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	<title>Questo &amp; Quello &#8211; Aida Mele Magazine</title>
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	<title>Questo &amp; Quello &#8211; Aida Mele Magazine</title>
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		<title>L&#8217;anno che verrà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2025 07:37:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo & Quello]]></category>
		<category><![CDATA[#2025]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;anno che verrà&#8230; è già arrivato e da qualche giorno, ma oggi è il vero principio dell&#8217;anno lavorativo. Per moltissimi. Abbiamo tutti attraversato il passaggio da un anno all&#8217;altro, ognuno come ha potuto, saputo e voluto, ma poi questo capodanno cos&#8217;è se non lo scatto nella casella delle unità di quel certo contatore che registra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="alignleft wp-image-4639 size-full" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2025/01/new-year-9300974_640-e1736234282806.jpg" alt="L'anno che verrà" width="400" height="225" /> L&#8217;anno che verrà&#8230; è già arrivato e da qualche giorno, ma oggi è il vero principio dell&#8217;anno lavorativo. Per moltissimi.</p>
<p>Abbiamo tutti<span id="more-4635"></span> attraversato il passaggio da un anno all&#8217;altro, ognuno come ha potuto, saputo e voluto, ma poi questo capodanno cos&#8217;è se non lo scatto nella casella delle unità di quel certo contatore che registra il tempo della nostra vita, alla fin fine. Immagine un tantinello retorica, ma tant&#8217;è.</p>
<h2>Non è vero, ma ci credo</h2>
<p>I riti scaramantici e propiziatori non saranno mancati e in molti saranno corsi a leggere gli oroscopi, perché ognuno di noi si affaccia all&#8217;anno nuovo con una sorta di vertigine, perché sporgiamo tutti sull&#8217;ignoto e l&#8217;ignoto non ha mai un aspetto confortante.</p>
<p>Dunque in tanti saranno andati a controllare se Saturno è contro, se Giove è favorevole, se Marte non si mette di traverso e compagnia cantante, confidando che nel 2025 i propri pianeti trovino la giusta quadra da metterci al sicuro da guai e infelicità.</p>
<p>Non ho nulla contro gli astrologi, ma personalmente preferisco loro la Provvidenza. In quanto al resto posso giocarci, ma non riesco a prenderlo sul serio: bastassero un grappolo d&#8217;uva, un piatto di lenticchie o uno slip rosso, saremmo tutti al sicuro e così non è.</p>
<p>Come dico sempre, <a href="https://www.aidamelemagazine.com/nella-vita-ci-vuole-talento/"><strong>la vita</strong></a> non è esattamente una passeggiata di salute e ci vuole qualcosa di più consistente di qualche rito apotropaico. L&#8217;anno che verrà comunque è un mistero, chissà come ci troverà il prossimo 31 dicembre&#8230; Lo sa solo il buon Dio e nessun astrologo per quanto grande sia la sua conoscenza dei pianeti.</p>
<h2>Bisacce in spalla</h2>
<p>La qualcosa può dare una certa ansia, ma poi alla fine è la sintesi della nostra posizione di fronte alla vita in generale. Si cammina per questo mondo con ciò che si ha, senza conoscere né il cammino né la meta. Personalmente direi meglio se nel bagaglio si ha la fede, perché la vedo duretta a contare solo su se stessi, limitati e fragili come siamo, ma è una mia modesta visione del tutto.</p>
<p>I timori e le speranze li portiamo nella bisaccia più grossa. Nell&#8217;altra ci infiliamo i sogni, ma con gli anni questa si fa più leggera, non solo perché strada facendo qualcuno riusciamo a realizzando, ma anche o soprattutto perché di sogni ne lasciamo più d&#8217;uno lungo il cammino. Lasciare andare ciò che non era per noi è un&#8217;arte difficile da coltivare, lo so, ma con un po&#8217; di grazia e fiducia nel futuro si può esercitare.</p>
<h2>2024, ciaone!</h2>
<p>Non so come sia stato il vostro 2024, il mio piuttosto&#8230; bisestile, direi. Pesantuccio anzichè no. Gradirei un 2025 decisamente meno impegnativo! Quanto lo sia stato lo dimostra il vuoto di un anno su questo blog: da Halloween ad Halloween.</p>
<p>Il blog è il mio angolino del tempo extra, ergo nel 2024 non ne ho avuto affatto! Pazienza. Vedremo se l&#8217;anno che verrà sarà più generoso.</p>
<p>Intanto a voi lettori, iscritti, saltuari o occasionali che siate, auguro un anno davvero buono e al mondo che raddrizzi il tiro.</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-4641 size-full" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2025/01/ai-generated-9105801_640-e1736234397210.jpg" alt="Buon 2025" width="350" height="350" /></p>
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		<title>Nando Mericoni e l&#8217;America de&#8217; noantri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2024 22:42:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo & Quello]]></category>
		<category><![CDATA[#albertosordi]]></category>
		<category><![CDATA[#attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci siamo lasciati esattamente un anno fa, mai stata tanto tempo così lontana dal mio blog, ma la vita è altro dalla rete e a volte le priorità e gli impegni ti portano lontano, appunto. Bene, anzi male, un anno dopo rieccoci con Halloween, no, tranquilli, ho già detto la mia e non intendo ritornare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="wp-image-4624 size-medium alignleft" title="Biglietti del cinema" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2024/10/ticket-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" />Ci siamo lasciati esattamente un anno fa, mai stata tanto tempo così lontana dal mio blog, ma la vita è altro dalla rete e a volte le priorità e gli impegni ti portano lontano, appunto.</p>
<p>Bene, anzi male, un anno dopo rieccoci con <strong>Halloween</strong>, no, tranquilli, <a href="https://www.aidamelemagazine.com/happy-halloween-anche-no/"><strong>ho già detto la mia</strong></a> e non intendo ritornare sul tema. Ad ognuno le proprie convinzioni, del resto<span id="more-4619"></span> di tempo per farcene una l&#8217;abbiamo avuto tutti, visto che ormai sono anni che martella.</p>
