Orientarsi oggi fra ciò che è sano

Saper scegliere e preparare ciò che è davvero sano e buono per noi è alla base di un corretto stile di vita. Oggi, si sa, tutto ciò che è bio, green, veg, lactose free, gluten free, ecc. va per la maggiore.

Tanti sono i regimi alimentari e ancor più le diete e sulla scia di improvvisati guru, a volte made in Hollywood, molti si fanno contagiare e finiscono per seguire consigli deleteri per la propria salute o anche semplicemente sbagliati.

In questo ginepraio di post condivisi, articoli patinati e pubblicità, l’unica arma è, come sempre, la prudenza.

Un piccolo decalogo dettato dal buon senso, forse potrà tornarvi utile.

  1. Non prendere mai nulla per asserito che non venga da un dietologo, e quindi da un medico, o da un biologo nutrizionista. Il sapere, come sempre nella vita, salva. Informarsi dunque da fonti autorevoli. Se si è appassionate come me di alimentazione, leggere e magari studiare, se se ne ha voglia.
  2. Ognuno di noi ha una propria storia medica, una propria fisiologia, un proprio corpo, quindi tutto va visto alla luce di questi aspetti e nel dubbio rivolgersi ad uno specialista.
  3. Nulla è bene sempre, comunque e in qualunque misura. Nemmeno il migliore fra gli alimenti.
  4. Non credere che siccome è naturale non abbia controindicazioni. Esempio evidente sono le erbe: se prendete qualunque prontuario di erboristeria leggerete che anche una banalissima salvia ne ha.
  5. Il tutto o niente è un out out che il corpo non gradisce, mentre apprezza il poco di tutto. Tollera perfino l’eccezione, se è davvero tale.
  6. Alimentarsi secondo il sempre valido adagio “colazione da re, pranzo da principe e cena da mendicante”. Oggi si traduce in cronoalimentazione, che tiene conto dell’attività dei singoli organi, in base allo scorrere del tempo nell’arco della giornata.
  7. Imparare a leggere gli ingredienti di un’etichetta e non sorvolare mai su com’è fatto ciò che mangiamo. Se compro un prodotto senza glutine, perché decido di alleggerire la mia dieta TEMPORANEAMENTE, dovrò stare attenta che non ci siano più zuccheri e grassi che in un prodotto equivalente, ma con glutine. Cosa tutt’altro che improbabile.
  8. Imparare che ciò che conta sono gli ingredienti e non la marca, perché spesso non è assolutamente vero che un prodotto poco noto equivalga a scadente e ve ne renderete conto confrontandone alcuni.
  9. Saper usare ciò che ci è d’aiuto in cucina. Sicuramente l’antiaderente è una cosa meravigliosa, ma se anche le ditte produttrici raccomandano di abbinarlo a mestoli antigraffio, un motivo ci sarà e non necessariamente estetico! Esistono separatori da pochi euro per poter impilare padelle e tegami così rivestiti, acquistiamoli o altrimenti infiliamoli in sacchetti per alimenti. Non mettiamoli nell’acquaio coprendoli con altre stoviglie. Un rivestimento rovinato rilascerà materiale durante la cottura. Teniamo presenti le indicazioni della carta da cucina: se non riporta il simbolo per alimenti, non ci appoggiamo la frittura. La pellicola non va a contatto con i grassi e l’alluminio con i cibi e i liquidi acidi, come pomodoro, limone, aceto… Osserviamo le avvertenze che i produttori scrivono sulle confezioni: anche in questo caso, un motivo ci sarà!
  10. Saper cucinare i cibi. Senza scomodare la cottura sottovuoto in lavastoviglie a cui ho assistito, inorridita, durante una trasmissione, bisogna capire che il ben cotto va modulato, perché ormai è dato acquisito: ciò che è bruciato è cancerogeno. Gli olii si scelgono in base alla cottura che ne faremo, perché il loro punto fumo (ovvero la temperatura in cui diventano tossici) è ciò che dirime il salutare dal nocivo. Una frittura in olio extra vergine, che tutti strombazzano in tv, è auspicabile ma oggettivamente dispendiosa. Possiamo scegliere però l’olio di arachidi, che ha un punto fumo tanto alto da permetterci una magnifica frittura. L’olio di girasole è perfetto per i dolci, se si vuol evitare il burro, che resta un alimento ottimo crudo, perché ricco di vitamina D. Non si pensi la domenica di cuocere un pentolone di minestrone o di brodo per la settimana. Anche se conservato in frigo, fermenterà e potrà dare disturbi intestinali anche seri. Non scaldare e riscaldare i cibi grassi, perché quel grasso diventerà una bomba per l’organismo. Non scegliere pietanze dai mille ingredienti: semplice fa rima con salute, ma anche con praticità. Un esempio? La torta vista in tv richiede un foglio fitto di ingredienti e non siete né esperte né patite dei fornelli? In attesa di decidervi a farla non fareste che comprare merendine, meglio scegliere una torta semplice e gustosa, che la vostra fantasia varierà di volta in volta, deliziando nel frattempo colazioni e merende.

Non mi dilungo oltre, ma spero di aver dato una traccia che vi aiuti a muovervi meglio nel ginepraio di consigli e incertezze in cui oggi ci troviamo.

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