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	<title>#attualità &#8211; Aida Mele Magazine</title>
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	<title>#attualità &#8211; Aida Mele Magazine</title>
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		<title>Nando Mericoni e l&#8217;America de&#8217; noantri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2024 22:42:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ci siamo lasciati esattamente un anno fa, mai stata tanto tempo così lontana dal mio blog, ma la vita è altro dalla rete e a volte le priorità e gli impegni ti portano lontano, appunto. Bene, anzi male, un anno dopo rieccoci con Halloween, no, tranquilli, ho già detto la mia e non intendo ritornare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="wp-image-4624 size-medium alignleft" title="Biglietti del cinema" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2024/10/ticket-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />Ci siamo lasciati esattamente un anno fa, mai stata tanto tempo così lontana dal mio blog, ma la vita è altro dalla rete e a volte le priorità e gli impegni ti portano lontano, appunto.</p>
<p>Bene, anzi male, un anno dopo rieccoci con <strong>Halloween</strong>, no, tranquilli, <a href="https://www.aidamelemagazine.com/happy-halloween-anche-no/"><strong>ho già detto la mia</strong></a> e non intendo ritornare sul tema. Ad ognuno le proprie convinzioni, del resto<span id="more-4619"></span> di tempo per farcene una l&#8217;abbiamo avuto tutti, visto che ormai sono anni che martella.</p>
<h2>Whats America?</h2>
<p>Devo però dire che trovo incoerente &#8211; e dunque perfettamente in linea con i tempi &#8211; che cresca l&#8217;avversione per gli Stati Uniti, mentre cresce sempre più l&#8217;affezione per tutto ciò che da lì venga.</p>
<p>Vogliamo parlare di quei nostri connazionali (come definirli&#8230; confusi?) che hanno ormai iniziato a festeggiare il <strong>Thanksgiving</strong>, spesso ignorando cosa stia a simboleggiare storicamente, come se si trattasse di una ricorrenza mondiale?</p>
<p>Vogliamo poi dimenticarci del <strong>Black Friday</strong>? E come tralasciare l&#8217;<strong>Easter Egg Hunt</strong> con l&#8217;immancabile Easter Bunny, ma che al momento non si conoscono (ancora) come tali e si vedono solo in pubblicità e che molti però già associano indissolubilmente alla Pasqua, ricorrenza sempre meno religiosa per i più, stando alle statistiche.</p>
<p>Anche Halloweeen del resto si è intrufolato così, attraverso la pubblicità di dolciumi per bambini.</p>
<h2><img loading="lazy" class="wp-image-4632 size-medium alignleft" title="Nando Mericoni Un americano a Roma" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2024/10/Un_americano_a_Roma_-_maccheroni-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2024/10/Un_americano_a_Roma_-_maccheroni-300x225.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2024/10/Un_americano_a_Roma_-_maccheroni.jpg 768w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />A Nando!</h2>
<p>Oh, l&#8217;America! Sempre più contestata, disprezzata, ma sempre presente. Dalla Coca Cola ai marshmallow, dal burro di arachidi ai pancakes, dagli hot dog alla salsa barbecue, dai muffin ai donuts, dagli hamburger ai nuggets, come dimenticarla?</p>
<p>Niente in contrario, anzi! È così bello viaggiare stando ai fornelli, io per prima amo scoprire la cucina di altri Paesi e sperimentarne alcune ricette facendole mie. In questo blog ne troverete già alcune (<a href="https://www.aidamelemagazine.com/sulla-tavola-delle-feste-prosciutto-al-forno/"><strong>prosciutto al forno</strong></a>, <a href="https://www.aidamelemagazine.com/minestra-di-pollo/"><strong>minestra di pollo</strong></a>, <a href="https://www.aidamelemagazine.com/banana-bread/"><strong>banana bread</strong></a><strong> </strong>e <a href="https://www.aidamelemagazine.com/code-di-gamberi-allorientale/"><strong>code di gamberi in tegame</strong>)</a>.</p>
<p>La verità è che anche chi si professa antiamericano è un po&#8217; <a href="https://www.youtube.com/watch?v=xcHClUs7zyk"><strong>Nando Mericoni</strong></a>, diciamoci la verità! Lo è tutte le volte che festeggia Halloween o, peggio, compra il tacchino per il Thanksgiving o quando infila parole inglesi a sproposito, potendo benissimo usare l&#8217;italiano.</p>
<p>La verità è che può venire in mente di mangiare sushi, ma a nessuno di festeggiare, che so, l&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Hinamatsuri"><strong>Hinamatsuri</strong></a>! Perché? Perché gli USA ci affascinano da sempre attraverso il cinema e ci raccontano delle loro abitudini, suggestive o negative che siano. La pubblicità fa poi il resto, perché il villaggio globale si regge anche sulle multinazionali e così tornaimo al principio, ai dolci per l&#8217;infanzia. Cioccolatini, per l&#8217;esattezza.</p>
<p>Buon Ognissanti a voi tutti.</p>