<h2>Whats America?</h2>
<p>Devo però dire che trovo incoerente &#8211; e dunque perfettamente in linea con i tempi &#8211; che cresca l&#8217;avversione per gli Stati Uniti, mentre cresce sempre più l&#8217;affezione per tutto ciò che da lì venga.</p>
<p>Vogliamo parlare di quei nostri connazionali (come definirli&#8230; confusi?) che hanno ormai iniziato a festeggiare il <strong>Thanksgiving</strong>, spesso ignorando cosa stia a simboleggiare storicamente, come se si trattasse di una ricorrenza mondiale?</p>
<p>Vogliamo poi dimenticarci del <strong>Black Friday</strong>? E come tralasciare l&#8217;<strong>Easter Egg Hunt</strong> con l&#8217;immancabile Easter Bunny, ma che al momento non si conoscono (ancora) come tali e si vedono solo in pubblicità e che molti però già associano indissolubilmente alla Pasqua, ricorrenza sempre meno religiosa per i più, stando alle statistiche.</p>
<p>Anche Halloweeen del resto si è intrufolato così, attraverso la pubblicità di dolciumi per bambini.</p>
<h2><img loading="lazy" class="wp-image-4632 size-medium alignleft" title="Nando Mericoni Un americano a Roma" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2024/10/Un_americano_a_Roma_-_maccheroni-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2024/10/Un_americano_a_Roma_-_maccheroni-300x225.jpg 300w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2024/10/Un_americano_a_Roma_-_maccheroni.jpg 768w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />A Nando!</h2>
<p>Oh, l&#8217;America! Sempre più contestata, disprezzata, ma sempre presente. Dalla Coca Cola ai marshmallow, dal burro di arachidi ai pancakes, dagli hot dog alla salsa barbecue, dai muffin ai donuts, dagli hamburger ai nuggets, come dimenticarla?</p>
<p>Niente in contrario, anzi! È così bello viaggiare stando ai fornelli, io per prima amo scoprire la cucina di altri Paesi e sperimentarne alcune ricette facendole mie. In questo blog ne troverete già alcune (<a href="https://www.aidamelemagazine.com/sulla-tavola-delle-feste-prosciutto-al-forno/"><strong>prosciutto al forno</strong></a>, <a href="https://www.aidamelemagazine.com/minestra-di-pollo/"><strong>minestra di pollo</strong></a>, <a href="https://www.aidamelemagazine.com/banana-bread/"><strong>banana bread</strong></a><strong> </strong>e <a href="https://www.aidamelemagazine.com/code-di-gamberi-allorientale/"><strong>code di gamberi in tegame</strong>)</a>.</p>
<p>La verità è che anche chi si professa antiamericano è un po&#8217; <a href="https://www.youtube.com/watch?v=xcHClUs7zyk"><strong>Nando Mericoni</strong></a>, diciamoci la verità! Lo è tutte le volte che festeggia Halloween o, peggio, compra il tacchino per il Thanksgiving o quando infila parole inglesi a sproposito, potendo benissimo usare l&#8217;italiano.</p>
<p>La verità è che può venire in mente di mangiare sushi, ma a nessuno di festeggiare, che so, l&#8217;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Hinamatsuri"><strong>Hinamatsuri</strong></a>! Perché? Perché gli USA ci affascinano da sempre attraverso il cinema e ci raccontano delle loro abitudini, suggestive o negative che siano. La pubblicità fa poi il resto, perché il villaggio globale si regge anche sulle multinazionali e così tornaimo al principio, ai dolci per l&#8217;infanzia. Cioccolatini, per l&#8217;esattezza.</p>
<p>Buon Ognissanti a voi tutti.</p>
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		<title>Happy Halloween? Anche no</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Oct 2023 13:34:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo & Quello]]></category>
		<category><![CDATA[#bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Happy Halloween? No grazie! Dolcetto o scherzetto? Ancora?! Che noia, che barba! per dirla con Sandra Mondaini. In vista del fatidico 31 ottobre il web si riempie di videoricette con piatti che ricordano dita mozzate, vermi, pipistrelli e altre &#8220;leccornie&#8221;, mentre su TikTok abbondano i tutorial per trucchi spettrali per adulti e piccini&#8230; Halloween non [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="wp-image-4606 size-full alignleft" title="Notte di Halloween" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2023/10/Halloween-zucche-pipistrelli-scaled-e1698756196951.jpg" alt="Halloween disegno " width="300" height="200" />Happy Halloween? No grazie!</p>
<h2>Dolcetto o scherzetto?</h2>
<p>Ancora?! Che noia, che barba! per dirla con <strong>Sandra Mondaini</strong>.</p>
<p>In vista del fatidico 31 ottobre il web si<span id="more-4601"></span> riempie di videoricette con piatti che ricordano dita mozzate, vermi, pipistrelli e altre &#8220;leccornie&#8221;, mentre su TikTok abbondano i tutorial per trucchi spettrali per adulti e piccini&#8230;</p>
<h2>Halloween non è happy</h2>
<p>Già, i bambini&#8230; ma davvero volete travestire i vostri figli da scheletri, zombie, fattucchiere e mostri?! E magari siete anche paladine della lotta alle fiabe &#8220;che tanto danno hanno fatto&#8221;, come <em><strong>Biancaneve</strong></em> o <em><strong>Cenerentola</strong></em>.</p>
<p>Certo, le principesse e i principi azzurri, così sognanti, così proiettati verso il bello della vita, l&#8217;incanto e la magia dei sentimenti non hanno molto a che fare con la realtà, ma che male c&#8217;è a sognare, la vita è già così prosaica di suo che ad allungare gli anni della poesia ci si può solo guadagnare. I bambini di oggi di poesia ne conoscono già così poca, perché ostinatamente combatterla a suon di cupe e ingannevoli fesserie d&#8217;oltremanica?</p>
<h2>Un contro Halloween</h2>
