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	<title>Moda &amp; Modi &#8211; Aida Mele Magazine</title>
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	<title>Moda &amp; Modi &#8211; Aida Mele Magazine</title>
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		<title>Celeblueation. Renato Balestra in mostra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 22:16:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema & Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Moda & Modi]]></category>
		<category><![CDATA[#fondazionezeffirelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Renato Balestra potremmo definirlo un superstite (eccellente) del vero Made in Italy. L&#8217;epoca d&#8217;oro delle nostre maison è finita, restano pochissime firme dell&#8217;eleganza italiana. La maggior parte dei marchi che fecero volare in alto la nostra moda nel mondo, portando lustro al Bel Paese, è finita con la scomparsa dei loro fondatori o quando questi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="wp-image-3429 size-full alignleft" title="Celeblueation. Renato Balestra in mostra | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/01/Celeblueation-mia-5.jpg" alt="" width="350" height="263" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/01/Celeblueation-mia-5.jpg 350w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/01/Celeblueation-mia-5-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" />Renato Balestra potremmo definirlo un superstite (eccellente) del vero Made in Italy. L&#8217;epoca d&#8217;oro delle nostre <em>maison</em> è finita, restano pochissime firme dell&#8217;eleganza italiana.</p>
<p style="text-align: justify;">La maggior parte dei marchi che fecero volare in alto la nostra moda nel mondo, portando lustro al Bel Paese, è finita con la scomparsa dei loro fondatori o quando questi si sono ritirati e hanno<span id="more-3416"></span> venduto a stranieri, che nella vita fanno affari e che di moda, ma soprattutto di eleganza e alta sartoria, generalmente non capiscono un&#8217;acca.</p>
<p style="text-align: justify;">Il guaio è che a volte i loro direttori creativi, spesso italiani, sono più geni del marketing che <em>couturier</em>, grandi comunicatori al passo con la mancanza di stile dei tempi più che grandi sarti o stilisti, colti ed eleganti. Perché la moda è cultura, senza questa l&#8217;eleganza zoppica.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="wp-image-3425 size-full alignright" title="Celeblueation. Renato Balestra in mostra | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/01/Renato-Balestra.jpg" alt="" width="300" height="450" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/01/Renato-Balestra.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/01/Renato-Balestra-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Renato Balestra è dunque &#8220;patrimonio&#8221; di questo sgangherato Paese, che io adoro e che spesso mi sconcerta.</p>
<p style="text-align: justify;">Un uomo colto ed elegante che alla moda proprio non pensava. Amante della musica e delle buone letture, divenne ingegnere, ma &#8211; come dico sempre &#8211; la vita ci supera in fantasia e così fu la moda che trovò lui e divenne <strong><a href="https://www.renatobalestra.it/">uno stilista</a></strong>. Sul campo, per sua stessa ammissione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;amicizia col Maestro Zeffirelli e la stima reciproca lo portarono a realizzare i costumi dell&#8217;allestimento di <strong><em>Così è (se vi pare)</em></strong>. Alla luce di questo la Fondazione Zeffirelli non poteva che essere la sede ideale di una delle tappe di questa mostra itinerante a lui dedicata: <strong>Celeblueation</strong>, appunto.</p>
<p style="text-align: justify;">In verità più ricca che altrove, la tappa fiorentina &#8211; inaugurata contestualmente a Pitti Uomo &#8211; è visitabile fino a questo weekend, purtroppo (o per fortuna per le altre città che l&#8217;ospiteranno), termina infatti domenica 2 Febbraio.</p>
<p style="text-align: justify;">Bozzetti, abiti e schermi compongono l&#8217;esposizione. Il video più bello è una sua interessante intervista.</p>
<p style="text-align: justify;">Allestita nella Sala Musica della Fondazione è un&#8217;emozione al solo varcare la soglia, colpisce infatti la luce &#8220;blu Balestra&#8221; che avvolge una parte della sala e gli abiti lì esposti.</p>
<p style="text-align: justify;">Ebbene sì, coloro che non si occupano di moda sappiano che oltre al &#8220;rosso Valentino&#8221; esiste questo punto di blu, che definisce questo creativo, che lo creò un giorno <em>pasticciando coi colori</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="wp-image-3428 size-full alignleft" title="Celeblueation. Renato Balestra in mostra | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/01/Celeblueation-mie-3.jpg" alt="" width="300" height="400" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/01/Celeblueation-mie-3.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/01/Celeblueation-mie-3-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Balestra è uno stilista quindi può piacere o meno in base al proprio gusto e stile, ma che i suoi abiti siano un magnifico esempio di cosa sia la vera sartoria italiana di alto livello è indubbio.</p>
<p style="text-align: justify;">Con l&#8217;avvento di questa nuova e selvaggia economia, che sovverte gli ordini di un&#8217;equa concorrenza, con questa affannosa corsa al minor prezzo, con l&#8217;invasione di queste catene di moda in serie a costi stracciati (la cosiddetta <em>fast fashion</em> che fa giustamente il paio col fast food!) ci siamo ormai abituati a vedere montagne di abiti in fibre sintetiche, tagliati male e cuciti peggio, ci siamo rassegnati a vedere anche marchi medi precipitare in qualità per rimanere competitivi e ci sorbiamo le sfilate-show dei nuovi guru di una società senza forma né grazia e sempre troppo sopra le righe, abbiamo dimenticato ormai il gusto di un abito che valorizzi, un abito ben fatto, dalle proprorzioni corrette, un abito che non ci omologhi.</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto anche la moda è un fenomeno culturale, attraverso gli abiti raccontiamo sempre i tempi e le epoche. In quanto a cosa si dirà di questi, è meglio non pensare.</p>
<p style="text-align: justify;">Se siete a Firenze o non siete così lontani da non potervi concedere una gita, fatevi questo regalo: andate a vedere da vicino cos&#8217;è il vero Made in Italy, andate a conoscere un Signore della moda italiana, tanto più che con lo stesso biglietto potrete visitare il Museo Zeffirelli, una meraviglia che mi emoziona ogni volta che ci metto piede (gli allestimenti subiscono alcune rotazioni e cambiamenti, perché il materiale è tantissimo nonostante il grande spazio e così il Museo resta dinamico).</p>
<p style="text-align: justify;">Di cosa sia <a href="https://www.aidamelemagazine.com/il-maestro-e-la-fondazione-franco-zeffirelli/"><strong>ve ne ho parlato qui</strong></a>, non perdetevelo, perché è un assoluto viaggio nella bellezza, nel talento e nella cultura di un vero Maestro. Oggi si abusa di questa parola, si usa a sproposito, quando per meritarsela davvero ci vogliono anni di genio indiscusso.</p>
<p style="text-align: justify;">Avviso i miei lettori del Friuli: la prossima tappa è per voi, al Castello di San Giusto a Trieste.</p>
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		<title>L&#8217;arte del regalo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Dec 2019 21:22:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda & Modi]]></category>
		<category><![CDATA[#sapervivere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Esiste anche un&#8217;arte del regalo. Sembra la cosa più ovvia e banale del mondo fare un dono, ma non lo è. Il regalo ci rappresenta e ci definisce. Nel primo caso quando lo doniamo e nel secondo quando lo riceviamo. Lo scambio di un dono è un momento preciso di relazione fra due (o più) [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="wp-image-3127 size-full alignright" title="L'arte del regalo | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2019/12/Regali-di-Natale.jpg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2019/12/Regali-di-Natale.jpg 350w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2019/12/Regali-di-Natale-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" />Esiste anche un&#8217;arte del regalo. Sembra la cosa più ovvia e banale del mondo fare un dono, ma non lo è.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il regalo ci rappresenta e ci definisce. </strong>Nel primo caso quando<span id="more-3122"></span> lo doniamo e nel secondo quando lo riceviamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo scambio di un dono è un momento preciso di relazione fra due (o più) persone.</p>
<ul>
<li style="text-align: justify;"><strong>Chi lo fa</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il regalo ci rappresenta, perché racconta della nostra generosità e del nostro buon gusto.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel momento in cui noi scegliamo un dono stiamo spendendo oltre che il nostro denaro anche il nostro tempo: entrambi hanno un proprio valore intrinseco, che chi lo riceve dovrebbe apprezzare.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel farlo considereremo innanzitutto la persona che lo riceve e quindi i suoi gusti &#8211; se li conosciamo &#8211;  e poi le nostre possibilità economiche.</p>
<p style="text-align: justify;">Parliamo di Natale, quindi mi limito a considerare questa circostanza. Dei <a href="https://www.aidamelemagazine.com/ce-aria-di-natale/"><strong>doni fatti a mano</strong></a> ho già detto, dunque considero quelli che si acquisteranno.</p>