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		<title>Once Upon a Time&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 May 2023 09:31:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[#attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Once Upon a Time… così iniziano le fiabe. In verità non so se nell’era della spaventevole intelligenza artificiale i bambini abbiano ancora chi legge loro le fiabe, quelle di sempre, con cui noi tutti siamo cresciuti. Forse al più ne conosceranno le riletture di Disney, animate e non, grazie a uno schermo troppo spesso baby [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><img loading="lazy" class="alignleft wp-image-4547 size-full" title="Walt Disney, Once Upon a Time" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2023/05/Walt-Disney-e1683671992447.png" alt="Walt e Biancaneve" width="300" height="364" />Once Upon a Time</em>… così iniziano le fiabe. In verità non so se nell’era della spaventevole intelligenza artificiale i bambini abbiano ancora chi legge loro le fiabe, quelle di sempre, con cui noi tutti siamo cresciuti.</p>
<p>Forse<span id="more-4539"></span> al più ne conosceranno le riletture di Disney, animate e non, grazie a uno schermo troppo spesso baby sitter.</p>
<p>Comunque noi che bambine lo siamo state prima di tanta solitudine infantile, abbiamo sognato con Principi azzurri, Cenerentole e Principesse di sangue blu e soprattutto con il trionfo dell’amore.</p>
<p>Bene, la realtà ha mandato a gambe all’aria tutta questa letteratura zuccherosa, ma ha salvato il finale: qui l’amore è addirittura da libri di storia, dati i protagonisti.</p>
<h2>Once Upon a Time…</h2>
<p><em>Once Upon a Time</em> in un ex impero un Principe, mai stato né bello né simpatico, una Principessa bella e caritativa però finita disgraziatamente nella fiaba sbagliata, e una Dama né giovane né altrettanto avvenente.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignright wp-image-4546 size-full" title="Once Upon a Time Carlo e Camilla" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2023/05/Carlo-e-Camilla-giovani.png" alt="Carlo e Camilla anni Settanta" width="400" height="254" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2023/05/Carlo-e-Camilla-giovani.png 400w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2023/05/Carlo-e-Camilla-giovani-300x191.png 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></p>
<p>Eppure, in barba a tutto e a tutti, il Principe e la Dama, innamorati fin da ragazzi e discendenti da due appassionati amanti (e qui i sostenitori della reincarnazione si possono scatenare), non smisero mai di amarsi.</p>
<p>Ormai maturi – foss&#8217;anche sulla pelle e sui sogni di più di un familiare – riuscirono a far trionfare l&#8217;imperituro amore in una giornata ventosa e con una cerimonia sobria, dati gli standard.</p>
<p>Molti anni dopo il Principe e la Dama, nel frattempo divenuta Duchessa, furono addirittura incoronati Re e Regina.</p>
<p>Ormai anziani, ma eternamente complici, si erano visti scambiare sguardi e brevi sorrisi durante tutta la <a href="https://www.youtube.com/watch?v=WANXXuK6yNE"><strong>solenne cerimonia</strong></a> sospesa fra l’era digitale e il Medioevo e che aveva incollato a uno schermo – di qualsivoglia natura e dimensione – milioni e milioni di comuni mortali.</p>
<p>Il buon caro <strong>Walt</strong> (<strong>Disney</strong>) non avrebbe saputo far di meglio per farci sognare tanto.</p>
<h2>E dunque&#8230;</h2>
<p>Dunque l’amore ha trionfato sulla giovinezza e sull’avvenenza, a ribadire che l’anima gemella è molto più di questo e che l’affinità è il collante che tutto regge.</p>
<p>Idealmente mano nella mano da quel lontano giorno del 1970 fino al trono – <strong>Carlo e Camilla</strong> – a sostenersi come sempre. Anche sotto il &#8220;fuoco amico&#8221; di <strong>Harry e Meghan</strong>, ma questa è un&#8217;altra storia&#8230;</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-4545 size-full" title="La fiaba di Carlo e Camilla" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2023/05/Carlo-e-Camilla-oggi.png" alt="Carlo e Camilla oggi" width="350" height="270" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2023/05/Carlo-e-Camilla-oggi.png 350w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2023/05/Carlo-e-Camilla-oggi-300x231.png 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></p>
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		<title>The London Bridge Is Down</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2022 12:56:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo & Quello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Titolo in codice: The London Bridge Is Down. Così a Londra si è aperta la successione al trono inglese. La Regina è morta, viva il Re! Elisabetta II ci ha lasciati. Con la stessa riservatezza con cui ha vissuto. Il mondo non parla d&#8217;altro, ma cosa resterà di questa donna, icona già in vita? Certo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="wp-image-4523 size-full alignleft" title="The London Bridge Is Down" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Elisabetta-II.png" alt="Elisabetta II" width="350" height="248" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Elisabetta-II.png 350w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Elisabetta-II-300x213.png 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" />Titolo in codice: The London Bridge Is Down. Così a Londra si è aperta la successione al trono inglese.</p>