<p>Suvvia mamme, siate originali, siate rivoluzionarie e organizzate per i vostri bambini un contro Halloween, una festa di luci e di colori, con maschere di fiori, fate, maghi avvolti da stelle e cavalieri coraggiosi, in cui il tema sia la gioia di vivere e non la morte. In cui i piatti serviti siano leccornie che si mangino già con gli occhi.</p>
<p>Tutti a ribellarsi al conformismo e molti poi a capitolarvi al primo spot a tema. Uhm&#8230;</p>
<p>Non siete cattolici o non siete praticanti? Ebbene, che cambia?! Halloween resta qualcosa che in nulla richiama la gioia di vivere che ogni bambino dovrebbe avere e questo prescinde dalla religione.</p>
<p>Storicamente abbiamo il più alto numero di depressioni infantili di questa nostra età moderna, non credete che già solo questo dovrebbe farvi saltare gli innumerevoli scaffali tutti di arancione, nero e viola?</p>
<h2>Insegnate ai vostri figli ad essere come salmoni</h2>
<p>Oh, certo, la prima obiezione è che &#8220;lo fanno tutti&#8221; e non si può crescere dei figli come dei disadattati, ma perché non rovesciate la prospettiva e considerate questa l&#8217;occasione per insegnare loro che bisogna anche saper andare controcorrente, se la corrente porta lontano da ciò che riteniamo giusto?</p>
<p>Fate rete con altre mamme che la pensino come voi, sono più di quante non crediate, ma hanno gli stessi vostri timori nel farsi avanti. Così i vostri figli non si sentiranno tagliati fuori e, appunto, organizzate loro una contro festa, che attiri altri bimbi e inspiegabilmente vi accorgerete che ad essere salmoni si può anche andare lontano. Insieme.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Once Upon a Time&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 May 2023 09:31:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo & Quello]]></category>
		<category><![CDATA[#attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Once Upon a Time… così iniziano le fiabe. In verità non so se nell’era della spaventevole intelligenza artificiale i bambini abbiano ancora chi legge loro le fiabe, quelle di sempre, con cui noi tutti siamo cresciuti. Forse al più ne conosceranno le riletture di Disney, animate e non, grazie a uno schermo troppo spesso baby [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.aidamelemagazine.com/once-upon-a-time/">Once Upon a Time&#8230;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.aidamelemagazine.com">Aida Mele Magazine</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><img loading="lazy" class="alignleft wp-image-4547 size-full" title="Walt Disney, Once Upon a Time" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2023/05/Walt-Disney-e1683671992447.png" alt="Walt e Biancaneve" width="300" height="364" />Once Upon a Time</em>… così iniziano le fiabe. In verità non so se nell’era della spaventevole intelligenza artificiale i bambini abbiano ancora chi legge loro le fiabe, quelle di sempre, con cui noi tutti siamo cresciuti.</p>
<p>Forse<span id="more-4539"></span> al più ne conosceranno le riletture di Disney, animate e non, grazie a uno schermo troppo spesso baby sitter.</p>
<p>Comunque noi che bambine lo siamo state prima di tanta solitudine infantile, abbiamo sognato con Principi azzurri, Cenerentole e Principesse di sangue blu e soprattutto con il trionfo dell’amore.</p>
<p>Bene, la realtà ha mandato a gambe all’aria tutta questa letteratura zuccherosa, ma ha salvato il finale: qui l’amore è addirittura da libri di storia, dati i protagonisti.</p>
<h2>Once Upon a Time…</h2>
<p><em>Once Upon a Time</em> in un ex impero un Principe, mai stato né bello né simpatico, una Principessa bella e caritativa però finita disgraziatamente nella fiaba sbagliata, e una Dama né giovane né altrettanto avvenente.</p>
<p><img loading="lazy" class="alignright wp-image-4546 size-full" title="Once Upon a Time Carlo e Camilla" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2023/05/Carlo-e-Camilla-giovani.png" alt="Carlo e Camilla anni Settanta" width="400" height="254" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2023/05/Carlo-e-Camilla-giovani.png 400w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2023/05/Carlo-e-Camilla-giovani-300x191.png 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></p>
<p>Eppure, in barba a tutto e a tutti, il Principe e la Dama, innamorati fin da ragazzi e discendenti da due appassionati amanti (e qui i sostenitori della reincarnazione si possono scatenare), non smisero mai di amarsi.</p>
<p>Ormai maturi – foss&#8217;anche sulla pelle e sui sogni di più di un familiare – riuscirono a far trionfare l&#8217;imperituro amore in una giornata ventosa e con una cerimonia sobria, dati gli standard.</p>
<p>Molti anni dopo il Principe e la Dama, nel frattempo divenuta Duchessa, furono addirittura incoronati Re e Regina.</p>
<p>Ormai anziani, ma eternamente complici, si erano visti scambiare sguardi e brevi sorrisi durante tutta la <a href="https://www.youtube.com/watch?v=WANXXuK6yNE"><strong>solenne cerimonia</strong></a> sospesa fra l’era digitale e il Medioevo e che aveva incollato a uno schermo – di qualsivoglia natura e dimensione – milioni e milioni di comuni mortali.</p>
<p>Il buon caro <strong>Walt</strong> (<strong>Disney</strong>) non avrebbe saputo far di meglio per farci sognare tanto.</p>
<h2>E dunque&#8230;</h2>
<p>Dunque l’amore ha trionfato sulla giovinezza e sull’avvenenza, a ribadire che l’anima gemella è molto più di questo e che l’affinità è il collante che tutto regge.</p>
<p>Idealmente mano nella mano da quel lontano giorno del 1970 fino al trono – <strong>Carlo e Camilla</strong> – a sostenersi come sempre. Anche sotto il &#8220;fuoco amico&#8221; di <strong>Harry e Meghan</strong>, ma questa è un&#8217;altra storia&#8230;</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-4545 size-full" title="La fiaba di Carlo e Camilla" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2023/05/Carlo-e-Camilla-oggi.png" alt="Carlo e Camilla oggi" width="350" height="270" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2023/05/Carlo-e-Camilla-oggi.png 350w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2023/05/Carlo-e-Camilla-oggi-300x231.png 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.aidamelemagazine.com/once-upon-a-time/">Once Upon a Time&#8230;</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.aidamelemagazine.com">Aida Mele Magazine</a>.</p>