<p style="text-align: justify;">Un regalo dovrà mettere d&#8217;accordo nel migliore dei modi i gusti di chi lo riceve e il portafogli di chi lo fa.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non conosciamo bene il destinatario del nostro dono, si potrà pensare a qualcosa che generalmente viene offerto: vini o liquori, fiori o piante, dolciumi, tanto per rimanere sul vago. Il nostro gusto potrà poi guidarci nella scelta specifica, ma è bene evitare di essere troppo originali o di scegliere &#8220;vistose&#8221; confezioni: la sobrietà è sempre la scelta migliore.</p>
<p style="text-align: justify;">In tutti gli altri casi, le possibilità sono infinite: quando conosciamo la persona a cui donare, sarà più facile scegliere.</p>
<p style="text-align: justify;">Molti, da un po&#8217; di tempo a questa parte, tengono un quaderno dei regali, ce ne sono diversi in vendita e sono essi stessi oggetto di doni. In essi si appuntano i regali fatti, quando se ne devono fare un buon numero e non si vuol correre il rischio di regalare due volte la stessa cosa. Può essere un&#8217;idea simpatica sia acquistarli per sé che regalarli: ce ne sono per tutte le tasche.</p>
<p style="text-align: justify;">Non riducetevi all&#8217;ultimo momento, perché l&#8217;ansia del tempo contato vi farà scegliere e spendere male. L&#8217;ideale è cominciare con largo anticipo, i regali saranno più meditati e probabilmente più indovinati.</p>
<p style="text-align: justify;">State attenti che non rechino il prezzo: sotto le Feste c&#8217;è una tale confusione, che nella fretta di fare confezioni alla commessa può sfuggire.</p>
<p>Non fate sapere a chi riceve il regalo quanto avete speso, nemmeno con vaghi commenti: se pensate che non sia in grado di capirne e apprezzarne il valore, comprate altro.</p>
<ul>
<li><strong>Chi lo riceve</strong></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un regalo ci definisce, perché se diamo valore solo ai regali costosi o solo se provienti da determinate persone, noi ci saremo palesati e non nel migliore dei modi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna essere grati di ogni gesto gentile, perché nella vita nulla è dovuto.</p>
<p>Qualcuno ci ha fatto un regalo solo perché si è sentito in obbligo di farlo? D&#8217;accordo, non sarà fra i doni che più apprezzeremo, ma comunque ha speso tempo e denaro per farcelo.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci hanno regalato una cosa orrenda? Capita, troveremo allora il modo di non offendere chi ce l&#8217;ha donata né di imbarazzarlo. Sicuramente ci asterremo dal fare commenti inopportuni o sgradevoli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Chi dimostra indifferenza per un dono meriterebbe di non riceverne.</strong> Lo penso davvero. Ancor più se quel regalo è fatto col cuore ed è stato messo da parte, dimenticato o non aperto.</p>
<p style="text-align: justify;">Una persona gentile la riconosci anche da come accoglie un regalo.</p>
<p style="text-align: justify;">A voi farebbe piacere che qualcuno non si curasse di un dono da voi fatto magari con tanto entusiasmo? Non credo, quindi ricordatevene quando aprirete i vostri regali.</p>
<p style="text-align: justify;">Se il dono vi viene recapitato, ringraziate subito, perché sono giorni concitati per i negozi e chi acquista vuol essere certo che il regalo sia arrivato a destinazione.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche la solerzia nel rispondere racconta dei nostri modi: in fondo le buone maniere non sono altro che il riguardo che noi riserviamo al prossimo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-3128 size-full" title="L'arte del regalo | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2019/12/Natale-1.jpg" alt="" width="400" height="213" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2019/12/Natale-1.jpg 400w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2019/12/Natale-1-300x160.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></p>
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		<title>Saper stare a tavola. Seconda parte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2018 07:36:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda & Modi]]></category>
		<category><![CDATA[#atavola]]></category>
		<category><![CDATA[#sapervivere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ripassate le regole base dell&#8217;apparecchiatura e scorsi i primi 29 punti per un ripasso rapido del galateo a tavola, eccovi i restanti 29 per avere gli strumenti indispensabili per muovervi con una ragionevole sicurezza fra i vari inviti. A meno che non vi troviate di fronte a tartine e vario finger food, usate sempre le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="alignright wp-image-1977 size-full" title="Saper stare a tavola. Seconda parte | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/12/christmas-3847972_640.jpg" alt="" width="350" height="238" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/12/christmas-3847972_640.jpg 350w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/12/christmas-3847972_640-300x204.jpg 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" />Ripassate <strong><a href="https://www.aidamelemagazine.com/sottobicchieri-si-sottobicchieri-no/">le regole base dell&#8217;apparecchiatura</a></strong> e scorsi <strong><a href="https://www.aidamelemagazine.com/saper-stare-a-tavola-prima-parte/">i primi 29 punti</a></strong> per un ripasso rapido del galateo a tavola, eccovi i restanti 29<span id="more-1940"></span> per avere gli strumenti indispensabili per muovervi con una ragionevole sicurezza fra i vari inviti.</p>
<ol>
<li style="text-align: justify;">A meno che non vi troviate di fronte a tartine e vario <em>finger food</em>, usate sempre le posate.</li>
<li style="text-align: justify;">Se vi servite da un piatto, usate sempre le posate di portata. Se presenti, ovviamente.</li>
<li style="text-align: justify;">I contenitori realizzati con cibo &#8211; quali cestini di formaggio o di pane, ciotoline di zucchero caramellato, cocottine ricavate da ortaggi o frutta &#8211; usati per presentazioni ad effetto, normalmente non si mangiano.</li>
<li style="text-align: justify;">La minestra in brodo è un classico delle Feste, ma non tutti sanno come si mangia. Si fa così: dando per scontato che non si risucchia, quando il brodo sta per finire, si inclina leggermente la fondina verso il centro della tavola in modo da facilitarne la raccolta nel cucchiaio. Detto cucchiaio non va mai riempito a tal modo da sbrodolare il brodo nel portarlo alla bocca. Non siamo Inglesi e quindi non abbiamo due cucchiai di forma differente come loro, che ne hanno uno per le zuppe e uno per il <em>porridge</em>, quindi che si tratti di cappelletti in brodo o di una vellutata di verdure noi lo porteremo sempre perpendicolarmente alla bocca.</li>
<li style="text-align: justify;">Quando si termina la minestra in brodo, il cucchiaio si mette perpendicolarmente a voi, se invece vi è stato servito con un piatto, allora lo lascerete a destra su questo, perché sparecchieranno i due piatti insieme.</li>
<li style="text-align: justify;">Niente pane con la pasta e niente scarpetta.</li>
<li style="text-align: justify;">Se non avete una seconda forchetta per il secondo e l&#8217;avete già usata per il primo, magari col sugo, non la pulite con la bocca o col pane. Appoggiatela invece con i rebbi sulla lama del coltello, in modo da non macchiare la tovaglia, qualora foste rimasti anche senza un piatto su cui appoggiarla.</li>
<li style="text-align: justify;">Per i primi non si usa mai il coltello. Come per le uova, qualunque sia la loro preparazione.</li>
<li style="text-align: justify;">Quando non avete finito la portata la forchetta e il coltello si mettono l&#8217;una con i rebbi in giù, l&#8217;altro con la lama in dentro ed entrambi con i rispettivi manici in fuori, nel piatto in cui mangiate, a formare un ideale triangolo. Quando invece avrete terminato si metteranno l&#8217;una accanto all&#8217;altro e perpendicolari al vostro posto, con i rebbi in su e la lama sempre in dentro.</li>
<li style="text-align: justify;">Nessun cucchiaino resta in tazze, tazzine e coppette che abbiano un piattino d&#8217;accompagnamento.</li>
<li style="text-align: justify;">Ogni posata porta la quantità di cibo per un solo boccone: non ci si serve più volte dalla stessa posata: una quantità, un boccone.</li>
<li style="text-align: justify;">Non divorate il cibo nè riempitevi la bocca come degli affamati.</li>
<li style="text-align: justify;">Il tovagliolo va adagiato sulle gambe, ma non steso a mo&#8217; di tovaglia. Quando ci si alza, ma non si ha finito, si poggia sulla sinistra, se invece si è terminato di mangiare, si lascia sulla destra. Non si ripiega mai.</li>
<li style="text-align: justify;">Bisogna sempre pulirsi la bocca prima di bere e dopo.</li>
<li style="text-align: justify;">Quando lo si fa ci si ricorda che non è un asciugamano, quindi ci si pulisce con discrezione.</li>
<li style="text-align: justify;">Il tovagliolo non è un fazzoletto, sembra incredibile, ma a qualcuno sfugge.</li>
<li style="text-align: justify;">Se le signore hanno un bel rossetto, raccomando di tamponarlo, per evitare di stamparlo sui tovaglioli. Evitate però di pulirvi i soli angoli della bocca. Tamponandolo, eviterete anche quegli inestetici segni su bicchieri e tazzine.</li>
<li style="text-align: justify;">Non vi riempite né fatevi riempire mai troppo il piatto.</li>
<li style="text-align: justify;">Accettatelo se gradite, ma non chiedete il bis, a meno che non siate in grande confidenza.</li>