<p>La Regina è morta, viva il Re! Elisabetta II ci ha lasciati. Con la stessa riservatezza con cui ha vissuto.</p>
<h3>Il mondo non parla d&#8217;altro, ma cosa resterà di questa donna, icona già in vita?</h3>
<p>Certo non le tante chiacchiere che oggi affollano i <em>talkshow</em>, molte delle quali apertamente di fantasia o personalissime deduzioni, perché poi i veri conoscitori sono meno delle dita di una mano, ma i commentatori si contano a decine, la maggiornaza dei quali non si sa bene a che titolo.</p>
<p>The London Bridge Is Down non potrebbe essere più opportuno come titolo del protocollo, che ieri si è aperto, perché davvero con la sua morte il Ponte di Londra, simbolo stesso d&#8217;Inghilterra, è venuto giù. Londra e dunque il Regno Unito hanno cambiato <em>skyline</em>, niente sarà più come prima.</p>
<p>Se apparentemente potremmo dire che Elisabetta lasci un regno dei record, <a href="https://www.aidamelemagazine.com/giubileo-di-platino-god-save-the-queen/"><strong>lunghissimo</strong></a>, una popolarità planetaria fatta ormai di familiarità come sempre accade quando gli anni e le generazioni si sommano, un guardaroba con più <em>nuances</em> di una mazzetta Pantone, in realtà la sua eredità è ben altra.</p>
<p>Politica innanzitutto, perché come Capo di Stato è fra i grandi della Storia per il suo acume, la sua prudenza e le grandissime doti diplomatiche.</p>
<p>C&#8217;è però ben altro, che resta a chi vorrà farne tesoro. Elisabetta II è stata una vera Regina, ha indicato per una vita intera cosa sia il servizio e l&#8217;abnegazione a un ruolo, ne ha compreso in pieno il peso del sacrificio della propria vita privata e la responsabilità di essere un modello morale.</p>
<p>Del suo servizio ha fatto la ragione di questo lunghissimo regno conclusosi con un ultimo dovere: investire il suo quindicesimo Capo di Governo in un momento delicato per la politica inglese.</p>
<h3>Il peso di una corona</h3>
<p>Ha fatto tutto oltre le proprie forze a giudicare dalle ultime immagini, per poi congedarsi a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Balmoral"><strong>Balmoral</strong></a>, nel luogo dove il suo Filippo l&#8217;aveva chiesta in moglie, dove tanto tempo avevano trascorso insieme lontani dalla vita pubblica e dove le sarà sembrato più facile riabbracciarlo.</p>
<p>Da quando era morto il suo Filippo, non era stata più lei. Al funerale era improvvisamente apparsa curva. Quel dolore dev&#8217;essere stato troppo, in fondo era arrivata fin lì proprio perché a sostenerla c&#8217;era stato sempre suo marito, che lei, dopo settantatrè anni di matrimonio, ancora guardava con gli stessi occhi innamorati: basta sfogliare le foto per vederlo.</p>
<p>Non dev&#8217;essere stato facile sedere sul quel trono, in alto ci si può sentire molto soli e il peso delle responsabilità può essere davvero gravoso. Soprattutto in gioventù, quando l&#8217;esperienza è poca e la credibilità è tutta da costruire.</p>
<p>Di scelte difficili e dolorose credo ne abbia dovute prendere più d&#8217;una. Mi viene in mente anche solo il rifiuto opposto all&#8217;amata sorella Margaret, quando questa si innamorò di Peter Townsend.</p>
<p>Erano altri tempi e la sorella della Regina, capo della Chiesa anglicana, non poteva certo sposare un divorziato. Quanto le sarà pesato sulla coscienza quella vita infelice e disordinata di Margaret, che dopo quell&#8217;amore mancato non seppe più ritrovare la strada?</p>
<p>Elisabetta sì fu stabile e certa come il London Bridge, ma fu anche dignitosa e sobria nonostante alcuni abiti di gusto eccessivamente anglossassone. Fu sobria nella vita, sempre dieci passi indietro ai clamori e le sguaiatezze, sempre gentilissima. Una vera Regina.</p>
<h3>Cosa si è portata via?</h3>
<p>Proprio questo: il concetto stesso di Sovrana, perché non basta una corona, ci vuole un&#8217;educazione eccelsa, che non prescinda mai dai modi e dunque dal rispetto di chi si ha di fronte.</p>
<p>Tutti dicono che si chiude un&#8217;epoca, certo se le regine sono come Letizia di Spagna, sgarbatissima, superba, inopportuna come poche, vanitosa fino alla dismorfofobia o se entrano nelle famiglie reali donne come <a href="https://www.aidamelemagazine.com/non-ci-sono-piu-le-cenerentole-di-una-volta/"><strong>Meghan Markel</strong></a>, arrogante e villana fino a un&#8217;accusa di mobbing dal proprio personale, capace di trascinare il marito al lavatoio dei panni sporchi di Oprah Winfrey, in cui sono volati stracci e palle di fango mentre Filippo di Edimburgo era in fin di vita.</p>
<p>Si chiude di certo un&#8217;epoca se le case regnanti si trasformano in girandole di figli dentro e fuori del matrimonio, in una ridda di relazioni come nel Principato meno reale del pianeta o se un discendente di un&#8217;ex casa regnante pubblicizza sottaceti, partecipa a reality e vende pasta in un <em>food truck</em>.</p>