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		<title>The London Bridge Is Down</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Sep 2022 12:56:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo & Quello]]></category>
		<category><![CDATA[#attualità]]></category>
		<category><![CDATA[#royal]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Titolo in codice: The London Bridge Is Down. Così a Londra si è aperta la successione al trono inglese. La Regina è morta, viva il Re! Elisabetta II ci ha lasciati. Con la stessa riservatezza con cui ha vissuto. Il mondo non parla d&#8217;altro, ma cosa resterà di questa donna, icona già in vita? Certo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="wp-image-4523 size-full alignleft" title="The London Bridge Is Down" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Elisabetta-II.png" alt="Elisabetta II" width="350" height="248" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Elisabetta-II.png 350w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2022/09/Elisabetta-II-300x213.png 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" />Titolo in codice: The London Bridge Is Down. Così a Londra si è aperta la successione al trono inglese.</p>
<p>La Regina è morta, viva il Re! Elisabetta II ci ha lasciati. Con la stessa riservatezza con cui ha vissuto.</p>
<h3>Il mondo non parla d&#8217;altro, ma cosa resterà di questa donna, icona già in vita?</h3>
<p>Certo non le tante chiacchiere che oggi affollano i <em>talkshow</em>, molte delle quali apertamente di fantasia o personalissime deduzioni, perché poi i veri conoscitori sono meno delle dita di una mano, ma i commentatori si contano a decine, la maggiornaza dei quali non si sa bene a che titolo.</p>
<p>The London Bridge Is Down non potrebbe essere più opportuno come titolo del protocollo, che ieri si è aperto, perché davvero con la sua morte il Ponte di Londra, simbolo stesso d&#8217;Inghilterra, è venuto giù. Londra e dunque il Regno Unito hanno cambiato <em>skyline</em>, niente sarà più come prima.</p>
<p>Se apparentemente potremmo dire che Elisabetta lasci un regno dei record, <a href="https://www.aidamelemagazine.com/giubileo-di-platino-god-save-the-queen/"><strong>lunghissimo</strong></a>, una popolarità planetaria fatta ormai di familiarità come sempre accade quando gli anni e le generazioni si sommano, un guardaroba con più <em>nuances</em> di una mazzetta Pantone, in realtà la sua eredità è ben altra.</p>
<p>Politica innanzitutto, perché come Capo di Stato è fra i grandi della Storia per il suo acume, la sua prudenza e le grandissime doti diplomatiche.</p>
<p>C&#8217;è però ben altro, che resta a chi vorrà farne tesoro. Elisabetta II è stata una vera Regina, ha indicato per una vita intera cosa sia il servizio e l&#8217;abnegazione a un ruolo, ne ha compreso in pieno il peso del sacrificio della propria vita privata e la responsabilità di essere un modello morale.</p>
<p>Del suo servizio ha fatto la ragione di questo lunghissimo regno conclusosi con un ultimo dovere: investire il suo quindicesimo Capo di Governo in un momento delicato per la politica inglese.</p>
<h3>Il peso di una corona</h3>
<p>Ha fatto tutto oltre le proprie forze a giudicare dalle ultime immagini, per poi congedarsi a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Balmoral"><strong>Balmoral</strong></a>, nel luogo dove il suo Filippo l&#8217;aveva chiesta in moglie, dove tanto tempo avevano trascorso insieme lontani dalla vita pubblica e dove le sarà sembrato più facile riabbracciarlo.</p>
<p>Da quando era morto il suo Filippo, non era stata più lei. Al funerale era improvvisamente apparsa curva. Quel dolore dev&#8217;essere stato troppo, in fondo era arrivata fin lì proprio perché a sostenerla c&#8217;era stato sempre suo marito, che lei, dopo settantatrè anni di matrimonio, ancora guardava con gli stessi occhi innamorati: basta sfogliare le foto per vederlo.</p>
<p>Non dev&#8217;essere stato facile sedere sul quel trono, in alto ci si può sentire molto soli e il peso delle responsabilità può essere davvero gravoso. Soprattutto in gioventù, quando l&#8217;esperienza è poca e la credibilità è tutta da costruire.</p>
<p>Di scelte difficili e dolorose credo ne abbia dovute prendere più d&#8217;una. Mi viene in mente anche solo il rifiuto opposto all&#8217;amata sorella Margaret, quando questa si innamorò di Peter Townsend.</p>
<p>Erano altri tempi e la sorella della Regina, capo della Chiesa anglicana, non poteva certo sposare un divorziato. Quanto le sarà pesato sulla coscienza quella vita infelice e disordinata di Margaret, che dopo quell&#8217;amore mancato non seppe più ritrovare la strada?</p>
<p>Elisabetta sì fu stabile e certa come il London Bridge, ma fu anche dignitosa e sobria nonostante alcuni abiti di gusto eccessivamente anglossassone. Fu sobria nella vita, sempre dieci passi indietro ai clamori e le sguaiatezze, sempre gentilissima. Una vera Regina.</p>
<h3>Cosa si è portata via?</h3>
<p>Proprio questo: il concetto stesso di Sovrana, perché non basta una corona, ci vuole un&#8217;educazione eccelsa, che non prescinda mai dai modi e dunque dal rispetto di chi si ha di fronte.</p>
<p>Tutti dicono che si chiude un&#8217;epoca, certo se le regine sono come Letizia di Spagna, sgarbatissima, superba, inopportuna come poche, vanitosa fino alla dismorfofobia o se entrano nelle famiglie reali donne come <a href="https://www.aidamelemagazine.com/non-ci-sono-piu-le-cenerentole-di-una-volta/"><strong>Meghan Markel</strong></a>, arrogante e villana fino a un&#8217;accusa di mobbing dal proprio personale, capace di trascinare il marito al lavatoio dei panni sporchi di Oprah Winfrey, in cui sono volati stracci e palle di fango mentre Filippo di Edimburgo era in fin di vita.</p>