<li style="text-align: justify;">Non accettate porzioni che sapete già che non finirete.</li>
<li style="text-align: justify;">Se non siete sicuri che una pietanza vi piaccia, chiedetene una piccola porzione: meglio accettarne una seconda che lasciarla nel piatto.</li>
<li style="text-align: justify;">Non chiedete cibi che non compaiono a tavola.</li>
<li style="text-align: justify;">Se avete intolleranze o, peggio, allergie, abbiate la premura di farlo sapere con anticipo alla padrona di casa.</li>
<li style="text-align: justify;">Se non sapete mangiare un cibo, non lo accettate per non trovarvi in imbarazzo. Meglio un «Grazie, prendo solo questo o quello» piuttosto che trovarvi di fronte ad esempio a dei crostacei con relative posate e non sapere come usarle.</li>
<li style="text-align: justify;">Se qualcosa non vi piace proprio, non cercate di rifilarla ad altri. Lasciatela nel piatto e al più scusatevi con la padrona di casa.</li>
<li style="text-align: justify;">Non alzate la voce né interrompete gli altri commensali.</li>
<li style="text-align: justify;">Se nasce un diverbio con chi vi accompagna, procurate di non darne spettacolo, ma rinviate ogni chiarimento a quando sarete soli.</li>
<li style="text-align: justify;">Quando girate lo zucchero nel caffè non sbattete il cucchiaino contro le pareti facendo rumore, ma muovetelo con molta discrezione nel centro e per lo stretto necessario. Non portatelo mai alla bocca.</li>
<li style="text-align: justify;">Non vi alzate da tavola né così pieni da star male né ebbri.</li>
</ol>
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		<title>Saper stare a tavola. Prima parte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2018 09:10:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda & Modi]]></category>
		<category><![CDATA[#atavola]]></category>
		<category><![CDATA[#sapervivere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sotto le Feste una rapida ripassatina al galateo può essere utile, soprattutto se siamo invitati oppure ospitiamo qualcuno al di fuori della solita cerchia. Serve a farci sentire più a nostro agio e a renderci ospiti gradevoli. Se vi è ormai chiaro come si apparecchia una tavola, allora potrà esservi utile questo elenco delle cose [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="alignright wp-image-1973 size-full" title="Saper stare a tavola. Prima parte | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/12/christmas-gifts-1849900_640.jpg" alt="" width="350" height="234" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/12/christmas-gifts-1849900_640.jpg 350w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/12/christmas-gifts-1849900_640-300x201.jpg 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" />Sotto le Feste una rapida ripassatina al galateo può essere utile, soprattutto se siamo invitati oppure ospitiamo qualcuno al di fuori della solita cerchia.</p>
<p style="text-align: justify;">Serve a farci sentire più a nostro agio e a renderci ospiti gradevoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Se vi è ormai chiaro <strong><a href="https://www.aidamelemagazine.com/sottobicchieri-si-sottobicchieri-no/">come si apparecchia una tavola</a></strong>, allora potrà esservi utile questo elenco<span id="more-1933"></span> delle cose fondamentali da ricordare.</p>
<ol style="text-align: justify;">
<li>Non arrivate in ritardo, quando vi viene dato un orario, perché è davvero scortese innanzitutto verso la padrona di casa, che rischia di veder rovinare nell&#8217;attesa il pasto preparato con tanta cura e sforzo.</li>
<li>Non iniziate a smangiucchiare prima che tutti si siano accomodati.</li>
<li>Non fiondatevi sul cibo senza curarvi se ce ne sia per tutti in uguale misura.</li>
<li>Non pulite i piatti a specchio né lasciate l&#8217;eterno avanzo.</li>
<li>Non dite «Buon appetito».</li>
<li>Non vi toccate i capelli a tavola: vizietto soprattutto delle donne.</li>
<li>Non vi alzate durante il pasto &#8220;per sgranchirvi un po&#8217;&#8221;.</li>
<li>Se i vostri bambini non sanno stare a tavola o li lasciate alle tate o ai nonni o li tenete sotto sorveglianza stretta.</li>
<li>Se a voi sembra simpatico o divertente vedere i vostri bambini pasticciare nei piatti o nei bicchieri, agli altri commensali no, quindi fate in modo che apprendano fin da piccoli a stare a tavola o altrimenti attenetevi al punto precedente.</li>
<li>Non spiluccate nei piatti altrui né finite gli avanzi di altri.</li>
<li>Se vi servono del vino o altra bevanda, che non gradite, dite un «No, grazie», ma non coprite con la mano il bicchiere.</li>
<li>Nei brindisi non sbattete i bicchieri, basta che mimiate il gesto, se non potete sottrarvi.</li>
<li>Non vi leccate le posate e non portate mai il coltello alla bocca.</li>
<li>Spero sia superfluo dire che la lama del coltello non è fatta per ispezionare il sorriso o controllare il trucco.</li>
<li>Non schioccate la lingua o le labbra o fate versi o rumori mentre masticate.</li>
<li>Non parlate con la bocca piena.</li>
<li>Non vi leccate le dita.</li>
<li>Niente dita in bocca per inopportune ispezioni.</li>
<li>Non chiedete gli stuzzicadenti.</li>
<li>Non fumate a tavola. Una volta lo stesso galateo lo ammetteva tra il dolce e la frutta, tant&#8217;è vero che i servizi di piatti prevedevano piccoli posaceneri individuali, ma oggi è risaputo quanto sia nocivo quindi evitate, anche se a farlo sono gli altri.</li>
<li>Non giocherellate col cibo, riducendo in palline la mollica, tagliuzzando all&#8217;infinito le bucce dei frutti mangiati e cose simili.</li>
<li>Non parlate di politica, accalorandovi o, peggio, accapigliandovi .</li>
<li>Evitate di parlare di malattie e disgrazie: una conversazione serena o meglio lieta si confà alle Feste.</li>
<li>Non lasciatevi andare a battute o turpiloqui da caserma.</li>
<li>Evitate le risate sonore così come gli starnuti eclatanti.</li>
<li>Se siete influenzati, ma ugualmete senza febbre, declinate gentilmente l&#8217;invito, per non far ammalare gli altri commensali.</li>
<li>Non vi inondate di profumo.</li>
<li>Alle signore e alle bambine raccomando di evitare le pettinature stile &#8220;capelli nel piatto&#8221;.</li>
<li>Sempre alle signore raccomando di non sistemarsi né controllare il trucco o, peggio, i capelli a tavola.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><a href="https://www.aidamelemagazine.com/saper-stare-a-tavola-seconda-parte/">Qui</a></strong> la seconda e ultima parte dell&#8217;articolo.</em></p>
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		<title>Un matrimonio elegante. Gli invitati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Jun 2018 07:02:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda & Modi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo essermi occupata della sposa, regina incontrastata di ogni matrimonio, e dello sposo, comprimario un po&#8217; in ombra, ora voglio parlarvi degli invitati. Spesso l&#8217;invito che trovate in una partecipazione reca in calce l&#8217;acronimo R.S.V.P. ovvero Répondez, s&#8217;il vous plaît (rispondete, per favore). Queste quattro letterine non sono un decoro, né una prassi svuotata di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-1420 alignleft" src="http://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/06/emotion-3034654_640-300x219.jpg" alt="Un matrimonio elegante. Gli invitati" width="300" height="219" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/06/emotion-3034654_640-300x219.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/06/emotion-3034654_640.jpg 350w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Dopo essermi occupata della <a href="http://www.aidamelemagazine.com/un-matrimonio-elegante-la-sposa/">sposa</a>, regina incontrastata di ogni matrimonio, e dello <a href="http://www.aidamelemagazine.com/un-matrimonio-elegante-lo-sposo/">sposo</a>, comprimario un po&#8217; in ombra, ora voglio parlarvi degli invitati.</p>
<p style="text-align: justify;">Spesso l&#8217;invito che trovate in una partecipazione reca in calce<span id="more-1415"></span> l&#8217;acronimo <em>R.S.V.P. </em>ovvero <span class="ILfuVd yZ8quc">Répondez, s&#8217;il vous plaît (rispondete, per favore). </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span class="ILfuVd yZ8quc">Queste quattro letterine non sono un decoro, né una prassi svuotata di senso, ma un invito nell&#8217;invito. Una persona gentile ed educata, al ricevimento dello stesso, sarà solerte nel far sapere <strong>se</strong> ci sarà e <strong>in quanti</strong> saranno presenti, qualora l&#8217;invito fosse diretto alla famiglia.</span></p>
<p style="text-align: justify;">Quanto prima gli sposi potranno contare su un numero certo tanto prima potranno provvedere a stabilire il numero dei coperti ed eventuali camere da prenotare per gli ospiti. Ricordate che spesso il numero decide gli accordi sui costi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Quindi il primo regalo da fare agli sposi è dargli una mano ad organizzare quel giorno di festa per ciò che a noi è dato.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se non avete indicazione scritta o vebale del tenore della cerimonia (il famoso <em>dress</em>e <em>code</em>) e non siete così in confidenza da poterlo chiedere, la cosa migliore è di non discostarsi dalle buone regole.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-1425 alignright" src="http://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/06/shoes-877939_640-200x300.jpg" alt="Un matrimonio elegante. Gli invitati" width="200" height="300" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/06/shoes-877939_640-200x300.jpg 200w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/06/shoes-877939_640.jpg 233w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />Per gli uomini un abito dal taglio perfetto, con piega ben stirata e lunghezza corretta delle maniche &#8211; che lascino uscire il polsino &#8211; e dei pantaloni &#8211; che scoprano il solo tacco e che non si affloscino a fisarmonica sulla scarpa &#8211; sarà la scelta perfetta.</p>