<p>Oggi il senso di una monarchia sta nella capacità di essere una guida in un Paese sostanzialmente democratico, un punto di riferimento morale per un popolo affinché non dimentichi il senso della dignità delle istituzioni, come è avvenuto purtroppo in Italia.</p>
<p>Le monarchie sono anacronistiche, possono sopravvivere solo se sono un faro di decoro, un ammonimento sull&#8217;importanza della forma come espressione di una reale sostanza. Il ricordo che il buongusto può giovare alle relazioni interpersonali e istituzionali, perché si basa sul senso di misura.</p>
<h3>Cosa dunque rimpiangeremo di questa regina, che ha avuto il tempo e le doti per guadagnarsi tanto rispetto e affetto?</h3>
<p>Personalmente direi la grande dignità, la fedeltà a un impegno preso, a una tradizione che dev&#8217;essere stata conforto e legaccio allo stesso tempo, ma ne ricorderemo di certo anche l&#8217;ironia, anch&#8217;essa espressione di intelligenza.</p>
<p>Autorevolissima senza mai alzare la voce o agitare un braccio, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=2nOMZ1dnPaM"><strong>Regina</strong></a> sempre senza bisogno di ricordarlo a chi aveva di fronte.</p>
<p>Sotto quella pesante corona però una donna fedele al progetto &#8211; mancato &#8211; di una famiglia unita, al suo Filippo, all&#8217;amore per il proprio Paese. Dunque anche un modello di vita, al di là dei palazzi, delle carrozze e dei gioielli favolosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>La vita ai tempi del Covid-19</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2020 07:33:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[#attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo ufficialmente in pandemia per il Covid-19, chiusi in casa e con un&#8217;autocertificazione a portata di mano per poter mettere piede fuori, in città dove solo ciò che è indispensabile per un vivere civile resta aperto o funzionante. Non mi lamento, è necessario. Il pensiero è sempre a chi è in rianimazione e al personale [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="wp-image-3459 size-full alignleft" title="La vita ai tempi del Covid-19 | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/03/Covid19.jpg" alt="La vita ai tempi del Covid-19 | Aida Mele Magazine" width="350" height="238" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/03/Covid19.jpg 350w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/03/Covid19-300x204.jpg 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" />Siamo ufficialmente in pandemia per il Covid-19, chiusi in casa e con un&#8217;autocertificazione a portata di mano per poter mettere piede fuori, in città dove solo ciò che è indispensabile per un vivere civile resta aperto o funzionante. Non mi lamento, è necessario.</p>
<p style="text-align: justify;">Il pensiero è<span id="more-3452"></span> sempre a chi è in rianimazione e al personale di ogni livello, che sopporta negli ospedali il vero peso di questo flagello invisibile dagli effetti però visibilissimi. E ognuno di noi deve fare la propria parte. Responsabilmente, osservando alla lettera ciò che ci viene detto.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisognerà quindi industriarsi affinché il tempo di questi lunghi giorni non si dilati oltre il fisiologico, anzi trascorra solerte il più possibile e soprattutto proficuo.</p>
<p style="text-align: justify;">In un&#8217;epoca in cui tutti, chi più chi meno, ci lamentiamo della mancanza di tempo, ecco che ora ne abbiamo molto a disposizione e in tanti forse non sapranno che farne, abituati come siamo all&#8217;iperattività, a volte addirittura fine a se stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo che sia questo il momento per prendere in considerazione una serie di possibilità:</p>
<ul style="text-align: justify;">
<li>leggere i libri comprati e lasciati su uno scaffale per momenti di calma mai goduti</li>
<li>scoprire cosa la rete può offrire come svago costruttivo: film in streaming, visite virtuali a mostre e musei, racconti, blog curiosi, reportage su possibili mete per nostri viaggi futuri, ecc.</li>
<li>ascoltare musica</li>
<li>provare ricette nuove</li>
<li>giocare liberi da orari coi propri bambini, riscoprendo il gusto dei giochi in scatola o di vecchi giochi da tavolo, delle fiabe e delle favole raccontate, della lettura insieme, del canto in famiglia, perché è indispensabile alleggerire questo clima per i piccoli, che come spugne assorbono gli umori e le ansie che li circondano</li>
<li>trovare il tempo di conoscersi reciprocamente: sembra incredibile, ma oggi può accadere che i figli e i genitori si conoscano poco, perché parlano poco, non hanno il tempo di raccontarsi. Spesso i figli, anche grandi, non conoscono <strong>la propria storia familiare ovvero tutti quegli avvenimenti che danno consistenza alle proprie radici</strong>. I legami familiari passano anche dalla condivisione. Oggi <strong>si consuma il tempo insieme, ma non si impiega insieme</strong>. Si dice tanto che i giovani e giovanissimi non abbiano più il senso della famiglia, ma come dargli torto se la famiglia è spesso ridotta dalle circostanze a un luogo di ritrovo e non a un luogo di condivisione?</li>