<p>Si chiude di certo un&#8217;epoca se le case regnanti si trasformano in girandole di figli dentro e fuori del matrimonio, in una ridda di relazioni come nel Principato meno reale del pianeta o se un discendente di un&#8217;ex casa regnante pubblicizza sottaceti, partecipa a reality e vende pasta in un <em>food truck</em>.</p>
<p>Oggi il senso di una monarchia sta nella capacità di essere una guida in un Paese sostanzialmente democratico, un punto di riferimento morale per un popolo affinché non dimentichi il senso della dignità delle istituzioni, come è avvenuto purtroppo in Italia.</p>
<p>Le monarchie sono anacronistiche, possono sopravvivere solo se sono un faro di decoro, un ammonimento sull&#8217;importanza della forma come espressione di una reale sostanza. Il ricordo che il buongusto può giovare alle relazioni interpersonali e istituzionali, perché si basa sul senso di misura.</p>
<h3>Cosa dunque rimpiangeremo di questa regina, che ha avuto il tempo e le doti per guadagnarsi tanto rispetto e affetto?</h3>
<p>Personalmente direi la grande dignità, la fedeltà a un impegno preso, a una tradizione che dev&#8217;essere stata conforto e legaccio allo stesso tempo, ma ne ricorderemo di certo anche l&#8217;ironia, anch&#8217;essa espressione di intelligenza.</p>
<p>Autorevolissima senza mai alzare la voce o agitare un braccio, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=2nOMZ1dnPaM"><strong>Regina</strong></a> sempre senza bisogno di ricordarlo a chi aveva di fronte.</p>
<p>Sotto quella pesante corona però una donna fedele al progetto &#8211; mancato &#8211; di una famiglia unita, al suo Filippo, all&#8217;amore per il proprio Paese. Dunque anche un modello di vita, al di là dei palazzi, delle carrozze e dei gioielli favolosi.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Giubileo di Platino. God Save The Queen!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Jun 2022 20:23:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo & Quello]]></category>
		<category><![CDATA[#monarchie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Giubileo di Platino si è concluso: quattro giorni di festa e spettacoli, eventi e apparizioni al balcone reale. Un&#8217;ondata di popolarità planetaria per la Regina dei record: Sua Maestà Elisabetta II ha tagliato il nastro dei settant&#8217;anni di regno. Sempre fedele a sé stessa. Pronta al sorriso e alla battuta. Austera e candida, severa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h2><img loading="lazy" class="wp-image-4491 size-full alignright" title="Elisabetta II ai festeggiamenti per il Giubileo di Platino" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Elisabetta-2.png" alt="Elisabetta II " width="350" height="206" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Elisabetta-2.png 350w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Elisabetta-2-300x177.png 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" />Il Giubileo di Platino si è concluso: quattro giorni di festa e spettacoli, eventi e apparizioni al balcone reale.</h2>
<p>Un&#8217;ondata di popolarità planetaria per la Regina dei record: Sua Maestà Elisabetta II ha tagliato il nastro dei settant&#8217;anni di regno.</p>
<p>Sempre fedele a sé stessa. Pronta al<span id="more-4486"></span> sorriso e alla battuta. Austera e candida, severa e lieve, tradizionalista e moderna, ma sempre equilibrata e coerente.</p>
<p>L&#8217;avessimo noi, chissà dove arriveremmo! Noi che abbiamo perso ogni senso di appartenenza, capaci di ricordarci del Tricolore solo per un campionato di calcio, noi che siamo ormai noti all&#8217;estero per essere un popolo di villani, noi che confondiamo quattro sgallettate per delle lady, noi che abbiamo dei politici spesso degni di una repubblica delle banane, avremmo certamente bisogno di un&#8217;Elisabetta che ci ricordi che abbiamo una storia a cui rendere conto, una bandiera costata milioni di morti, un decoro da recuperare, un senso civico finito chissà dove.</p>
<p>Io, repubblicana fino al midollo, riconosco che con i Savoia non avremmo potuto che voltare le spalle alla monarchia. Ancor più oggi fra sottaceti, reality e scazzottate.</p>
<p>Eppure un po&#8217; di vecchio spolvero non ci farebbe male. Soprattutto non farebbe male a molti che ci rappresentano e che hanno un contegno da saltapicchi.</p>
<p>Elisabetta è riuscita là dove tutti in Europa hanno fallito: rendere la monarchia un riferimento stabile e autorevole, un buisiness, un caleidoscopio di glamour e marketing.</p>
<p>Un Giubileo di Platino davvero sfavillente, curato in ogni dettaglio secondo la migliore tradizione di corte, in cui la modernità ha soverchiato la tradizione.</p>
<p>Elisabetta non poteva essere più favolosa di così, col suo immarcescibile aplomb si è concessa anche <a href="https://www.youtube.com/watch?v=7UfiCa244XE"><strong>un tè con una mascotte virtuale</strong></a>: attrice ben più talentuosa di alcuni ronzini che appaiono sul piccolo schermo.</p>
<p>La consapevolezza di sé, che non pare trascendere mai in superbia, domina il suo andare per il mondo da novantasei anni. Attiva e pacata, assiste e partecipa alla Storia con la normalità di un impiegato giudizioso e l&#8217;abnegazione di un soldato al fronte.</p>
<p>La prima dote di un generale è circondarsi di un volente corpo d&#8217;armata ed Elisabetta senza dubbio sa scegliere i propri collaboratori. Nessuna casa reale ha poi uno staff per la comunicazione come quello che ha Sua Maestà.</p>
<p>Basta anche solo fare un raffronto con la più movimentata delle case regnanti europee: quella di Spagna, che ha il glamour di un gambo di sedano, mentre combatte contro i sondaggi che vogliono la Spagna sempre più repubblicana.</p>