<p style="text-align: justify;">Si spazi fra il grigio e il blu, con calza lunga di filo e rigorosamente scura. Cravatta chiara e sobria. Cravatta, non plastron o farfallino. Camicia bianca con collo <strong>senza bottoncini</strong>, ben inamidato.</p>
<p style="text-align: justify;">Bracciali e braccialetti, lasciateli a casa. Un buon orologio, possibilmente discreto, al massimo gemelli e un fermacravatta sarà tutto ciò che potrà adornarvi.</p>
<p style="text-align: justify;">Superfluo dire che i signori non dovrebbero lasciare scie di profumo, mentre dovranno tenere la giacca abbottonata (mai l&#8217;ultimo). Il cellulare in mano o sporgente dalla tasca non è un buon complemento. Lasciatelo, eventualemnente, nella borsa della signora che vi accompagna. Potendo.</p>
<p style="text-align: justify;">Spero sia superfluo dire che al rinfresco, o pranzo o buffet che sia, la giacca <strong>non si toglie</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-1422 aligncenter" src="http://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/06/pink-shoes-2107618_640-300x200.jpg" alt="Un matrimonio elegante. Gli invitati" width="300" height="200" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/06/pink-shoes-2107618_640-300x200.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/06/pink-shoes-2107618_640.jpg 350w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Noi donne abbiamo più libertà di scelta e questo ci espone maggiormente a scivoloni di stile.</p>
<p style="text-align: justify;">Partendo dalla testa: il cappello è sempre una buona scelta a patto che sia in concerto con l&#8217;abito indossato e che non sia in stile Ascot, perché gli eccessi nelle stravaganze e nelle dimensioni sono sempre una pessima idea al di fuori dell&#8217;appuntamento ippico inglese.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;abito non sia mai bianco &#8211; colore esclusivo della sposa&#8230; anche quando non lo sceglie &#8211; o nero o viola, per il resto sbizzarritevi. Lungo o corto dipende. Normalmente il corto è per il matrimonio di mattina, anche se, paradossalmente, è il matrimonio più formale.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;importante, se la cerimonia si svolge in chiesa, è che l&#8217;abito sia rispettoso del luogo, quindi evitate le scollature generose, gli spacchi vertiginosi e le trasparenze da pin up. Cose, fra l&#8217;altro, <strong>mai</strong> eleganti.</p>
<p style="text-align: justify;">Mi rendo conto che dfficilmente oggi si portano, ma, per esattezza lo dico: la gamba elegante è quella che indossa una calza. Ce ne sono di estive leggerissime e senza cuciture. Consiglio un secondo paio di emergenza, perché si smagliano più facilmente. Se proprio non volete indossarne allora che le vostre gambe siano curatissime.</p>
<p style="text-align: justify;">In quanto alle scarpe, croce &amp; delizia, un unico suggerimento: se non siete abituate al tacco dodici, avete due scelte: o vi assicurate che sarà un pranzo lungo e che non si ballerà o ripiegate su qualcosa di più comodo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non è elegante lamentarsi del mal di piedi né è bello imitare alcune &#8220;signore&#8221; della tivù, che si tolgono le scarpe, quando non riescono più a sopportarle.</p>
<p style="text-align: justify;">Capisco che i matrimoni rientrino fra quelle occasioni in cui sfoggiare i propri gioielli, ma ricordate di non eccedere: alle volte basta un gioiello importante da abbinare a qualcosa di prezioso, ma meno vistoso.</p>
<p style="text-align: justify;">Anche alle signore raccomando di non fare il bagno nel profumo per evitare che chi siederà loro accanto non pasteggi a Chanel. Anche col trucco e parruco sarei cauta: ricordate che deve &#8220;tenere&#8221; ore.</p>
<p>Riguardo al regalo è sempre bene inviarlo o consegnarlo per tempo a casa degli sposi, dell&#8217;uno o dell&#8217;altra a seconda di chi ha fatto l&#8217;invito.</p>
<p style="text-align: justify;">Parlando di bambini dico subito che, se non avete un legame molto stretto di parentela, è bene lasciarli a casa: farete un favore innanzitutto ai piccoli, poi a voi stessi &#8211; che potrete così godervi in tranquillità la festa &#8211; ed infine agli sposi, a cui toglierete un pensiero.</p>
<p style="text-align: justify;">A tutti dico, se avete qualche dubbio sul galateo a tavola, di fare un ripassino &#8211; che non nuoce mai &#8211; così sarete più a vostro agio e, soprattutto, metterete a proprio agio chi siederà al tavolo con voi.</p>
<p style="text-align: justify;">Un piccolo esempio: seduti ad un tavolo tondo può essere più difficile avere punti di riferimento e così è accaduto che un commensale, che si era servito nel piattino di destra, abbia costretto tutti a fare altrettanto per non dovergli dire &#8211; nell&#8217;imbarazzo generale &#8211; che quello non era il suo piattino del pane, ma il mio.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-1430 aligncenter" src="http://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/06/tablecloth-3336687_640-300x200.jpg" alt="Un matrimonio elegante. Gli invitati" width="300" height="200" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/06/tablecloth-3336687_640-300x200.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/06/tablecloth-3336687_640.jpg 350w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Alle terme e nelle spa con stile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Apr 2018 08:54:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda & Modi]]></category>
		<category><![CDATA[#sapervivere]]></category>
		<category><![CDATA[#terme]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Alcuni giorni di riposo alle terme mi hanno dato spunto per questo pezzo sulle buone maniere, a cui noi Italiani siamo così poco avvezzi e per la cui carenza siamo, ahimè, famosi all’estero. Poche regole, ma ferree, perché il nostro riposo non disturbi il relax altrui e ci insegni quello che una volta si definiva [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-1365 alignleft" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/04/wellness-185005_640-300x201.jpg" alt="Alle terme e nelle spa con stile" width="300" height="201" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/04/wellness-185005_640-300x201.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/04/wellness-185005_640.jpg 350w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Alcuni giorni di riposo alle terme mi hanno dato spunto per questo pezzo sulle buone maniere, a cui noi Italiani siamo così poco avvezzi e per la cui carenza siamo, ahimè, famosi all’estero.</p>
<p style="text-align: justify;">Poche regole, ma ferree, perché il nostro riposo non disturbi il relax altrui e ci insegni quello che una volta si definiva <em>il saper vivere</em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Primo<span id="more-1360"></span> e inderogabile precetto: <strong>lasciate in stanza il telefonino</strong>. Anche se a suoneria silenziata.</p>
<p style="text-align: justify;">Le terme, le spa sono luoghi spesso pensati in armonia con la natura, dove le discipline tradizionali incontrano quelle orientali, volte al benessere psicofisico e al silenzio.</p>
<p style="text-align: justify;">Una suoneria che trilla, magari di quelle che per voi sono spiritose e per gli altri solo rumorose, disturbano sempre. Molti mettono modalità vibrazione e poi  lasciano il suono sulla tastiera o per l’avviso di messaggi.</p>
<p style="text-align: justify;">Comunque sia la tecnologia non va con questi ambienti normalmente zen.</p>
<p style="text-align: justify;">Seconda regola: <strong>attenetevi scrupolosamente alle indicazioni del luogo</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Se siete abituati &#8211; ad esempio &#8211; a fare la sauna col costume e nelle spa dell’Alto Adige ve lo proibiscono, o rinunciate o vi adeguate, perché tanto vi “beccano”.</p>
<p style="text-align: justify;">Copritevi con l’asciugamano che vi sarà dato e godetevi le più belle saune della Penisola.</p>
<p style="text-align: justify;">Non sarete costretti a farla nudi, come vedrete fare da tutti gli altri ospiti stranieri o altoatesini &#8211; che useranno il telo solo per sedersi o sdraiarsi &#8211; ma il costume è proibito perché non è igienico, in quanto non traspirante, quindi è nel vostro stesso interesse.</p>
<p style="text-align: justify;">Riguardo al bagno turco (hammam o hamam) in alcune spa ne troverete anche di riservati alle sole donne e di favolosi, aggiungo. Per le spa nessuno batte gli alberghi del Trentino Alto Adige, devo dirlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pudore e l’igiene saranno sempre e comunque salvi, perché non sarete mai lasciati senza ampi asciugamani né spogliatoi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-1366 alignleft" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/04/wellness-285587_640-300x200.jpg" alt="Alle terme e nelle spa con stile" width="300" height="200" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/04/wellness-285587_640-300x200.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/04/wellness-285587_640.jpg 350w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />In questa seconda regola rientrano tutte le indicazioni a cui siamo tenuti per l’uso di ciò che sarà a nostra disposizione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi se dovrete indossare una cuffia nella piscina termale, non presentatevi con quella da doccia e non scambiate la vaschetta per lavare i piedi prima di immergervi con l’opportunità di sciacquare accuratamente anche le ciabatte, come ho visto fare ad un “signore”.</p>
