Ci siamo lasciati esattamente un anno fa, mai stata tanto tempo così lontana dal mio blog, ma la vita è altro dalla rete e a volte le priorità e gli impegni ti portano lontano, appunto.
Bene, anzi male, un anno dopo rieccoci con Halloween, no, tranquilli, ho già detto la mia e non intendo ritornare sul tema. Ad ognuno le proprie convinzioni, del resto di tempo per farcene una l’abbiamo avuto tutti, visto che ormai sono anni che martella.
Whats America?
Devo però dire che trovo incoerente – e dunque perfettamente in linea con i tempi – che cresca l’avversione per gli Stati Uniti, mentre cresce sempre più l’affezione per tutto ciò che da lì venga.
Vogliamo parlare di quei nostri connazionali (come definirli… confusi?) che hanno ormai iniziato a festeggiare il Thanksgiving, spesso ignorando cosa stia a simboleggiare storicamente, come se si trattasse di una ricorrenza mondiale?
Vogliamo poi dimenticarci del Black Friday? E come tralasciare l’Easter Egg Hunt con l’immancabile Easter Bunny, ma che al momento non si conoscono (ancora) come tali e si vedono solo in pubblicità e che molti però già associano indissolubilmente alla Pasqua, ricorrenza sempre meno religiosa per i più, stando alle statistiche.
Anche Halloweeen del resto si è intrufolato così, attraverso la pubblicità di dolciumi per bambini.
A Nando!
Oh, l’America! Sempre più contestata, disprezzata, ma sempre presente. Dalla Coca Cola ai marshmallow, dal burro di arachidi ai pancakes, dagli hot dog alla salsa barbecue, dai muffin ai donuts, dagli hamburger ai nuggets, come dimenticarla?
Niente in contrario, anzi! È così bello viaggiare stando ai fornelli, io per prima amo scoprire la cucina di altri Paesi e sperimentarne alcune ricette facendole mie. In questo blog ne troverete già alcune (prosciutto al forno, minestra di pollo, banana bread e code di gamberi in tegame).
La verità è che anche chi si professa antiamericano è un po’ Nando Mericoni, diciamoci la verità! Lo è tutte le volte che festeggia Halloween o, peggio, compra il tacchino per il Thanksgiving o quando infila parole inglesi a sproposito, potendo benissimo usare l’italiano.
La verità è che può venire in mente di mangiare sushi, ma a nessuno di festeggiare, che so, l’Hinamatsuri! Perché? Perché gli USA ci affascinano da sempre attraverso il cinema e ci raccontano delle loro abitudini, suggestive o negative che siano. La pubblicità fa poi il resto, perché il villaggio globale si regge anche sulle multinazionali e così tornaimo al principio, ai dolci per l’infanzia. Cioccolatini, per l’esattezza.
Buon Ognissanti a voi tutti.
Buongiorno Aida e ben tornata nel tuo blog cui mi sono appena iscritta. Che dire? Sono d’accordo con te al cento per cento e non saprei cos’ altro aggiungere a ciò che hai esaurientemente scritto. Noi siamo stati “conquistati” dall’America nel bene e nel male, come dici, scimmiottando in parecchi casi le loro consuetudini, la loro cultura e la loro storia. Il grave è che abbiamo”dimenticato” le nostre consuetudini, la nostra cultura e la nostra storia o l’abbiamo sostituita o piegata al “business”…ecco ci sono caduta anch’io! Ho usato una parola inglese che in italiano si potrebbe tradurre con affare o meglio”affarismo”, a volte del più becero e volgare. Avrò modo di seguirti ancora e di leggere gli articoli più”attempati” si fa per dire! Applausi per te Aida!
Grazie Loredana, benvenuta!
Grazie carissima Aida. È sempre un piacere leggerti! Bonne chance, mon amie’ Loredana
Carissima Aida è sempre un piacere leggerti, perciò attendo i tuoi prossimi articoli. Grazie per l’accoglienza nel tuo blog così interessante!