<p>Del resto gli Spagnoli erano Juancarlisti non monarcici, affondato <em>el Rey campechano</em> non resta molto dopo il terremoto 10 della scala Mercalli provocato da tutti gli scandali che da qualche anno scuotono furiosamente il fragile trono del buon Filippo, che non ha il torto di aver scelto una <em>plebeya</em>, ma di aver scelto quella <em>plebeya</em>, a cui non il protocollo, ma a volte le semplici buone maniere non vanno giù.</p>
<p>Dunque il Giubileo di Platino è stato visto nei quattro angoli della Terra, grazie anche al <a href="https://www.youtube.com/watch?v=dGtM-j-GrlU"><strong>canale YouTube della famiglia reale</strong></a> più tradizionalista e più social del mondo.</p>
<p>Bello, fastoso e soprattutto festoso, in cui anche l&#8217;Italia ha fato capolino con Andrea Bocelli sul palco e il Vaticano coi suoi rappresentanti della chiesa cattolica di Londra a St. Paul.</p>
<h2>Harry e Meghan</h2>
<p>A questi quattro giorni non è mancato nulla nemmeno lo psicodramma dei Sussex, con un Harry spaesato e privo del suo eterno spirito ciarliero e birichino.</p>
<p>Chissà se comincia a rendersi conto di dove si è cacciato. Qualche dubbio gli dovrebbe essere venuto almeno a sentire i fischi, lui un tempo tanto amato, che ne hanno accolto l&#8217;uscita dalla cattedrale di St. Paul.</p>
<p>Lasciati a casa come Cenerentola visto che la sicurezza non gli è più dovuta, eccezion fatta che per una cena privata, i Duchi angloholywoodiani per il resto dei festeggiamenti se ne sono stati rintanati a Frogmore Cottege mentre l&#8217;intera Inghilterra dimostrava platealmente di non sentirne la mancanza.</p>
<p>Paria o superbi non è dato ormai di saperlo, essendo su di loro calato il sipario.</p>
<p>Col tempo il loro desiderio di vita &#8220;normale&#8221; evidentemente si sta trasformando nel racconto della volpe e l&#8217;uva.</p>
<p>Il guaio però è che loro possono mantenere un simile tenore di vita lontani da corte solo monetizzandone il riverbero, ma se le luci intorno a loro si spengono il circo avviato nel salotto di Oprah Winfrey che fine farà?</p>
<p><img loading="lazy" class="wp-image-4492 size-full aligncenter" title="I Duchi di Sussex al Giubileo di Platino" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Harry-e-Meghan-St.png" alt="Harry e Meghan" width="450" height="219" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Harry-e-Meghan-St.png 450w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2022/06/Harry-e-Meghan-St-300x146.png 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></p>
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		<title>L&#8217;anno nuovo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jan 2022 19:18:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo & Quello]]></category>
		<category><![CDATA[#lafelicitànellepiccolecose]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;anno nuovo è già iniziato. Come l&#8217;avete accolto? Sono certa che non saranno mancati gesti propiziatori, ma spero nulla che sia andato oltre il gioco, perché la superstizione è una catena che ci rende schiavi e dà alla sorte e agli altri un potere che non gli è proprio. Tutti noi carichiamo il passaggio dal [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="350" height="341" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2022/01/fuochi-dartificio.jpg" alt="Fuochi d'artificio 2022" class="wp-image-4302" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2022/01/fuochi-dartificio.jpg 350w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2022/01/fuochi-dartificio-300x292.jpg 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></figure></div>



<p>L&#8217;anno nuovo è già iniziato. Come l&#8217;avete accolto? Sono certa che non saranno mancati gesti propiziatori, ma spero nulla che sia andato oltre il gioco, perché la superstizione è una catena che ci rende schiavi e dà alla sorte e agli altri un potere che non gli è proprio.</p>



<p>Tutti noi carichiamo il passaggio dal vecchio anno al nuovo di aspettative e cerchiamo in piccoli riti apotropaici la chiave che ci apra alla fortuna, ma il capodanno non è che un giorno che segue l&#8217;altro e la differenza come sempre la facciamo noi. </p>



<p>Per quel che ci è dato.</p>



<p>Alle volte <strong><a href="https://www.aidamelemagazine.com/nella-vita-ci-vuole-talento/">un cambio di prospettiva</a></strong>, uno sguardo nuovo su noi stessi e sulla vita sono già il giusto inizio per un proficuo cambiamento.</p>



<p>Il futuro è di tutti coloro che hanno un cuore giovane, dunque c&#8217;è sempre spazio per fare progetti e per sognare.</p>



<p>Allora come sarà l&#8217;anno nuovo? E chi può dirlo?! </p>



<p>Dodici mesi sono lunghi e nessuno può sapere come ci troverà alla sua fine, possiamo però prenderlo per le briglie e provare a cavalcarlo questo 2022, che, in verità, già nel numero mi è un po&#8217; antipatico, ma tant&#8217;è. </p>



<p>Del resto il mio motto è: &#8220;basta a ciascun giorno il suo affanno&#8221; (Matteo 6,34), dunque io prendo un giorno alla volta, non mi sogno affatto di prenderne 365 tutti insieme! </p>



<p>Quindi buon anno a voi tutti e che sia sereno e pieno di gentilezza.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="400" height="193" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2022/01/Agenda-2022.jpg" alt="Agenda anno nuovo" class="wp-image-4303" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2022/01/Agenda-2022.jpg 400w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2022/01/Agenda-2022-300x145.jpg 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure></div>



<p></p>
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		<title>La difficile arte di saper dire di no</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Apr 2021 17:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo & Quello]]></category>