<p style="text-align: justify;">Terza regola: <strong>parlare a bassa voce. Sempre.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questo a noi Italiani risulta &#8211; a quanto pare &#8211; difficilissimo, ma tentar non nuoce!</p>
<p style="text-align: justify;">Quarta regola: <strong>non si accede al ristorante in accappatoio e ciabatte</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Normalmente è concesso solo per la colazione, ma accertatevene prima.</p>
<p style="text-align: justify;">Troverete sempre un buffet, di certo a colazione e nelle spa altoatesine anche per la merenda, la quinta regola è a questo proposito: <strong>la ressa e i piatti a cupola sono sempre da evitare</strong>. Regola che, in verità, vale per ogni buffet che incontrerete nella vostra vita.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono poi i suggerimenti per le signore.</p>
<p style="text-align: justify;">Il primo: <strong>lasciate che anche le vostre unghie “respirino”</strong> e godano dei benefici delle cure termali o dei trattamenti spa. Manicure e pedicure perfetti, ma niente smalto.</p>
<p style="text-align: justify;">Il secondo suggerimento: anche se noi donne dopo alcuni trattamenti o sedute abbiamo spesso i capelli di Medusa, <strong>cerchiamo sempre di avere un aspetto ordinato</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Terzo suggerimento: <strong>lasciate nella cassaforte della stanza i gioielli</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui come al mare, sono fuori posto e si rovinerebbero. Li indosserete una volta finite le cure della giornata.</p>
<p style="text-align: justify;">Sui <strong>bimbi</strong> in questi luoghi dico solo: lasciateli a casa con i nonni e concedetevi una vacanza romantica.</p>
<p style="text-align: justify;">Se i vostri bambini hanno però bisogno di cure termali, allora fate in modo che siano educatissimi: capricci, urla e pasticci riservateli per il rientro.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.aidamelemagazine.com/alle-terme-e-nelle-spa-con-stile/">Alle terme e nelle spa con stile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.aidamelemagazine.com">Aida Mele Magazine</a>.</p>
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		<title>Adieu, Monsieur de Givenchy!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2018 00:34:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda & Modi]]></category>
		<category><![CDATA[#attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se non conoscete il grande Hubert de Givenchy, di cui solo poche ore fa apprendiamo la scomparsa avvenuta il 10 marzo scorso, avrete però di certo visto la più celebre sequenza di Colazione da Tiffany e quindi vi sarete  comunque imbattuti in una delle sue più famose creazioni: il mitico abito nero. Fu proprio Audrey [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="alignright wp-image-1288 size-medium" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/03/audrey-hepburn-154881_640-204x300.jpg" alt="Adieu, Monsieur de Givenchy" width="204" height="300" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/03/audrey-hepburn-154881_640-204x300.jpg 204w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/03/audrey-hepburn-154881_640.jpg 300w" sizes="(max-width: 204px) 100vw, 204px" />Se non conoscete il grande Hubert de Givenchy, di cui solo poche ore fa apprendiamo la scomparsa avvenuta il 10 marzo scorso, avrete però di certo visto la più celebre sequenza di <strong>Colazione da Tiffany</strong> e quindi vi sarete  comunque imbattuti in una delle sue più famose creazioni: il mitico abito nero.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu proprio Audrey<span id="more-1281"></span> Hepburn che portò Givenchy a Hollywood: lo incontrò perché le disegnasse alcuni abiti per il film <strong>Sabrina</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Aveva appena debuttato e vinto l&#8217;Oscar con <strong>Vacanze romane</strong> e aveva avuto l&#8217;incarico di acquistare degli abiti a Parigi appunto per il film, perché la storia che vi si sarebbe raccontata &#8211; del brutto anatroccolo che diventava cigno &#8211; passava anche dalle sartorie francesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Superato l&#8217;equivoco ormai noto per cui Hubert, al nome della Hepburn, credette di incontrare Katharine e non la giovanissima Audrey, il celebre sarto accettò di disegnare quegli abiti, grazie ai quali la storica costumista americana <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Edith_Head">Edith Head</a>&#8230; vinse l&#8217;Oscar per i costumi.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio così! Il fatto è che Givenchy non figurò fra gli accreditati, avendo la Hepburn acquistato gli abiti dietro alcune indicazioni della Head e avendo questa apportato alcune modifiche ai modelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Cose che succedevano nella Hollywood delle grandi majors, oggi impensabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Hubert si rifece disegnando &#8211;  e firmando &#8211;  i costumi di molti altri film di Audrey, oltre a gran parte del suo guardaroba personale, e creando abiti per altre dive e donne famose fino al 1995, anno in cui presentò la sua ultima collezione.</p>
<p style="text-align: justify;">In verità già nel 1988 aveva venduto al gruppo di lusso LVMH la propria <em>maison</em>, fondata nel 1952. A succedergli fu John Galliano.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la Hepburn mantenne una fraterna amicizia fino alla <a href="https://www.aidamelemagazine.com/25-anni-senza-audrey-hepburn-regina-di-grazia-e-di-stile/">morte di lei</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il conte de Givenchy ci ha lasciati all&#8217;età di 91, con lui scompare ciò che restava della grande eleganza francese, della storica scuola di Dior, che &#8211; per dirla con le sue stesse parole &#8211; aveva come suo fine &#8220;rendere più bella e più elegante la donna&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi le passerelle, salvo che per alcuni marchi di provata sartoria, sono delle grosse e rutilanti campagne di marketing, che con l&#8217;eleganza hanno molto poco a che fare.</p>
<p style="text-align: justify;">Givenchy fu anche un marchio di profumi celebri e storici, oggi molto ricercati dai collezionisti di fragranze e confezioni vintage o di edizioni rare o fragranze fuori commercio.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1957 costituì la <em>Parfums Givenchy</em> e in questo stesso anno presentò prima <em><strong>Le de</strong></em> e poi <em><strong>L&#8217;Interdit</strong></em>: profumo creato per Audrey, che gli proibì (<em>l</em><em>&#8216;interdit</em>, appunto) di dargli il suo nome.</p>
<p style="text-align: justify;">Del 1959 sono invece le due fragranze maschili: <em><strong>Eau de Vetiver</strong></em> e <em><strong>Monsieur de Givenchy</strong></em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante il tempo in cui Hubert fu a capo della <em>maison</em> i profumi lanciati furono 14, mentre la nuova direzione fu salutata da <em><strong>Organza</strong></em> del 1996, che fu il primo di una lunghissima serie di profumi nuovi o di varianti.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi nessuno di questi &#8211; ahimè &#8211; ha più l&#8217;<em>allure</em> dei quei primi.<img loading="lazy" class="wp-image-1287 size-medium aligncenter" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/03/375x500.4695-225x300.jpg" alt="Adieu, Monsieur de Givenchy" width="225" height="300" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/03/375x500.4695-225x300.jpg 225w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/03/375x500.4695.jpg 300w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
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		<title>Le creazioni di Cielo Pessione Fabrizi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2017 10:16:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda & Modi]]></category>
		<category><![CDATA[#cielopessionefabrizi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Voglio aprire questa rubrica parlando di un’artista, che mi ha molto colpita. Mi sono imbattuta nelle sue creazioni indossabili e ne sono rimasta affascinata. Cielo Pessione Fabrizi del resto porta con sé i geni dell’arte nei propri cognomi. Emilio Pessione fu il nonno paterno, grande sarto per uomo fra gli anni ’50 e ’60, mentre [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="alignleft wp-image-219 size-full" title="Le creazioni di Cielo Pessione Fabrizi | Aida Mele Magazine" src="http://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2016/12/10406684_810132795674852_2414712089315159768_n-1.jpg" alt="" width="200" height="200" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2016/12/10406684_810132795674852_2414712089315159768_n-1.jpg 200w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2016/12/10406684_810132795674852_2414712089315159768_n-1-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Voglio aprire questa rubrica parlando di un’artista, che mi ha molto colpita. Mi sono imbattuta nelle sue creazioni indossabili e ne sono rimasta affascinata. Cielo Pessione Fabrizi del resto porta con sé i geni dell’arte nei propri cognomi. Emilio Pessione fu il nonno paterno, grande<span id="more-167"></span> sarto per uomo fra gli anni ’50 e ’60, mentre Aldo Fabrizi, il nonno materno, fu il grandissimo attore che tutti conosciamo.</p>