<li>concedersi del tempo per la propria persona senza assillo</li>
<li>dedicarsi ai piccoli hobby sempre accantonati o scoprirne di nuovi</li>
<li>passare del tempo in coppia. Come più vi pare, se in salotto o in camera è affar vostro. Io sono convinta però che a epidemia conclusa qualche bimbo in più nascerà e questo è bene, vuol dire speranza, futuro, gioia verso la vita</li>
<li>per i giovani riscoprire i nonni, che sono un mondo di esperienza, di amore e di memoria</li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Niente se ne va prima di averci insegnato ciò che dobbiamo imparare</strong></em>, ebbene la lezione sarà dura, cerchiamo dunque di fare in modo che non sia vana.</p>
<p style="text-align: justify;">Banalmente siamo tutti di passaggio e nessuno basta a sé stesso: mai come in questi giorni è chiaro.</p>
<p style="text-align: justify;">Stare isolati ci sta facendo rivalutare l&#8217;importanza di una chiacchierata davanti a un caffè, il calore di un abbraccio, la libertà di movimento, la fortuna di una sanità pubblica e di qualità, sebbene fortemente provata da tagli scellerati per ragioni che niente hanno avuto a che fare col vero benessere del Paese.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sta facendo riscoprire il bisogno di professare anche pubblicamente la nostra fede, la spensieratezza di un ritrovo fra amici, l&#8217;importanza della fruizione dell&#8217;arte in tutte le sue forme e tante altre cose, che di certo ora mi sfuggono.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando tutto è scontato non siamo in grado di apprezzarlo fino in fondo e occasioni così difficili e inimmaginabili ci danno l&#8217;opportunità di riflessioni profonde.</p>
<p style="text-align: justify;">Una società ha una scala anagrafica i cui estremi sono le principali preoccupazioni quando è umana e civile. Se l&#8217;infanzia va tutelata più che dall&#8217;aggressione del virus &#8211; che pare non preferirla &#8211; dagli effetti emotivi, l&#8217;estremo più vulnerabile in questa pandemia sono gli anziani.</p>
<p style="text-align: justify;">Se occuparci dei nostri genitori e nonni ci sembrerà (spero!) ovvio, non dimenticare quelli che sono soli dovrà essere un richiamo alla nostra coscienza. Se ne conosciamo, offriamo loro la nostra disponibilità secondo le prescritte cautele e soprattutto alziamo il telefono per far sentire che qualcuno li pensa. Restare in casa per loro sarà più difficile che per gli altri.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ogni difficoltà è anche un&#8217;opportunità</strong>: per metterci alla prova come individui, come parti di un tutto e di fronte a noi stessi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ciò che non si coglie è perduto, anche in tempi così difficili</strong>, che non promettono di essere brevi, perché la paura che le ripercussioni economiche abbiano una coda ben più lunga della pandemia è reale, ma quando il pericolo è condiviso appare meno minaccioso.</p>
<p style="text-align: justify;">Bisogna essere certi che passerà, perché nulla dura &#8211; né il bello né il brutto &#8211; e che dopo una crisi inevitabilmente arrivi la ripresa. I tempi &#8211; come voi &#8211; non li conosco, ma quando accadrà voglio credere che ci troverà migliori.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=xDQ2qckM-8s"><strong>Oggi chiudo così.</strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Non ci sono più le Cenerenetole di una volta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2020 07:14:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo & Quello]]></category>
		<category><![CDATA[#attualità]]></category>
		<category><![CDATA[#royal]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Decisamente non ci sono più le Cenerentole di una volta! Ne sa qualcosa il buon Felipe VI di Spagna, ma questa è un&#8217;altra storia&#8230; &#8220;Tornado Meghan&#8221; (Markle) le ha spazzate via come le tate dell&#8217;annuncio in Mary Poppins. Con la sua (s)pettinatura così poco royal e un guardaroba da capogiro ha mandato a gambe all&#8217;aria [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="wp-image-3236 size-full alignleft" title="Non ci sono più le Cenerentole di una volta | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/01/cinderella-4496559_640.jpg" alt="Non ci sono più le Cenerentole di una volta | Aida Mele Magazine" width="350" height="224" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/01/cinderella-4496559_640.jpg 350w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2020/01/cinderella-4496559_640-300x192.jpg 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" />Decisamente non ci sono più le Cenerentole di una volta! Ne sa qualcosa il buon Felipe VI di Spagna, ma questa è un&#8217;altra storia&#8230;</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Tornado Meghan&#8221; (Markle) le ha <a href="https://www.youtube.com/watch?v=5BHoDW9f7vY"><strong>spazzate via come le tate dell&#8217;annuncio</strong></a> in<strong> <em>Mary Poppins</em></strong>. Con la sua (s)pettinatura così poco royal e un<span id="more-3227"></span> guardaroba da capogiro ha mandato a gambe all&#8217;aria un classico fra le favole del pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Fanciulla giovane &amp; bella viene impalmata da Principe giovane &amp; bello e vissero tutti felici e contenti nel castello di famiglia.&#8221; Ops! Volevo dire, nel villozzo canadese. O giù di lì.</p>