		<category><![CDATA[#slowlife]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Saper dire di no è segno di misura e tutto ciò che è misura è segno di equilibrio e tutto ciò che è equilibrio è segno di saggezza. Ergo&#8230; manco &#8211; nell&#8217;ordine &#8211; di misura, equilibrio e saggezza ogni volta che non so dire di no. Il che, essendo io non più una giovinetta, è [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-wp-editing="1"><img loading="lazy" class="alignleft wp-image-4046 size-full" title="Saper dir di no per lavorare meglio" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2021/04/flat-lay-of-agenda-coffee-and-tulips.jpg" alt="scrivania di lavoro" width="350" height="280" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2021/04/flat-lay-of-agenda-coffee-and-tulips.jpg 350w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2021/04/flat-lay-of-agenda-coffee-and-tulips-300x240.jpg 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" />Saper dire di no è segno di misura e tutto ciò che è misura è segno di equilibrio e tutto ciò che è equilibrio è segno di saggezza.</p>
<p>Ergo&#8230; <span id="more-4043"></span>manco &#8211; nell&#8217;ordine &#8211; di misura, equilibrio e saggezza ogni volta che non so dire di no. Il che, essendo io non più una giovinetta, è piuttosto grave.</p>
<p>E così mi ritrovo a volte in affanno. Ultimamente spesso, visto che questa pandemia ha complicato tutto.</p>
<p>Tempi d&#8217;affanno sì, ma di cui non ci si deve lamentare però più del necessario di fronte a chi ha perso cari o lavoro.</p>
<p>Saper dire di no <strong>è segno di misura</strong>, perché a strafare si ottiene poco e si perde molto; <strong>è segno di equilibrio</strong>, perché a passare il segno è un attimo e ci si ritrova esausti, mentre a recuperare ci si impiega tempo; <strong>è segno di saggezza</strong>, perché dell&#8217;esperienza bisogna saper sempre far tesoro.</p>
<h2>Dunque?</h2>
<p>Dunque mi fermo e mi riposo, perché altrimenti il mulinello di pensieri nella mia testa non si ferma. Poi raccolgo le idee e metto mano alla mia scrivania, che è diventata un cumulo di libri, appunti, quaderni, scadenze, fogli e agende.</p>
<p>La guardo e mi ci rifletto.</p>
<p>Fatto ordine là sopra, saprò cosa posso fare e cosa rimandare, cosa tenere e cosa delegare.</p>
<p>L&#8217;ordine che ho intorno a me quando lavoro è esattamente ciò che sono in quel momento, dunque è tempo di fare il punto e una scaletta.</p>
<p>Il passo successivo sarà&#8230; non ricaderci.</p>
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		<title>Un cuoio capelluto sano. La caduta dei capelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 09:23:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo & Quello]]></category>
		<category><![CDATA[#comeinunaspa]]></category>
		<category><![CDATA[#oliessenziali]]></category>
		<category><![CDATA[#rimedicasalinghi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per contrastare la caduta dei capelli la prima regola è avere un cuoio capelluto sano, perché è &#8220;il terreno&#8221; su cui i capelli crescono e compiono il loro ciclo vitale. Condizioni di stress psico-fisico e cambi di stagione sono cause molto frequenti. Le ragioni mediche &#8211; quali squilibri ormonali o nutrizionali, terapie o patologie specifiche [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="wp-image-3971 size-full alignleft" title="Un cuoio capelluto sano. La caduta dei capelli | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2021/03/Capelli-e-fiori.jpg" alt="" width="350" height="255" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2021/03/Capelli-e-fiori.jpg 350w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2021/03/Capelli-e-fiori-300x219.jpg 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" />Per contrastare la caduta dei capelli la prima regola è avere un cuoio capelluto sano, perché è &#8220;il terreno&#8221; su cui i capelli crescono e compiono il loro ciclo vitale.</p>
<p>Condizioni di<span id="more-3960"></span> stress psico-fisico e cambi di stagione sono cause molto frequenti.</p>
<p>Le ragioni mediche &#8211; quali squilibri ormonali o nutrizionali, terapie o patologie specifiche &#8211; sono casi molto seri, che vanno sottoposti a uno specialista.</p>
<p>Qui prendo in considerazione solo <strong>la normale caduta di capelli, che nulla ha di patologico</strong> e chi si può contrastare aiutando la natura, fermo restando che <strong>una corretta alimentazione, un giusto stile di vita, lozioni ed eventuali integratori prescritti sono i capisaldi da cui partire</strong>.</p>
<p>Nel caso di una caduta di capelli va pulito a fondo il cuoio capelluto e va riattivata la circolazione: detossinare, se il caso, e irrorare il bulbo pilifero è essenziale per una corretta crescita del capello.</p>
<p>Ovviamente anche l&#8217;aspetto estetico contribuisce a definire una chioma sana, dunque che lo shampoo e il balsamo siano di qualità, le tinture e l&#8217;asciugatura non aggressive.</p>
<p>Ciò che <a href="https://www.aidamelemagazine.com/un-cuoio-capelluto-sano/"><strong>qui è stato indicato</strong></a> è la base da cui partire, ciò che varia sono solo gli olii essenziali. Dunque seguite quanto precedentemente indicato per preparare un composto di pulizia e, nel caso specifico della caduta, vediamo insieme cosa aggiungere alla base neutra di yogurt e bicarbonato.</p>
<p><strong>Cuoio capelluto grasso</strong></p>
<ul>
<li>2 gocce di olio essenziale di <strong>Rosmarino</strong> per detossinare, 2 di <strong>Lavanda</strong> per regolare il sebo e 4 di <strong>Ylang-Ylang</strong> specifico per la caduta e la fragilità capillare</li>
</ul>
<p><strong>Cuoio capelluto con forfora grassa</strong></p>
<ul>
<li>2 gocce di olio essenziale di <strong>Lavanda</strong>, 2 di <strong>Eucalipto </strong>per disinfettare e sfiammare, 4 di <strong>Ylang-Ylang</strong></li>
</ul>
<p><strong>Cuoio capelluto con forfora secca</strong></p>
<ul>