<p style="text-align: justify;">Attraverso i genitori, dunque, coi cognomi ha ereditato l&#8217;amore per l’arte, che la sua personalità e le sue inclinazioni hanno poi tradotto in talento per il teatro e per la <em>fiber art</em>. Cielo, infatti ha percorso entrambe le strade in modo personalissimo e creativo, rincorrendo queste passioni e fondendole quando possibile.<img loading="lazy" class="alignright wp-image-222 size-full" title="Le creazioni di Cielo Pessione Fabrizi | Aida Mele Magazine" src="http://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2016/12/10603319_810132229008242_4127800659604233522_n.jpg" alt="" width="200" height="200" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2016/12/10603319_810132229008242_4127800659604233522_n.jpg 200w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2016/12/10603319_810132229008242_4127800659604233522_n-150x150.jpg 150w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Un diploma al Liceo Artistico, una laurea in Lettere Moderne alla Sapienza di Roma in Discipline dello Spettacolo con una tesi sull’Arlecchino di Dario Fo, stage, teatro, mostre: questo il suo percorso per grandi tappe e somma sintesi. Oggi, con un&#8217;esperienza teatrale mai completamente archiviata, dopo essersi dedicata a grandi sculture in terra e ferro o materiali plastici, realizza creazioni da indossare, combinando di volta in volta <a href="https://www.instagram.com/p/BOLg3k0BYtT/?taken-by=aidamelemagazine">filati</a> e vari <a href="https://www.instagram.com/p/BOND_HPBevO/?taken-by=aidamelemagazine">materiali</a> in modo unico, come è proprio dei <a href="https://www.instagram.com/p/BOMWu9fhkVh/?taken-by=aidamelemagazine">manufatti</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la natura resta la sua più grande ispiratrice, è pur vero che nelle sue creazioni si trovano influenze tribali e teatrali, leggerezze diverse e cromie che scorrono infinte possibilità di combinazioni, la cui sobrietà sposa la costruzione. Ci sono pezzi che possono essere considerati complementi più che adorni, realmente creazioni da indossare, capaci spesso di completare e a volte di trasformare un <em>outfit</em>, parola che detesto, ma che viene al caso.</p>
<p style="text-align: justify;">Cielo Pessione Fabrizi oggi si divide fra Porchiano sulle magnifiche colline umbre, dove ha sede il suo <a href="https://www.facebook.com/Pezzi-di-Cielo-291390490882421/">atelier,</a> e altre città in Italia e all&#8217;estero, dove espone le proprie opere.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ultimo allestimento, per il quale ha condiviso con altre cinque artiste gli spazi del Forte Stella di Porto Ercole sull&#8217;Argentario, è avvenuto in occasone della mostra ARKÉtipi e MATrici, che si è tenuta lo scorso luglio in questo luogo suggestivo.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://news-art.it/news/ark-tipi-e-matrici-forte-stella--le-ragioni-di-una-mostra.htm">Qui</a> troverete un interessante link per scoprire le ragioni di questa esposizione, mentre <a href="https://issuu.com/antoniogiordano7/docs/arketipi_e_matrici_forte_stella_201">qui</a> potrete trovare il link al bellissimo catalogo della mostra.</p>
<p style="text-align: justify;">Vi invito inoltre a visitare il sito di quest&#8217;artista per conoscerla meglio e ancor più per conoscerne le creazioni attraverso la sua pagina facebook <em>Pezzi di Cielo</em>.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-258 size-full" title="Le creazioni di Cielo Pessione Fabrizi | Aida Mele Magazine" src="http://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2016/12/Chiusura-Cielo.jpg" alt="" width="450" height="300" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2016/12/Chiusura-Cielo.jpg 450w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2016/12/Chiusura-Cielo-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le foto e il video, a cui questo articolo rimanda, sono stati cortesemente concessi dalla Signora Cielo Pessione Fabrizi, che ne conserva tutti i diritti.</em></p>
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		<title>Un matrimonio elegante. La sposa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jun 2017 16:43:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda & Modi]]></category>
		<category><![CDATA[#ilmatrimonio]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-692" title="Un matrimonio elegante. La sposa | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/Un-matrimonio-elegante-la-sposa-apertura.jpg-300x200.jpg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/Un-matrimonio-elegante-la-sposa-apertura.jpg-300x200.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/Un-matrimonio-elegante-la-sposa-apertura.jpg.jpg 450w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" />La vera protagonista di un matrimonio è di certo la sposa. Consiglio, una volta decisa la data, di acquistare un bel quadernetto e segnare tutto ciò che c&#8217;è da fare a riguardo. Il passo successivo sarà<span id="more-684"></span> quello di far corrispondere a ogni impegno una scadenza e di redigere una realistica scaletta. Fatto ciò, si potrà procedere con un minimo di organizzazione.<img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-693" title="Un matrimonio elegante. La sposa | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/Un-matrimonio-elegante-la-sposa-tacquino.jpg-300x199.jpg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/Un-matrimonio-elegante-la-sposa-tacquino.jpg-300x199.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/Un-matrimonio-elegante-la-sposa-tacquino.jpg.jpg 450w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></p>
<p style="text-align: justify;">Posto quanto scritto a proposito del concordare con lo <a href="https://www.aidamelemagazine.com/un-matrimonio-elegante-lo-sposo/">sposo</a> il tono delle proprie nozze e confermata l&#8217;assoluta ampiezza nella scelta che la sposa ha per il proprio abito, io credo che sia bene tener presenti alcuni punti fermi per meglio orientarsi.</p>
<p style="text-align: justify;">Comincerei dal <strong>capo</strong>: le finte coroncine da principessa io le lascerei in negozio, capisco che spesso &#8211; fra tanto tulle e pizzo &#8211; possa far capolino la bimba che è in noi e che ha a lungo fantasticato su quell&#8217;abito, ma tutto ciò che fa “travestimento” sarebbe da evitare. I diademi vanno bene per coloro che hanno una ragione familiare e sociale per indossarne uno, vero.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordo una famosa modella che indossò un delizioso diadema, regalatole dal fidanzato (milionario), mi chiedo cosa ne abbia poi fatto. Dei fiori freschi o di seta saranno un magnifico ornamento per il capo di qualunque sposa.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i <strong>capelli</strong> posso solo dire che le tinte dai forti contrasti a tre o quattro toni e dalle ciocche vistose proprio andrebbero escluse. Ricordate che tutto ciò che corre lungo il volto invecchia e che al contrario qualunque pettinatura allontani i capelli dal viso, portandoli in fuori o in alto crea una sorta di lifting ottico. Questo ovviamente vale per le future spose ormai non più giovanissime.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="alignright wp-image-695" title="Un matrimonio elegante. La sposa | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/bride-2364467_640-300x200.jpg" alt="" width="350" height="233" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/bride-2364467_640-300x200.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/bride-2364467_640.jpg 450w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" />Per il <strong>trucco</strong> va fatta qualche precisazione in più. Se non siete una fanatica del make up, perché farvi fare un trucco da palcoscenico? Memore di una amica appena truccata la mattina delle nozze, che mi disse “mi sento mascherata”, io, che nella vita di tutti i giorni ne faccio scarsissimo uso,  al mio matrimonio mi truccai da sola.</p>
<p style="text-align: justify;">Certo, bisogna tener presenti anche in questo caso alcune regolette: 1) il fotografo dovrà dire la sua sul vostro trucco per capire se è “fotogenico” (gli ombretti molto perliscenti non lo sono mai così come i rossetti madreperlati) quindi fate una prova e passate dal suo studio; 2) se vorrete fare da sole, dovrete conoscere un minimo di basi nell’arte del trucco da set, perché anche un trucco naturale deve poter essere reso in foto e in video e deve giovarvi; 3) lasciate perdere tutto ciò che è eccessivamente colorato, perché non è questa l’occasione.</p>
<p style="text-align: justify;">Consiglio comunque anche a chi si affiderà a mani altrui di tenere presenti questi tre punti, a meno che non ci si affidi a una truccatrice di comprovata esperienza in questo tipo di trucco e comunque almeno una prova io la consiglio sempre, per evitare spiacevoli sorprese.</p>
<p style="text-align: justify;">Andateci piano con le <strong>lampade abbronzanti, </strong>se non potete proprio farne a meno. Ricavatene un colorito sano e non un effetto rosolatura. Se prima delle nozze andrete al mare, procurate di non scottarvi e spellarvi ed evitate abbronzature caraibiche, mai elegantissime.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non avete una <strong>pelle curata</strong>, lasciate perdere le ampie scollature.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>trattamenti di bellezza</strong> vanno programmati con anticipo per non arrivare al giorno delle nozze con arrossamenti o reazioni cutanee.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>manicure</strong> sia sobria e quanto mai neutra, meglio se non colorata affatto.</p>
