eppoi imparare una nuova lingua e lontana da tutto ciò che considerava familiare, non Milano in sé, ma proprio l’Italia, no, proprio non se la sentiva.
Il punto era come fare con 1.200 Euro di pensione e da sola. A Milano. Per fortuna non aveva un affitto da pagare, ma fra bollette e condominio… già a stipendio pieno, con qualche straordinario, ogni mese doveva stare con due piedi in una scarpa.
Marina scostò la tenda e guardò fuori, niente le era più familiare: gente nuova, negozi nuovi. Anche nello stabile c’era stato un notevole ricambio di inquilini. Gli anni erano passati, chi si era trasferito, chi era mancato. I suoi punti di riferimento se li erano portati via gli anni. Perfino il vecchio parroco non c’era più.
C’era stato un momento in cui aveva dubitato di voler andare in pensione: aveva temuto che perdere anche quelle poche relazioni avrebbe desertificato del tutto il suo mondo.
Poi però aveva pensato che era meglio salire sul carro, prima che qualche altra riforma la penalizzasse ulteriormente. Visti gli stravolgimenti sociali in atto, non c’era da sperare in vantaggi prossimi venturi.
Col bonus tivvù, Marina si era comprata una televisione smart, dunque, non avendo abbonamenti a piattaforme, aveva preso ad andare spesso su YouTube. Per qualche misterioso volo pindarico del logaritmo, il social le aveva segnalato delle case in vendite rivolte a stranieri – pensionati o nomadi digitali – che sempre più numerosi si trasferiscono da noi. Lo so, è sorpendente, ma è così.
Poi, si sa come funziona con questi social: cominci ad aprire un video e il logaritmo immediatamente te ne propone altri dello stesso tenore o argomento, perché registra il tuo interesse e così Marina prese a vederne quanti ne trovava sulla home.
C’era infatti un’agenzia specializzata che faceva video promozionali in inglese di case in vendita in piccoli paesi del centro Italia a prezzi impensabili. Oscillavano da poche migliaia di euro a qualche decina di migliaia!
C’era ovviamente di tutto in quanto a possibili ristrutturazioni, ma era evidente che lo spopolamento di innumerevoli nostri paesi offrisse uno sguardo inedito e sorprendente sul mercato immobiliare italiano.
Marina si fece due rapidi calcoli: con quello che aveva, fra risparmi e liquidazione, avrebbe comprato casa e con quello che avrebbe incassato dalla vendita del proprio appartamento, avrebbe comprato una macchina nuova, avrebbe ristrutturato l’immobile (ce n’erano in vendita anche alcuni che richiedevano ben poco lavoro) e avrebbe comunque potuto garantirsi un buon gruzzolo salva-vecchiaia da tenere in banca.
La sua attuale casa era pur sempre un appartamento di 85 mq. a Milano, con cantina e garage! Un’assicurazione per la vecchiaia, se si fosse trasferita. In un piccolo paese poi certamente avrebbe avuto modo di socializzare e la vita sarebbe stata sicuramente meno cara.
Decise anche che nella nuova casa avrebbe messo il fotovoltaico, se il tetto l’avesse consentito. Basta gas: autosufficiente il più possibile! Avrebbe addirittura potuto mettere via qualcosa ogni mese: 1.200 Euro sono un signor stipendio in un piccolo borgo, soprattutto se non devi pagare il condominio e grosse utenze. Voleva un camino: quelle case l’avevano quasi tutte, del resto. Il camino scalda e fa compagnia, e magari un po’ di verde.
In verità aveva già individuato la casetta giusta per lei: cucina-soggiorno, bagno e due camerette, un garage per una macchina piccola e un capanno. Un bell’ortogiardino, ora piuttosto incolto, con già tre alberi da frutto, un utilissimo pozzo per irrigare e una splendida vista fra mare e collina. Chiedevano 32.000 Euro! Certamente l’avrebbe portata a casa con 30.000, pensò.
In teoria abitabile, ma in realtà gli impianti e il bagno sicuramente da rifare. Il tetto in buone condizioni, ma forse una revisione l’avrebbe fatta stare più tranquilla, volendo mettere i pannelli.
Si trovava in una frazione di un piccolo paese, ma non isolata. Ad un piano, una rarità, perché in genere tutte le case finora proposte erano su due o tre piani. Dunque perfetta con l’avanzare degli anni.
Marina quella sera, finalmente, avrebbe avuto un progetto con cui addormentarsi, un sogno da realizzare. Si dice che chi non ha più sogni è già morto, Marina lo era da anni, ma evidentemente “non è finita, finché non è finita”.
Quella notte Marina finalmente dormì serena e si svegliò leggera, una leggerezza consapevole. La vita per lei era stata complicata, una strada di montagna piena di curve e cigli di burroni schivati, ma in cima non era ancora arrivata e la montagna ti può sorprendere: alle volte si apre in altipiani soleggiati e la meta può valere la strada.