<li>2 gocce di olio essenziale di <strong>Mimosa </strong>eudermico e idratante, 2 di <strong>Manuka</strong> per un&#8217;azione batterica specifica<strong> o Eucalipto</strong>, 4 di <strong>Ylang-Ylang</strong></li>
</ul>
<p><strong>Cuoio capelluto normale</strong></p>
<ul>
<li>4 gocce di olio essenziale di <strong>Gelsomino </strong>per la rigenerazione cellulare e 4 di <strong>Ylang-Ylang</strong></li>
</ul>
<p><strong>Valgono tutte le raccomandazioni scritte nell&#8217;<a href="https://www.aidamelemagazine.com/un-cuoio-capelluto-sano/">articolo</a> a cui questo rimanda.</strong></p>
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		<title>Il sentiero dei sogni luminosi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[A.M.]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Mar 2021 19:14:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Questo & Quello]]></category>
		<category><![CDATA[#india]]></category>
		<category><![CDATA[#libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il sentiero dei sogni luminosi: già solo il titolo è un invito all&#8217;acquisto. Scritto da Jasvinder Sanghera, è la sua storia. Non conoscevo questa donna: non il suo nome, non la sua vita né che avesse fondato Karma Nirvana, un&#8217;associazione che sostiene le donne vittime di violenze familiari e le ragazze che fuggono da matrimoni [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" class="wp-image-3931 size-full alignleft" title="Il sentiero dei sogni luminosi | Aida Mele Magazine" src="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2021/03/Il-sentiero-dei-sogni-luminosi-copertina.jpg" alt="" width="221" height="357" srcset="https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2021/03/Il-sentiero-dei-sogni-luminosi-copertina.jpg 221w, https://www.aidamelemagazine.com/wp-content/uploads/2021/03/Il-sentiero-dei-sogni-luminosi-copertina-186x300.jpg 186w" sizes="(max-width: 221px) 100vw, 221px" /><em><strong>Il sentiero dei sogni luminosi</strong></em>: già solo il titolo è un invito all&#8217;acquisto. Scritto da <strong>Jasvinder Sanghera</strong>, è la sua storia.</p>
<p>Non<span id="more-3929"></span> conoscevo questa donna: non il suo nome, non la sua vita né che avesse fondato <strong>Karma Nirvana</strong>, un&#8217;associazione che sostiene le donne vittime di violenze familiari e le ragazze che fuggono da matrimoni combinati.</p>
<p>Jasvinder è un&#8217;indoinglese, i suoi genitori arrivarono in Inghilterra dopo le nozze negli anni Cinquanta.</p>
<p>Il suo libro ha spalancato la porta su una realtà che sicuramente anche in Italia è sotto i nostri occhi eppure nascosta, perché spesso le comunità di immigrati sono molto chiuse e, nell&#8217;illusione di portare con sé un&#8217;identità, si arroccano aggrappandosi a tradizioni, che spesso resistono all&#8217;evoluzione più che nella loro stessa Patria.</p>
<p>L&#8217;esperienza dell&#8217;autrice non è però prerogativa delle comunità indiane, come ella stessa sostiene.</p>
<p>Il nostro Paese fa i conti con una massiccia immigrazione relativamente da poco, non avendo colonie. L&#8217;arrivo di una moltitudine di persone con usi e costumi a volte radicalmente diversi dai nostri è un fenomeno che a mio parere non può dirsi mal gestito quanto piuttosto non gestito affatto.</p>
<p>Non siamo l&#8217;Inghilterra e non avevamo alle spalle un attegiamento ostico da colonialisti, ma abbiamo comunque opposto un&#8217;assenza di politiche realiste e davvero votate all&#8217;integrazione.</p>
<p>L&#8217;immigrazione muove danaro e voti, dunque non può interessare in sé. Ovvio che anche da noi si verifichino situazioni topiche come la chiusura delle comunità, la difficile permeabilità fra la nostra cultura e la loro, lo smarrimento identitario di chi non è straniero del tutto, perché nato qui, ma non è completamente italiano, perché totalmente immerso in un&#8217;altra cultura, quando chiude dietro di sé la porta di casa.</p>
<p>Non stupisce dunque che gli estremismi piacciano più ai giovani che agli anziani né &#8211; nel caso delle comunità musulmane &#8211; che ad indossare il velo siano le figlie e non le madri.</p>
<p>Il libro spiega benissimo l&#8217;importanza per chi arriva e per i loro figli di muoversi in un mondo conosciuto e identitario, per quanto chiuso, difficile e a volte violento possa essere.</p>
<p>Inevitabile che le vittime di questa assoluta mancanza di integrazione siano le donne.</p>
<p>Avere sacche nella nostra società di assenza di diritti dovrebbe far riflettere su come queste &#8220;politiche&#8221; migratorie stiano gettando le basi di una società che cresce covando conflitti.</p>
<p>E non si creda che il razzismo abbia un&#8217;unica direzione! Anche di questo l&#8217;autrice racconta: le donne occidentali sono spesso considerate delle poco di buono per il solo fatto di essere appunto occidentali.</p>
<p>Dunque di nuovo, anche in questo caso, le donne sono vittime di una mentalità che nega loro dignità.</p>
<p>Siamo l&#8217;anello debole della coppia biblica e restiamo l&#8217;obbiettivo da schiacciare da qualunque prospettiva culturale si guardi.</p>
<p><em><strong>Il sentiero dei sogni luminosi</strong> </em>racconta un cammino: dai dubbi crescenti su una condizione subita all&#8217;affermazione di sé come soggetto di diritto e creatura senziente, passando attraverso un potente istinto di sopravvivenza.</p>
<p>Ogni evento irrompe nel racconto con la forza e la crudezza della vita vissuta. Non c&#8217;è compiacimento, non c&#8217;è odio, non c&#8217;è rabbia. C&#8217;è una profondissima umanità in questa donna, che ha attraversato dolori, errori e prove.</p>
<p>Una donna forte, coraggiosa. Rifiutata dalla propria famiglia, dalla propria comunità, minacciata di morte, eppure indomita.</p>
<p>L&#8217;8 marzo più che di mimose ha bisogno di esempi su cui riflettere a fondo e dunque vi propongo questo libro, perché la conoscenza è il primo passo verso la consapevolezza.</p>
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