<p style="text-align: justify;">Del resto vi immaginate la bella Americana perdere una sua Jimmy Choo o Manolo Blahnik lungo qualche austera scalinata dei Windsor?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Megxit</strong> ha travolto trono e <strong>The Firm</strong> (come chiamano in gergo la famiglia reale) e ha svelato chi fa carte in famiglia.</p>
<p style="text-align: justify;">Che ne verrà fuori solo Dio lo sa e il mondo al momento ha grattacapi ben maggiori, ma tant&#8217;è. Sono tempi difficili questi, in cui nemmeno le favole vanno come sono sempre andate.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong><a href="https://www.instagram.com/sussexroyal/">Duchi di Sussex</a></strong> vogliono rendersi <em>economicamente indipendenti</em>? Be&#8217;, di certo si saranno fatti quattro conti e avranno fatto un <em>planning</em> dopo un <em>breefing</em> col proprio <em>staff</em> e aggiornati i rispettivi <em>organizer</em> o &#8211; come diceva un tizio fuori dal mondo &#8211; &#8220;organizizer&#8221; (?!). Cielo, mi sono fatta prendere la mano!</p>
<p style="text-align: justify;">Ok, lo confesso, non ho mai avuto un debole per la neo Duchessa, ma le ho sempre riconosciuto un QI piuttosto alto e un carattere di ferro. Un po&#8217; troppo di ferro per un ragazzo fragile come Harry.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente non la conosco e parlo per impressioni, ma di certo non dev&#8217;essere una mammoletta se ha rotto l&#8217;incantesimo d&#8217;amore &amp; armonia fra i tre, William, Harry e Kate, che prima si adoravano e vivevano all&#8217;unisono e dal suo arrivo non più.</p>
<p style="text-align: justify;">Magari mi sbaglio ed è invece una donna coi controfiocchi oppure proprio sì, effettivamente non è Cenerentola, ma una delle sorellastre.</p>
<p style="text-align: justify;">I <a href="https://www.instagram.com/kensingtonroyal/">Duchi di Cambridge</a>, dal canto loro, hanno altri impicci a cui far fronte: maretta nell&#8217;idillio, presunte corna, crepe nel quadro di perfetta felicità&#8230; Mah!</p>
<p style="text-align: justify;">Forse non è più tempo di favole o magari i Sussex sono gli unici che hanno deciso di non piegarsi a un istituto anacronistico di cartapesta, che nasconde scandali e bassezze &#8211; che i giornali inglesi per primi sbattono in prima pagina &#8211; e che i contribuenti del Regno Unito foraggiano a piene mani.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse sono le uniche persone&#8230; reali, che vogliono <em>vivere e non sopravvivere</em>, a cui tutto l&#8217;apparato sta stretto e che rinunciano a uno status altisonante qual è quello di <em>royal senior</em> per vivere liberi e godere davvero di ciò che hanno.</p>
<p style="text-align: justify;">Forse, in questa favola moderna, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=sAgZKXyREYY"><strong>il finale non è</strong></a> quello di <em><strong>Cenerentola</strong></em> ma di <em><strong>Pretty Woman</strong></em> (e non per la trama, ovviamente!!!): ricordate? <a href="https://www.youtube.com/watch?v=NXkPXL_iOYE"><strong>Cosa succede quando il cavaliere valoroso salva la fanciulla? <em>Che lei salva lui!</em></strong></a></p>
<p style="text-align: justify;">Auguri, Henry e Meghan, che possiate essere felici. E buoni l&#8217;una con l&#8217;altro.</p>
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		<title>Ci ha lasciati Alessandra Appiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2018 12:43:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo & Quello]]></category>
		<category><![CDATA[#attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci ha lasciati Alessandra Appiano. Letteralmente: ha deciso di andar via. Da quando, due giorni fa è giunta la notizia il web n&#8217;è stato travolto. Sorpresa, come tutti, come molti ho creduto sulle prime che fosse una bufala: com&#8217;era possibile che una donna bella e di successo potesse essere morta &#8220;per un&#8217;azione volontaria&#8221;, come subito [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="wp-image-1451 size-medium alignright" title="Ci ha lasciati Alessandra Appiano | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/06/1425556_222594361243540_1443956275_n-300x169.jpg" alt="Ci ha lasciati Alessandra Appiano" width="300" height="169" />Ci ha lasciati <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandra_Appiano">Alessandra Appiano</a>. Letteralmente: ha deciso di andar via. Da quando, due giorni fa è giunta la notizia il web n&#8217;è stato travolto.</p>