<p style="text-align: justify;">Chi si ostina nella french manicure ricordi che le unghie quadrate non valorizzano nessuna mano, tutte appariranno più tozze e le mani quel giorno saranno decisamente in primo piano. In quanto a quelle manicure fantasiose, oggi ahimè molto in voga, io le lascerei davvero perdere, soprattutto se sfoggiano uno smalto di diverso colore all’anulare o brillantini e disegnini.</p>
<p style="text-align: justify;">Per i <strong>tatuaggi</strong> non c’è rimedio, se anche voi avete arabeschi colorati o disegni tribali che vi corrono lungo le più varie parti del corpo (visibili), allora direi di rinunciare ai vestiti principeschi e alla cerimonia bon ton e opterei per un matrimonio festoso e informale, scegliendo un abito disinvolto: <strong>l’armonia delle cose è sempre una scelta giusta</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">La sposa elegante non indossa <strong>gioielli</strong>, l’unica eccezione, se ha i fori alle orecchie, sono proprio gli orecchini: preziosi e discreti. Niente pietre colorate. Anche l’anello di fidanzamento va lasciato a casa.</p>
<p style="text-align: justify;">In alcuni luoghi dopo la cerimonia la sposa riceve dei gioielli in dono, ma sarebbe bene che non li indossasse alla festa. Avrà mille altre occasioni per sfoggiarli. In molte zone si regalano le perle, se la sposa segue invece l&#8217;altra tradizione, per cui non vanno regalate in quanto portano lacrime, procurerà di far arrivare alle giuste orecchie il desiderio di non riceverle.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="alignright wp-image-697 size-full" title="Un matrimonio elegante. La sposa | Aida Mele Magazine" src="http://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/Un-matrimonio-elegante-la-sposa.jpg.jpg" alt="" width="300" height="451" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/Un-matrimonio-elegante-la-sposa.jpg.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/Un-matrimonio-elegante-la-sposa.jpg-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Sull’<strong>abito</strong> posso solo dire tre cose: 1) se la cerimonia è in chiesa, rispettate la sacralità del luogo e lasciate perdere le scollature da pin up, le schiene nude e i pizzi vedo-non vedo; 2) scegliete un abito che vi valorizzi e non vi ostinate sul modello che avete sempre sognato, perché il risultato finale potrebbe non giovarvi; 3) se siete già madri o alle seconde e terze nozze o avete il pancione, lasciate perdere il bianco immacolato e optate per una versione anche solo champagne o in qualunque altro colore tenue. Il rosso e il nero sono davvero da escludere, tanto in chiesa che in municipio, anche se quest&#8217;ultimo vi lascia maggiore libertà di scelta, ma il vistoso e l&#8217;eccentrico ugualmente non si addicono.</p>
<p style="text-align: justify;">Cercate di rincorrere il buon gusto e l&#8217;appropriato più che le fantasie infantili, per non fare come una donna famosa, che si presentò all’altare accompagnata dai figli grandicelli, in un vaporoso abito immacolato con un lungo e altrettanto vaporoso velo come fosse una fanciulla: il risultato non fu dei migliori e anziché apparire una giovane sposa dimostrò tutti i suoi 51 anni, perché alcune <em>mise</em> enfatizzano maggiormente l’età raggiunta e si rischia di apparire francamente ridicole. Purtroppo anche in questo le soap opera americane sono risultate delle cattive maestre: si è visto ormai di tutto.</p>
<p style="text-align: justify;">Dovrei aggiungere che nella scelta dell’abito non dovrete dimenticare che lo indosserete per lunghe ore e quindi dovrà avere anche una sua praticità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il giorno delle nozze è il vostro giorno e per quante regole esistano l’ultima parola resta la vostra, però è corretto che vi ricordi che per le nozze civili sarebbe più opportuno un abito corto. Ce ne sono di bellissimi e di elegantissimi e non sareste meno sposa di un’altra che ne sfoggi uno lungo. La scelta sarebbe più appropriata e il matrimonio più elegante. Un tempo ci si presentava in tailleur, ma oggi non è più d’obbligo, avendo l’abito da sposa perso tutti i suoi significati simbolici.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>velo</strong> è solo un’opzione, più indicato per una cerimonia religiosa, può essere sostituito da un’acconciatura più ricca, se la sposa non è al suo primo matrimonio. La moda al momento non predilige cappelli in abbinamento, tanto in voga negli anni Ottanta, ma un ornamento grazioso potrà accompagnare l’abito scelto per una cerimonia civile.</p>
<p style="text-align: justify;">Le <strong>calze </strong>non devono mancare, una sposa elegante non se ne va a gamba nuda, ma niente giarrettiere in vista con lanci plateali e foto sexy. Quel che indosserete sotto sarà solo affar vostro e del vostro sposo. Ho detto calze e non collant, perché più fresche e femminili. In base alle vostre abitudini potrete preferire anche delle autoreggenti e lasciar perdere il reggicalze. A voi la scelta.</p>
<p style="text-align: justify;">Le <strong>scarpe</strong> dovranno essere a tono con l’abito scelto, possibilmente rivestite di seta e comode. Non mettete scarpe che avreste poi voglia di lasciare sotto il tavolo da pranzo. Le spose scalze non hanno nessuna aria poetica e l’argomento mal di piedi non è dei più eleganti. I sandali non sono contemplati per un abito elegante e un matrimonio classico.</p>
<p style="text-align: justify;">Riguardo ai <strong>guanti</strong>, devo dire che ormai raramente appaiono a corredo di un abito, ma la sposa dovrebbe entrare in chiesa indossandoli e uscirne senza.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="alignright wp-image-696 size-full" title="Un matrimonio elegante. La sposa | Aida Mele Magazine" src="http://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/Un-matrimonio-elegante-la-sposa2.jpg-e1498061557556.jpg" alt="" width="300" height="435" />Per il <strong>bouquet</strong> regolatevi secondo il vostro gusto, ma fate in modo di non trascinarvene dietro uno grande quanto un centrotavola e che si accordi con i fiori scelti per gli addobbi. Non intendo che sia composto con gli stessi fiori, ma che vi si armonizzi. E’ cosa graziosa sceglierne uno che contenga un richiamo a un ricordo o a un simbolo, fosse un fiore o un nastro o delle foglie particolari.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Personalizzare</strong> è sempre una buona scelta, per rendere quel giorno solo vostro, ma con sobrietà e discrezione. Gli eccessi sono tali anche nella creatività.</p>
<p style="text-align: justify;">Una sposa sia fresca e avvolta da un <strong>profumo</strong> delicato e discreto: le fragranze da maliarda non si addicono all’occasione.</p>
<p style="text-align: justify;">Sarà utile alla sposa, tutta presa dall’evento e da mille emozioni, <strong>delegare a una persona cara</strong> &#8211; sorella, cognata, amica &#8211; una serie di cose pratiche che possano starle a cuore, ma che potrà non essere in grado di seguire personalmente quel giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Io sono ferma ai <strong>testimoni di nozze</strong>, ma vedo ancora una volta che Beautiful <em>docet</em> e che cominciano ad apparire qua e là damigelle, non saprei che suggerire, è una tradizione che non ci appartiene, nasce da tutta un’altra visione della cerimonia.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ un po’ come Halloween, molti lo festeggiano e alcuni non hanno nemmeno idea di che cosa sia veramente e da dove nasca. Capisco però che sia difficile negarlo ai propri figli. Mi aspetto comunque quanto prima di vedere famiglie italiane festeggiare il Giorno del Ringraziamento, del resto è da almeno un paio di anni che circolano su giornali e in televisione ricette tipiche americane per la circostanza, non appena si avvicina la ricorrenza. Questo villaggio globale a volte mi confonde.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione, alla futura sposa dico: fai una lista di ciò che davvero hai sempre sognato per le tue nozze, chiediti come ti sentiresti a vederti nei panni di quella donna che immagini e aggiusta il tiro, cominciando proprio col provare l’abito sempre sognato. Molto spesso conserviamo fantasie che non vanno più d’accordo con la donna che siamo diventate e può succedere che l’enorme abito a meringa dei tuoi sogni sia proprio quello che non indosseresti mai.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-698 size-full" title="Un matrimonio elegante. La sposa | Aida Mele Magazine" src="http://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/Un-matrimonio-elegante-la-sposa-chiusura-1.jpg-1.jpg" alt="" width="640" height="218" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/Un-matrimonio-elegante-la-sposa-chiusura-1.jpg-1.jpg 640w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/Un-matrimonio-elegante-la-sposa-chiusura-1.jpg-1-300x102.jpg 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
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		<title>Un matrimonio elegante. Lo sposo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jun 2017 08:33:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda & Modi]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="alignright wp-image-669" title="Un matrimonio elegante. Lo sposo | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/Un-matrimonio-elegante-Lo-sposo3-300x200.jpg" alt="" width="350" height="233" />Non ovunque maggio è il mese dei matrimoni quindi giugno mi sembra più appropriato per aprire questo complesso capitolo. Volendo parlare delle buone regole per una cerimonia ben riuscita inizierò dallo sposo.</p>