<p style="text-align: justify;">Sorpresa, come tutti, come molti ho creduto sulle prime che fosse una bufala: com&#8217;era possibile che <a href="https://www.facebook.com/Alessandra-Appiano-165392680297042/">una donna bella e di successo</a> potesse essere morta &#8220;per un&#8217;azione volontaria&#8221;, come subito si è scritto?</p>
<p style="text-align: justify;">Arrivata la notizia<span id="more-1449"></span>, <strong>certa informazione è andata subito a caccia del perché, del come e del recondido, razzolando fra i se e i probabilmente come animali randagi fra i rifiuti</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Questa nostra certa informazione, che tratta l&#8217;umana sorte come miele versato per le mosche, mi fa paura, perché è <strong>dimentica della propria deontologia e dell&#8217;umana pietà</strong>, perché non fa che enfatizzare ogni proprio gesto fino al grottesco, spingendosi a volte fino al becero.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tutto per un like, tutto per l&#8217;audience, tutto per un&#8217;ospitata</strong>, ma di tutto questo cinismo che ne faremo? <strong>I media come cattivi maestri di una società sempre più anaffettiva</strong> è un concetto che posso solo riprendere e avallare, ma che altri prima di me hanno ben reso e profetizzato, in tempi in cui molti di questi figuri non si erano ancora venduti l&#8217;anima.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il potere del web ha creato paladini più feroci di apparenti rei</strong> &#8211; è cronaca di questi giorni su cui non voglio soffermarmi &#8211; e mi chiedo questo fino a che punto arriverà.</p>
<p style="text-align: justify;">Sulla Appiano io non ho da dire nulla che riguardi la carriera, perché tutto avrete già letto, ma voglio fare qualche riflessione come donna e, più in generale, essere umano.</p>
<p style="text-align: justify;">Perché sbattere in faccia a tutti illazioni, perché frugare fra circostanze &#8211; mai fin in fondo verificabili &#8211; e aspetti personalissimi di una vita così troncata?</p>
<p style="text-align: justify;">Il dolore, il buio, la solitudine (perché alla fine di questa si tratta, intesa non necessariamente come assenza di affetti) di una pesona, che li ha evidentemente taciuti con estrema dignità e riservatezza, devono essere trascinati in pubblico in nome di <strong>un diritto di cronaca che ha perso ogni rigore</strong>?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un passo indietro di fronte ad una donna che nel silenzio ha scelto la disperazione invece della speranza è un atto di pietà umana, di rispetto fraterno, un dono che dei colleghi fanno ad una collega.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se tanto ci ha sorpresi l&#8217;epilogo è perché nulla Alessandra Appiano ha lasciato intendere, perché ha vissuto con riserbo un travaglio personalissimo e profondo, quanto può esserlo l&#8217;abisso della depressione.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò io lo guardo con grandissimo rispetto, <strong>in un momento in cui tutto è pubblico, in cui si è perso il significato stesso della parola pudore, in cui niente pare esistere se non sciorinato in pubblico sotto il vessillo della &#8220;verita&#8221;</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Quante volte abbiamo ormai sentito definire un personaggio, più o meno noto, come &#8220;una persona vera&#8221;, solo perché esternava qualunque emozione, anche bassa, e raccontava qualunque esperienza, anche la più intima?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Alessandra Appiano ha lasciato una grande testimonianza di riservatezza e dignità, pur nel suo gesto tragico.</strong> Dicono che fosse una signora e io l&#8217;ho sempre supposto dai suoi modi, sempre misurati, e dal tono di voce pacato.</p>
<p style="text-align: justify;">Bene, lo è stata fino all&#8217;estremo gesto, poi chi fosse realmente non è dato sapere se non a chi l&#8217;ha avuta davvero vicina e a chi l&#8217;ha frequentata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In un momento il cui nel nostro Paese tutto tende al clamore, all&#8217;eccesso e alla volgarità, credo che sia un giusto omaggio a questa donna un pensiero di rispetto e qualche parola di meno.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Alessandra, che tu possa trovar pace e &#8211; come credente &#8211; che il Signore colmi nel Suo abbraccio il vuoto che ti ha strappata alla vita.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Le foto qui presenti sono state da me prese dalla pagina FaceBook della Signora Appiano. Resto a disposizione per coloro che ne detenessero i diritti.</em></p>
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		<title>Adieu, Monsieur de Givenchy!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2018 00:34:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Moda & Modi]]></category>
		<category><![CDATA[#attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se non conoscete il grande Hubert de Givenchy, di cui solo poche ore fa apprendiamo la scomparsa avvenuta il 10 marzo scorso, avrete però di certo visto la più celebre sequenza di Colazione da Tiffany e quindi vi sarete  comunque imbattuti in una delle sue più famose creazioni: il mitico abito nero. Fu proprio Audrey [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" class="alignright wp-image-1288 size-medium" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/03/audrey-hepburn-154881_640-204x300.jpg" alt="Adieu, Monsieur de Givenchy" width="204" height="300" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/03/audrey-hepburn-154881_640-204x300.jpg 204w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/03/audrey-hepburn-154881_640.jpg 300w" sizes="(max-width: 204px) 100vw, 204px" />Se non conoscete il grande Hubert de Givenchy, di cui solo poche ore fa apprendiamo la scomparsa avvenuta il 10 marzo scorso, avrete però di certo visto la più celebre sequenza di <strong>Colazione da Tiffany</strong> e quindi vi sarete  comunque imbattuti in una delle sue più famose creazioni: il mitico abito nero.</p>
<p style="text-align: justify;">Fu proprio Audrey<span id="more-1281"></span> Hepburn che portò Givenchy a Hollywood: lo incontrò perché le disegnasse alcuni abiti per il film <strong>Sabrina</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Aveva appena debuttato e vinto l&#8217;Oscar con <strong>Vacanze romane</strong> e aveva avuto l&#8217;incarico di acquistare degli abiti a Parigi appunto per il film, perché la storia che vi si sarebbe raccontata &#8211; del brutto anatroccolo che diventava cigno &#8211; passava anche dalle sartorie francesi.</p>
<p style="text-align: justify;">Superato l&#8217;equivoco ormai noto per cui Hubert, al nome della Hepburn, credette di incontrare Katharine e non la giovanissima Audrey, il celebre sarto accettò di disegnare quegli abiti, grazie ai quali la storica costumista americana <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Edith_Head">Edith Head</a>&#8230; vinse l&#8217;Oscar per i costumi.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio così! Il fatto è che Givenchy non figurò fra gli accreditati, avendo la Hepburn acquistato gli abiti dietro alcune indicazioni della Head e avendo questa apportato alcune modifiche ai modelli.</p>
<p style="text-align: justify;">Cose che succedevano nella Hollywood delle grandi majors, oggi impensabili.</p>
<p style="text-align: justify;">Hubert si rifece disegnando &#8211;  e firmando &#8211;  i costumi di molti altri film di Audrey, oltre a gran parte del suo guardaroba personale, e creando abiti per altre dive e donne famose fino al 1995, anno in cui presentò la sua ultima collezione.</p>
<p style="text-align: justify;">In verità già nel 1988 aveva venduto al gruppo di lusso LVMH la propria <em>maison</em>, fondata nel 1952. A succedergli fu John Galliano.</p>
<p style="text-align: justify;">Con la Hepburn mantenne una fraterna amicizia fino alla <a href="https://www.aidamelemagazine.com/25-anni-senza-audrey-hepburn-regina-di-grazia-e-di-stile/">morte di lei</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il conte de Givenchy ci ha lasciati all&#8217;età di 91, con lui scompare ciò che restava della grande eleganza francese, della storica scuola di Dior, che &#8211; per dirla con le sue stesse parole &#8211; aveva come suo fine &#8220;rendere più bella e più elegante la donna&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi le passerelle, salvo che per alcuni marchi di provata sartoria, sono delle grosse e rutilanti campagne di marketing, che con l&#8217;eleganza hanno molto poco a che fare.</p>
<p style="text-align: justify;">Givenchy fu anche un marchio di profumi celebri e storici, oggi molto ricercati dai collezionisti di fragranze e confezioni vintage o di edizioni rare o fragranze fuori commercio.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel 1957 costituì la <em>Parfums Givenchy</em> e in questo stesso anno presentò prima <em><strong>Le de</strong></em> e poi <em><strong>L&#8217;Interdit</strong></em>: profumo creato per Audrey, che gli proibì (<em>l</em><em>&#8216;interdit</em>, appunto) di dargli il suo nome.</p>
<p style="text-align: justify;">Del 1959 sono invece le due fragranze maschili: <em><strong>Eau de Vetiver</strong></em> e <em><strong>Monsieur de Givenchy</strong></em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante il tempo in cui Hubert fu a capo della <em>maison</em> i profumi lanciati furono 14, mentre la nuova direzione fu salutata da <em><strong>Organza</strong></em> del 1996, che fu il primo di una lunghissima serie di profumi nuovi o di varianti.</p>
<p style="text-align: justify;">Oggi nessuno di questi &#8211; ahimè &#8211; ha più l&#8217;<em>allure</em> dei quei primi.<img loading="lazy" class="wp-image-1287 size-medium aligncenter" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/03/375x500.4695-225x300.jpg" alt="Adieu, Monsieur de Givenchy" width="225" height="300" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/03/375x500.4695-225x300.jpg 225w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2018/03/375x500.4695.jpg 300w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
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