<p style="text-align: justify;">Premesso che<span id="more-662"></span> per molti questo è il giorno delle stravaganze quando non degli eccessi, devo dire che vedo molta confusione intorno anche fra coloro che vorrebbero organizzare un matrimonio elegante e questo perché in televisione si vedono troppi maestri senza cattedra, che addirittura finiscono per scrivere libri in cui ribadire le sciocchezze che già ci propinano in improbabili programmi. Del resto oggi la comunicazione è tutto e sorgono esperti che per primi avrebbero bisogno di consigli.</p>
<p style="text-align: justify;">Partirò dall’abito che lo sposo proprio non deve indossare: lo <strong>smoking</strong>. Lasciate perdere gli innumerevoli matrimoni di Brooke e Ridge o di altri protagonisti di soap opera, questo abito è assolutamente fuori luogo a un matrimonio. Detto <em>dinner jacket</em> non a caso, è l’abito da sera per le occasioni formali, che con gli anni ha soppiantato il frac per la disinvoltura maggiore nell’indossarlo e aggiungerei per i costi più contenuti, ma è poi tutto relativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Posto che i futuri sposi concorderanno il tenore della cerimonia, l’abito dello sposo sarà inevitabilmente in concerto con quello della sposa e l’ora delle nozze completerà le indicazioni a cui lo sposo dovrà attenersi nella scelta del proprio abito. In realtà non ha che tre possibilità, se vogliamo escludere il frac per la sera, troppo impegnativo: il tight, il mezzo tight e l’abito scuro.</p>
<p style="text-align: justify;">Se la sposa avrà un abito sontuoso con metri di strascico e di velo, al futuro marito non resterà che il <strong>tight</strong>, ma non è abito da poco, perché tale scelta implica che i rispettivi padri, fratelli e testimoni lo indossino. Parliamo però rigorosamente di una cerimonia al mattino, perché questo abito è anche detto <em>morning coat</em> non a caso. Si tratta di un abito dal costo importante con dettami ben precisi, che in Italia sono ancora più imperativi che in Inghilterra.</p>
<figure id="attachment_664" aria-describedby="caption-attachment-664" style="width: 226px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" class="wp-image-664" title="Un matrimonio elegante. Lo sposo | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/Il-matrimonio-elegante-Lo-sposo-194x300.jpg" alt="" width="226" height="350" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/Il-matrimonio-elegante-Lo-sposo-194x300.jpg 194w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/Il-matrimonio-elegante-Lo-sposo.jpg 450w" sizes="(max-width: 226px) 100vw, 226px" /><figcaption id="caption-attachment-664" class="wp-caption-text">Per gentile concessione della Sartoria Orefice Cernobbio, che ne conserva tutti i diritti.</figcaption></figure>
<p style="text-align: justify;">Il tight prevede una giacca a code arrotondate che arrivino a inizio polpaccio in grigio scuro, da preferire al nero. La giacca attillata è a un bottone e accompagna pantaloni affusolati senza risvolto più chiari, normalmente a righine, privi di passanti, perché sono d’obbligo le candide bretelle. Il gilet, che va dal più classico grigio perla al burro, dovrà coprire il punto vita del pantalone e completerà l’abito. La camicia sarà bianca con colletto italiano e cravatta oppure con collo con punte ad aletta (<em>wing tip</em>) e plastron fermato da una spilla, cravatta e plastron che devono comunque essere sempre in seta e di colore chiaro e a tono. Le scarpe saranno lisce senza impunture e stringate, mentre le calze, ovviamente lunghe, saranno ugualmente nere in seta o in filo di Scozia. Gli unici gioielli da indossare potranno essere un orologio elegante e discreto e i gemelli, che chiuderanno i doppi polsini della camicia, polsini che spunteranno dalla manica dell’abito di due buoni centimetri. Lasciate perdere la catena in vista dell’orologio da taschino e consideriamola un vezzo del Principe Carlo, che accompagna ogni suo gilet e che ha fatto capolino anche il giorno delle sue nozze con Camilla. Il gilet del tight sarà a un petto a 5/6 bottoni o a doppio petto con due file da 3 bottoni ciascuna e potrà anche essere sciallato. Un fiore bianco adornerà il bavero della giacca.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tight si completava sempre con un cilindro chiaro o scuro, mentre quello nero &#8211; secondo il ferreo codice d’abbigliamento di Ascot &#8211; si riserva ancora oggi per questo appuntamento, più mondano che sportivo. Immancabili a questo punto anche i guanti in morbidissimo camoscio grigio perla. Scomparso per primo il bastone (ebbene sì, c’era anche quello!), questi due accessori in anni più recenti hanno subito la stessa sorte, tanto più che il cappello non va indossato che all’arrivo e subito tolto, risultando un fastidioso intralcio per chi non ha disinvoltura in un simile abbigliamento. So che come me ricorderete alcuni vip con il cilindro in testa all’uscita dalla chiesa, ma è bene che non li prendiate ad esempio.</p>
<p style="text-align: justify;">Dicevo che in Inghilterra il tight anzi il <em>morning coat,</em> visto che trovano orribile il nome che noi gli abbiamo dato preferendogli il termine americano <em>cutaway</em>, ha maggiori declinazioni. Innanzitutto la versione <em>all-gray</em>, una volta appannaggio di coloro che potevano accedere al <em>Royal Enclosure</em> ovvero la famiglia reale, loro consanguinei e ospiti ad Ascot e al <a href="https://www.youtube.com/watch?v=w4WAmBOepHE">Derby Day a Epsom</a>, oggi è considerata invece la versione estiva dell’abito. Infatti ne ha indossato uno il Principe Carlo alle nozze del fratello Eduardo e, più recentemente, Pierre Casiraghi alla propria cerimonia religiosa, abito che ha poi sostituito con un impeccabile frac per il ricevimento serale. Altre varianti sono date dai gilet nei più vari colori pastello, sempre più spesso accompagnate dalla più <em>british</em> delle camicie: quella colorata con colletto e polsini bianchi, fino alle calze dai colori a volte francamente bizarri in accordo non so più con cosa e alla cravatta rossa di James Matthews, novello sposo di Pippa Middleton.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>mezzo tight</strong> invece non è che la versione senza code e senza accessori del tight e non prevede l’obbligo del medesimo abito per familiari e testimoni.</p>
<p style="text-align: justify;">In quanto all’<strong>abito scuro</strong> io credo che possa essere la giusta scelta per un matrimonio elegante e accompagnerà magnificamente ogni sposa che indosserà un abito anche importante nella realizzazione, ma non eccessivo nel risultato. Sarà una soluzione perfetta per qualunque ora vi sposiate. Sarà a un solo petto con gilet nei toni del grigio scuro, in un fresco di lana a tinta unita o in un gessato molto discreto o in un rigatino, ma sempre di buon taglio e fattura. Per il matrimonio di sera si è soliti considerare i toni del blu scuro, eventualmente anche a doppio petto. Quattro sono le costanti per l’abito scuro: scarpe nere stringate e lisce senza impunture; calze lunghe in filo di Scozia, che nel caso dell’abito grigio saranno nere e in quelle dell’abito blu saranno blu notte o blu inchiostro; cravatta in seta chiara a tinta unita o a piccoli motivi non stampati, ma tessuti; camicia candida con un collo italiano più che francese e possibilmente con i polsini da gemelli. Varierà però la lunghezza di questo polsino, che sporgerà nella classica misura di poco più di un centimetro. Come per il tight e il mezzo tight, gli unici gioielli saranno appunto i gemelli (in oro, argento o di bigiotteria moderna, smaltati o in madreperla, con iniziali o un piccolo diamante, ma niente pietre – vere o false – colorate) e un orologio, anche in questo caso elegante e discreto. Se la cerimonia sarà civile a maggior ragione l’abito scuro sarà appropriato. Se la sposa sceglierà un abito corto e semplice, l’abito scuro non necessiterà di gilet. Resteranno valide però tutte le altre regole, dalle calze alla camicia alle scarpe.</p>
<p style="text-align: justify;">Queste appunto le regole, ma sono certa che molti signori preferiranno un abito senza gilet, nonostante la sposa sceglierà il lungo, alla sola idea di affrontare un matrimonio in piena estate. Posso capirlo. In verità meglio scegliere un abito in cui sentirsi a proprio agio che trascorrere il resto della festa in maniche di camicia! In fondo derogare può essere una scelta se il risultato sarà una festa senza disagi.</p>
<p style="text-align: justify;">L’eleganza è proprio questo: muoversi a proprio agio senza creare imbarazzi intorno a noi.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; fondamentale che i futuri sposi facciano scelte concordate, perché tutto concorra a creare quell’armonia magica di un giorno così speciale.</p>
<p style="text-align: justify;">L’importante è dunque vestirsi e non travestirsi, essere se stessi anche in quel giorno, perché è una festa e non una rappresentazione e – per chi crede – un sacramento per la vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-667 size-full" title="Un matrimonio elegante. Lo sposo | Aida Mele Magazine" src="http://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/wedding-car-2224662_640.jpg" alt="" width="450" height="300" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/wedding-car-2224662_640.jpg 450w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2017/06/wedding-car-2224662_640-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.aidamelemagazine.com/un-matrimonio-elegante-lo-sposo/">Un matrimonio elegante. Lo sposo</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.aidamelemagazine.com">Aida Mele Magazine</a>.</p>
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